Lunedì sit in di ControTendenza e R-esisto: “Subito le dimissioni di sindaco e giunta”

“Quello che serve è la tabula rasa di una classe politica locale che ha portato Piacenza ai minimi storici. Le dimissioni immediate del sindaco e della giunta sono un atto dovuto”.

Le chiedono il Collettivo ControTendenza e il Collettivo femminista R-esisto che annunciano un sit in lunedì primo luglio alle 18 in piazzetta San Francesco.

“Invitiamo tutta la cittadinanza sconcertata da quanto sta accadendo a partecipare. Questo momento, però, non può e non deve trasformarsi – affermano in un nota – in una passerella per quella opposizione di “sinistra sbiadita” che, con le sue politiche anti-operaie, ha sempre favorito indirettamente chi sui posti di lavoro introduceva una mentalità subordinante dei lavoratori con tratti para-mafiosi, isolando e criminalizzando invece i movimenti che hanno tentato di opporsi”.

“Se, a titolo personale e senza bandiere, degli esponenti dell’opposizione istituzionale vorranno partecipare, chiediamo loro per essere accettati di arrivare con in mano il foglio firmato delle loro dimissioni da consiglieri comunali. Come cittadinanza piacentina è il momento di porre un punto fermo: un’assemblea presieduta da un referente della ‘ndrangheta non può avere ulteriore credibilità. Le dimissioni –le loro e di tutti coloro che vi succederebbero in base agli esiti elettorali – sono l’unica dimostrazione possibile che, almeno per una volta, sceglieranno di fare qualcosa non di continuare a partecipare a una recita istituzionale i cui presupposti di legittimità sono venuti meno”.

Nella nota i collettivi fanno riferimento alla “vicenda dell’arresto del Presidente del Consiglio Comunale di Piacenza, arbitro designato della contesa istituzionale con i voti di tutta la maggioranza che amministra il Comune di Piacenza (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia)”.

“Non è certo l’aspetto della rispettabilità delle istituzioni a preoccuparci – sostengono – quanto piuttosto il dato politico che certifica un preoccupante legame da noi già più volte evidenziato fra gli attori della politica istituzionale, lo sdoganamento del neofascismo e la criminalità organizzata”.

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