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Essere mamma e lavorare: un difficile connubio. Storia di Marianna

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La storia di Marianna è la storia di tante mamme d’oggi. Negli ultimi anni, molte donne lavoratrici o che hanno lavorato in passato, hanno dovuto fare una scelta, oppure essere costrette a dimettersi dal loro lavoro a causa di una gravidanza.

Mariem

Anch’io faccio parte di questo gruppo. Due anni fa, ho dovuto lasciare il lavoro a causa degli orari inconciliabili con la vita famigliare. All’inizio facevo i turni con mio marito e riuscivamo a gestire i bambini senza problemi; poi la mia azienda, per un calo di produzione, ha cambiato gli orari da turni a orario fisso (dalle 7 alle 17). Mi hanno convinto a scegliere il par-time per aiutare l’azienda. Così, quando è scaduto il mio contratto, mi hanno lasciato a casa.

Avevo provato a cercare una baby sitter che portasse i miei bambini a scuola, quando facevo i turni di mattina, però mi aveva chiesto come compenso quasi la metà del mio stipendio. L’Italia purtroppo non offre nessun sostegno alle mamme lavoratrici, i nidi d’infanzia sono pochi e pieni, senza parlare del costo di quelli privati. Mancano le risorse scolastiche: “per fare un’ora in più prima e dopo l’orario scolastico”, si sente sempre la stessa frase “mancano soldi”.

mamma e lavoro inter cultura

Quando una donna lavora paga i suoi contributi, quindi dovrebbe avere più servizi. La donna lavora di più, e quando è mamma lavora ancora di più e ha sempre sensi di colpa per la mancanza di tempo da dedicare al marito ed ai figli. I governi, negli ultimi anni, hanno cercato di prevedere risorse a vario titolo, bonus, sconti per famiglie ma niente di concreto: a volte ci sono a volte no, ma ci vuole di più. Ci vogliono strutture per bambini, nuove leggi per la parità sul congedo per la nascita di un figlio, e occorrerebbe diminuire le ore di lavoro per le mamme che hanno bambini fino alla scuola primaria.

Anche le aziende, i datori di lavoro dovrebbero creare condizioni favorevoli alle loro dipendenti perché siano produttive; alcuni datori di lavoro hanno messo a disposizione nidi nell’azienda affinché i genitori possano essere vicini ai loro bambini e possano vederli durante la pausa. Infine, bisogna favorire e promuovere la genitorialità creando i meccanismi necessari per poter rispettare i diritti delle donne che, oltre a un lavoro e una carriera, hanno anche il desiderio e il coraggio di diventare mamme.

Meriem Benatya, mamma in cerca di lavoro

Nelle foto: Meriem, il gruppo di signore che venerdì 14 giugno ha festeggiato la fine del progetto “Donna: leggere, scrivere, lavorare” presso MCL Piacenza; girotondo di saluto per i bambini presenti, con Francesca Molinari e Silvia Casalini

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