“Mangiando con gli antichi” al Gola Gola insieme a Valerio Massimo Manfredi

Dal moderno all’antico: al Gola Gola Festival di Piacenza c’è spazio per tutte le epoche.

E sabato 8 giugno, dopo l’attualissimo dibattito in piazza Cavalli su ” Il clima che cambia: i problemi, le risposte, i timori, le verità, le prospettive” (con particolare riferimento ad alimentazione e agricoltura), un nuovo ospite speciale arrriva sul palco per cambiare completamente scenario. Si tratta del grande archeologo, scrittore e conduttore televisivo italiano, di fama mondiale, Valerio Massimo Manfredi, pronto a condurre il pubblico nell’affascinante, misterioso mondo degli antichi. Un incontro organizzato con il sostegno di Confindustria Piacenza.

“Cibo, ambiente e divinazione” , il titolo e l’ambito del suo intervento. In realtà di “divinazione” non ha parlato: “Spesso attenersi ai titoli è piuttosto scomodo”- ha detto subito. Ma questa non è stata una mancanza. Piuttosto si sono sentiti mancare – probabilmente anche a causa del contesto aperto, di piazza, nel sabato sera di un festival cittadino – quei toni avvincenti che rendono la parola immagine e fanno vivere il racconto, pur con brevi, semplici pennellate. E viceversa non c’erano – forse però ancor più comprensibilmente – accenti solenni o drammatici, che seppur possono percepirsi distanti indubbiamente riescono, se ben interpretati, a catturare chi ascolta di antichità.

E anche quel legame indossolubile tra uomo e scrittore, essenza e qualità prima di Manfredi e dei suoi libri, non è qui risciuto a manifestarsi pienamente. Pur essendo presente tra le righe e, a tratti, facendo capolino in modo più deciso. Più elencazione, quindi, che esplorarazione sorprendente e inedita di un mondo da disvelare. Eppure curiosità interessanti emerse nella carrellata di Manfredi tra il cibo degli antichi. Mentre la sua cultura è sempre parsa evidente.

Valerio Massimo Manfredi al Gola Gola Festival

Che la gente abbia sempre mangiato e bevuto, si sa. Si conosco meno però le numerose fonti che attestano la variegata cucina degli antichi romani: “Moltissime ricette, quasi nessuna delle quali risulta tuttavia commestibile ai nostri palati moderni – spiega lo storico -. Solo una, tra quelle che ho provato ad assaggiare, si ‘salva’ ancora oggi: il prosciutto all’aceto balsamico, o “berna cum sapa acida”. Dove la “sapa” o “saba” è mosto acidificato: ed è in questo modo che nacque poi l’aceto balsamico”.

“Ma tutte le le ricette elaborate giunte fino a noi, dal manuale dello chef di Nerone ad esempio, piuttosto speziate, costose, complesse da capire – sottolinea Manfredi – non sono certamente quelle consumate quotidiamente da persone comuni, che invece facevano uso di cibi semplici. Molto pane, uova, alcuni salumi, più pesce che carne, per la difficoltà di conservazione”. Ma pure pure verdura, funghi e frutta abbondandavano tra gli antichi. I formaggi non mancavo. Insomma, la loro alimentazione di base non era poi tanto diversa dalla nostra.

“E se l’imperatore Augusto coltivava personalmente fichi nel suo giardino, beveva latte e mangiava formaggio simile alla nostra mozzarella – ci dice lo scrittore -, gli avvelenatori da cui guardarsi erano sempre in agguato”. Ma la tendenza ad alterare i sapori della natura, dolcificando o salando cibi e bevande era in uso fin dall’antichità, soprattutto nei pranzi importanti” – avverte ancora lo storico. Il mosto e il miele i principali prodotti utilizzati a questo fine. Spesso poi si ‘truccavano’ le vivande in modo da farle apparire ai commensali quello che in realtà non erano. Un pollo fatto passare per un pavone, si intende, aggiungendo le penne.

A tratti Valerio Manfredi univa alle testimonianze storiche episodi vissuti della propria vita. E l’aspetto più riuscito dell’intervento è stato proprio questo. I romani, quelli di un certo prestigio, cenavano di fronte a “mense” imbandite, sdraiati l’uno di faccia all’altro su “letti triclinari”. Chissà allora cosa deve aver provato un famossimo regista australiano, ospite e collaboratore del produttore Dino De Laurentiis, portato da Manfredi – uno dei migliori amici di De Laurentiis – per cenare, del tutto contro le regole abituali, alla “Casa dei Vettii” di Pompei come un antico romano!

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