Le Rubriche di PiacenzaSera.it - Universi

La storia di Alaa, studentessa della Cattolica in fuga dalla guerra in Siria

La redazione di “Universi” ha compiuto un incontro straordinario e interessante, quello con la giovane Alaa, studentessa di Scienza dell’Educazione di nazionalità siriana. Alaa ha perso il padre e una sorella nella guerra che sconvolge il suo paese da alcuni anni.

La sua è una storia di fuga e sradicamento, ma anche di speranza: arrivata in Italia grazie ai corridoi umanitari della Comunità di S. Egidio, oggi studia e pensa di fare qualcosa anche per la rinascita del suo paese. Alex, Chiara, Micaela, Hassan e Roberta, la redazione di “Universi”, le hanno rivolto alcune domande per conoscerla e per farsi raccontare come è arrivata nel nostro paese. Ecco il testo.

Si presenta così Alaa Abu Tabikh, che ha imparato a parlare un italiano quasi perfetto in pochi mesi.
Mi chiamo Alaa, sono siriana. Sono arrivata qui il 29 maggio 2018, ormai un anno fa. Ho 22 anni, sono arrivata in Italia grazie alla Comunità di Sant’Egidio. La guerra ha preso mio papà e mia sorella. Mia mamma, mia sorella e mio fratello sono in Italia da 3 anni, sono riusciti a venire qui perché mia mamma è ormai sposata da circa 16 anni con un uomo italiano ed i miei fratelli sono di nazionalità italiana. Sono rimasta in Siria per due anni lontana dalla famiglia, poi sono andata in Libano e da lì sono arrivata in Italia: prima a Pavia, in una comunità insieme alla mia famiglia, e ora sono Piacenza per ragioni di studio. Sto frequentando la Facoltà di Scienze dell’Educazione qui in Cattolica.

Di quale zona della Siria sei originaria?
Dalla capitale, Damasco.

Quando rimasta completamente da sola in Siria per due anni, dove vivevi?
Ho preso una camera in affitto da una signora, il cui marito era scappato in Turchia. Lei era rimasta con i suoi tre bambini da sola. Mia mamma intanto mi mandava i soldi dall’Italia. Ho poi fatto richiesta di ricongiungimento e attraverso la Comunità di Sant’Egidio sono riuscita a raggiungere la mia famiglia in Italia, dove ho ottenuto il permesso per asilo politico della durata di 5 anni.

Ora dove vivi?
Ho fatto richiesta presso la Casa della Carità di Piacenza, poiché non potrei andare e venire in università da Pavia. Mi hanno quindi dato la possibilità di soggiornare lì.

Come ti sei trovata quando sei arrivata in Italia? Come ti trovi a Piacenza?
La prima difficoltà è stata la differente lingua e cultura. Ma nonostante questo, mi sono trovata molto bene, le persone che ho incontrato sono state molto socievoli e mi hanno sempre aiutata. Anche qui all’Università sono sempre tutti molto disponibili, i professori sono sempre pronti a spiegarmi qualcosa che potrei non aver capito.

Quando sei partita, un anno fa, com’era la situazione in Siria?
Mentre ero là la situazione era molto difficile, la paura era l’unica emozione presente: non puoi sapere se mentre dormi qualcuno ti viene a prendere nel cuore della notte senza poter più tornare a casa. Hai sempre paura quando esci, quando andavo in università non ero sicura di riuscire a tornare indietro. In ogni momento c’era il terrore che potessero cadere delle bombe, e anche stare in casa non ti avrebbe protetto. In generale c’è anche molta povertà, l’elettricità funziona due o tre ore al massimo.

Universi incontro con Alaa

Hai ancora contatti con amici e familiari che si trovano ancora là?
Sì, ci sentiamo grazie a internet. Parte della famiglia di mia mamma è rimasta, ed alcuni amici. Ultimamente, solo in Damasco, non ci sono bombardamenti. Nel Nord ancora avvengono però.

Ricordi ancora com’era la città prima della guerra? È cambiata molto?
È cambiata tantissimo, molte case sono state distrutte e le strade sono ricoperte di macerie. Prima della guerra non avrei neanche immaginato di dovermene andare da casa e raggiungere un altro paese.

In Siria sei riuscita a frequentare l’università?
Sì, ho iniziato letteratura araba, ma non ho potuto finire perché sono andata via.

Perché hai scelto di proseguire gli studi e di frequentare Scienze dell’Educazione?
Ho deciso di continuare a studiare così da poter fare qualcosa per aiutare nel mio paese, e nello specifico Scienze dell’Educazione perché penso che la situazione si possa migliorare a partire dai bambini.

Per arrivare in Italia che percorso hai seguito?
Sono andata due volte in Libano, poi da lì sono arrivata a Roma in aereo grazie alla Comunità di Sant’Egidio. Sono arrivata a Pavia, dove una responsabile della Comunità mi ha accompagnata dalla mia famiglia.

Qual è la tua religione?
Sono musulmana e sunnita.

Universi incontro con Alaa

All’Università e a Piacenza hai incontrato altri siriani?
Sì, ne ho conosciuti tre, una è al terzo anno della mia stessa facoltà, gli altri frequentano facoltà diverse. Al di fuori dell’università non ho ancora avuto occasione di conoscerne.

Prima della guerra si stava bene, nonostante la dittatura al potere?
Prima si stava molto bene. Con la guerra la situazione è molto peggiorata, nel bombardare l’Isis ha causato molte sofferenze anche al popolo.

Che speranze hai per il tuo paese?
Spero che si torni a vivere come prima, ad una quotidianità normale, senza paura. Molti ragazzi e bambini sono morti non solo a causa della guerra, ma anche annegati in mare mentre si trovavano in fuga.

Sei stata a contatto con una realtà terribile che noi non possiamo neanche immaginare. Puoi spiegarci come si può resistere e andare avanti?
Il passato non si può cambiare, quello che è successo è irreversibile. Noi possiamo però fare qualcosa per il futuro: se si vuole far finire la guerra e migliorare le cose, è necessario agire e guardare avanti. È giusto non dimenticare le parti brutte, ma è fondamentale pensare ai bambini e al bene che possiamo fare per dare loro un futuro più luminoso. Bisogna sempre sperare e mai arrendersi.

Per quanto riguarda lo studio, come gestisci il materiale universitario? Ti aiuta qualcuno?
Questa è una difficoltà grande per me, è molto difficile dover studiare in una lingua che non sia la tua lingua madre. Nella comunità a Pavia in cui vado ci sono persone che mi aiutano. Qui in università chiedo sempre se ho qualche dubbio. Studio molto, quando ho tempo a disposizione preferisco studiare piuttosto che fare qualcosa di poco utile.

Il clima che si avverte in Italia nei confronti degli immigrati ti sembra più di ostilità o accoglienza?
Non posso parlare per tutti ovviamente, ma solo della mia esperienza. Sono arrivata in un ambiente molto accogliente, tutti sono sempre stati molto gentili e disponibili nei miei confronti. Ho visto una nuova vita per me qui.

Hai conosciuto qualcuno che è riuscito ad arrivare in Italia per mare?
Conosco alcuni che ce l’hanno fatta e sono andati in Germania.

Quando torni a Pavia?
Torno ogni fine settimana, alla mattina di sabato lavoro in comunità. La domenica riesco a stare con la mia famiglia.

In Siria, secondo te, ci sono le forze per costruire un percorso di democrazia?
In questo momento, secondo me, non ci sono molte alternative a Bashar El Assad, la situazione adesso è più stabile di prima, c’è più controllo, senza di lui potrebbe tornare il caos.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.