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Nuova sede per l’Ugl, Capone: “Piano Marshall dei lavori pubblici e taglio cuneo fiscale” foto

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Taglio del nastro per la nuova sede di Piacenza del sindacato Ugl, in via Monticello, alla presenza del segretario generale nazionale Paolo Capone.

A fare gli onori di casa il segretario provinciale Pino De Rosa, la segretaria regionale Tullia Bevilacqua e il segretario Ugl Terziario Luca Malcotti. Presenti anche diversi esponenti politici locali di Fratelli d’Italia, tra i quali il presidente del consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso. Tra gli invitati anche il presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza Corrado Sforza Fogliani.

Nuova sede Ugl Piacenza

Capone si è soffermato sulle prorità economiche per l’Italia e sulle crisi aziendali che hanno toccato, come la più recente di Mercatone Uno, anche il territorio piacentino. “Ci sono quasi 200 crisi aperte sul tavolo del governo – ha ricordato – ma in passato abbiamo raggiunto picchi anche di 400. C’è un problema di fondo per l’Italia, occorre stabilire quale indirizzo far prendere al nostro paese. Occorre una politica industriale e l’Italia è un paese che negli ultimi 20 anni non ha fatto progetti chiari; il secondo problema è l’uscita dalla crisi del 2008, siamo il secondo paese manifatturiero dell’Europa, scontiamo ancora un mercato interno che non ha ripreso”.

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“Chiediamo un piano Marshall dei lavori pubblici. Parrtendo dalla messa a norma di tutto il patrimonio edilizio scolastico e sanitario, evitando di gestire emergenze della scarsa manutenzione. Servono anche interventi sull’equilibrio idrogeologico del paese. Sono cantieri che potrebbero partire in maniera abbastanza veloce su importi relativamente piccoli”.

“Lo sblocca cantieri del governo – ha aggiunto – deve sbloccare anche la Tav. E poi c’è qualcosa di altro fare, fare una politica dei redditi più coraggiosa, perchè gli ultimi rinnovi contrattuali sono rimasti su un livello bassissimo, 80 euro medie che non coprono il potere di acquisto. Pensiamo che si debba tagliare il cuneo fiscale delle tasse sullo stipendio di ogni singolo lavoratore per almeno un anno. Per restituire ai lavoratori risorse che potrebbero essere impiegati in consumi in grado di rimettere in moto la produzione interna”.

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E sulla vicenda Mercatone Uno, Capone ha sostenuto: “Va fatto un lavoro differente dal Ministero dello Sviluppo Economico rispetto a quello fatto fino ad ora: il Ministero deve controllare meglio, non può fare solo il notaio. Noi a Roma chiamiamo quello che è avvenuto a Mercatone Uno (la vendita alla cordata maltese, ndr) una “sola”. E ora è un disastro per tutti”.

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