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L’esame di maturità raccontato da una prof “Che paura lo scritto di matematica”

Siamo ormai alle porte dell’esame più temuto dagli studenti, non resta molto tempo per prepararsi, ma ci sono alcune accortezze che possono tornare utili per il grande giorno.

Abbiamo chiesto alla prof.ssa Paola Tassi, insegnante di inglese presso il liceo Gioia di Piacenza, alcune dritte per affrontare al meglio l’esame di Stato.

Quali consigli per arrivare preparati all’esame?
Penso sia necessario arrivare tranquilli, senza passare troppe notti sui libri. Suggerisco un ripasso di 2/3 ore al giorno e la lettura di quotidiani o settimanali, come la Repubblica o il Corriere della sera, per essere pronti sull’attualità e sul confronto di punti di vista.

Qualche suggerimento per fare bella figura con la commissione?
Per fare buona impressione bisogna presentarsi con naturalezza, educazione e un abbigliamento consono (potete leggere qui il nostro articolo dedicato al dress code per la maturità). È necessario prestare attenzione anche al linguaggio non verbale e all’atteggiamento che si ha: parlano di noi più di quanto crediamo.

Potrebbe parlarci del suo esame di maturità? Cosa si ricorda di quell’esperienza?
Ho sostenuto la maturità nel lontano 1985, anno delle temperature polari e della tragedia dello stadio Heysel. Mi ricordo la grande agitazione da “notte prima degli esami”. Ero particolarmente tesa per lo scritto di matematica (ha frequentato il liceo scientifico ndr.), che nn sarà mai il mio mestiere, per citare ancora Venditti.

La mia performance in quella prova non è stata al top, sicuramente inferiore rispetto all’anno scolastico, a causa della troppa agitazione e della poca dimestichezza con la trigonometria. Ho ricevuto un voto comunque superiore alle mie aspettative: 56 su 60 (secondo me non meritato). La maturità è un esame che si ricorda per tutta la vita, nel bene o nel male! Tuttavia gli esami non finiscono mai e gli esaminatori più importanti, ora, sono i miei studenti.

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