Landini alla Festa Insieme: “Persone di nuovo unite nel sindacato contro la paura”

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Ambiente, diritti, lavoro, dignità. Diversi i temi, affrontati in propettiva circolare – ciascuno significativa cassa di risosanza dell’altro – durante la giornata del 16 giugno.

Protagonista il numero uno della Cgil nazionale, Maurizio Landini, nel corso della Festa Insieme organizzata all’agriturismo Boschi Celati a Fossadello di Caorso dalla Cgil provinciale con il sindacato dei pensionati Spi. È stato nel pomeriggio il focus sui diritti dal titolo: “Lavoro, legalità, diritti e dignità” un confrontro tra Landini e Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, intervistati da Mattia Motta.

Dialogo che tra diritti negati, inadeguate politiche economiche e industriali, disuguaglianze sociali, censura del plurarismo informativo, memoria a breve termine degli accadimenti – un brutto vizio tipicamente italiano – ha fatto tutto rima con assenza di dignità.

E se alla dignità (mancata) ha fatto subito riferimento nella presentazione iniziale il segretario della Cgil di Piacenza Gianluca Zilocchi – dalle morti sul lavoro al precariato, ai licenziamenti in tronco (come non ricordare, tra i tanti, il caso di Mercatone Uno?) – lo stesso tema è divenuto dichiaratamente centrale nel breve, ma significativo, intervento di Bruno Pizzi, segretario generale dei pensionati.

“Contributi pensionistici insufficienti, non adeguato riconoscimento del valore sociale ed economico dei pensionati per le giovani generazioni – ha sottolineato Pizzi-, ma sopprattutto a mancare sono un qualificato e diffuso diritto d’aiuto per anziani fragili, cure professionalmente valide per quelli non autosufficienti e tutele adeguatamente riconosciute ai lavoratori impegnati in questi difficili compiti. Problemi che, in una società sempre più vecchia, con pensioni sempre più esigue e relazioni familiari gradualmente allentate, rischiano facilmente di trasformarsi in pericolose bombe sociali”.

“Ricordiamoci che mancanza di dignità per i nostri anziani equivale ad assenza di dignità per tutto il Paese” – ha poi concluso il segretario.

È stata poi la volta di Landini e Giulietti. Il primo preoccupato di cogliere e “raccogliere” concretamente la crescente”domanda di unità dei lavoratori”, che il sindacato deve tornare a preoccuparsi di riportare saldamente al “centro della rappresentanza politca”. Il secondo, artefice della recente “Carta di Assisi”, “unione tra diversi che, partendo dalla libertà di stampa, passa per la discriminazione, attraverso il ruolo dei media e delle percezioni”- ha efficemente sottolieaneato Mattia Motta.

Tante le questioni affrontate e toccate, ma una ha compreso tutte le altre: la necessità di rimettere la persona e la sua vita al centro della scala valoriale in cui siamo collocati. “Ci sono momenti – ha detto Landini – in cui conta molto più ciò che si fa rispetto a ciò che si dice. E questa è una di quella circostanze. A dimostrarlo il mio recente incontro con Papa Francesco, in cui sindacato e cattolici si sono impegnati insieme per aiutare concretamente i più deboli nei loro bisogni primari e sociali. Siano essi italiani o stranieri. E il Papa ci ha incitato a rischiare, ad avere coraggio, proprio in questo momento critico, per rappresentare adeguatamente coloro che non sono e non si sentono tutelati”.

“Perchè rottura sociale, paure, percezioni errate scattano proprio qui- sottolinea-, quando non si hanno prospettive future, finendo per credere nemico il proprio vicino. Ed è così che ci percepiamo invasi dallo straniero, piuttosto che essere preoccupati dai flussi migratori verso l’estero o dalla grave stagnazione governativa. Ma se le piazze oggi si riempiono ancora – anche con chi ha votato il Governo – forse proprio in quei luoghi la gente spera di ritrovare vicinza e unità, altrove negate.”

“Il sindacato deve soprattutto preoccuparsi di tenere unite le persone, rimediando a disunioni e distacchi del passato – ha concluso-: è nato apposta per scongiurare competizione nociva tra i lavoratori. Le logiche di mercato ci sono e vanno considerate in modo importante, ma non sono sufficienti da sole a creare benessere”.

Necessità di dialogo e unità ribadita fortemente anche da Giuseppe Giulietti. Che ha auspicato un patto di collaborazione tra sindacati e mondo della comunicazione, “pur nel rispetto delle reciproche autonomie”: lavorare e manifestare insieme contro “precariato dei diritti e della libertà” di informazione, poichè sono due forme di discriminazione che procedono insieme”. “E i piccoli giornali, piccole ma grandi voci, sono a preoccupante rischio chiusura” – sottolinea il presidente della Federazione.

Poi l’accenno alle inadeguate politiche governative – non solo di oggi – ancora con Landini: “Investimenti pubblici assenti, mancanza di una vera riforma fiscale che combatta l’evasione e faccia pagare in proporzione al reddito”. “Tassando sopprattutto i grandi patimoni – sottolinea Landini-, non certo chi possiede l’appartamento di proprietà”.

E mentre l’Europa e il mondo convergono, più o meno velocemente, verso la mobilità elettrica e a idrogeno, noi continuiamo a produrre auto tradizionali. “Tutti temi su cui i sindacati si batteranno strenuamente insieme con proposte concrete, senza escludere nessuna forma di protesta civile in mancanza di ascolto”- conclude il segretario.

Dove andrà a finire il nostro bel Paese? Difficile a dirsi con precisione. Certo protesta civile, ribellione etica sono le prime, più alte, forme di dissenso.

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