“Il Pd è una casa aperta, ricercare l’unità è un valore di sinistra” foto

“Dobbiamo cominciare a riconnettere il centro con la periferia per fare politica, c’è un pezzo del nostro paese che non intende passare i prossimi anni a dare la ‘caccia al nero’. E’ a questa parte dell’Italia che vogliamo appellarci per ragionare insieme”.

Presenta così Gianni D’Amo il tradizionale appuntamento di inizio estate dell’associazione politico culturale “Cittàcomune” alla cooperativa La Magnana di Piacenza. Un incontro a più voci, “cercando un’alternativa alla paura e ai nazionalismi, tra la città e il mondo”, con tre relatori d’eccezione: la vice segretaria del Partito Democratico Paola De Micheli, il presidente di Articolo 1 Pierluigi Bersani, e il giornalista e scrittore Massimo Mucchetti.

De Micheli e Bersani a Cittàcomune

Un confronto ampio sulle prospettive di ricostruzione di un centrosinistra largo: un percorso che – secondo Paola De Micheli – è appena iniziato: “Anche perchè  – ha detto – il nuovo segretario Nicola Zingaretti inizierà a ‘mettere le mani’ nel partito in questi giorni con la definizione dei gruppi dirigenti, mentre fino a ieri ci siamo dovuti occupare delle elezioni. Il Pd è la casa del centrosinistra aperta a tutti, anche ad un’esperienza bella e radicata come quella di Cittacomune”.

Il primo a prendere la parola è stato Pierluigi Bersani, che ha esordito con una riflessione dal respiro planetario. “Siamo dentro a un fatto mondiale – ha fatto notare – ovvero il ripiegamento del processo di globalizzazione, che scarica tutte le contraddizioni accumulate negli anni, e lo spaesamento dei ceti popolari e dei ceti medi deriva proprio da qui. In questo scenario la destra si è reinventata su una linea identitaria e sovranista. Presentandosi con il volto sociale in tutto il mondo, da Trump a Orban”.

“Le sinistre vinsero le elezioni – ha ricordato Bersani – all’inizio del processo di globalizzazione perché proposero uguaglianza e opportunità. Ma successivamente siamo rimasti attardati sua quella linea, senza adeguare la nostra proposta ai nuovi bisogni di protezione, in Italia addirittura è stato estremizzato un blairismo (dal leader inglese laburista Tony Blair ndr) fuori tempo massimo. Invece questa destra è pienamente calata nel suo tempo e non possiamo certo cavarcela con il periodo di una luna di miele per sperare che passi Salvini”.

De Micheli e Bersani a Cittàcomune

“A noi è capitata una destra particolare – ha aggiunto – ma non dimentichiamo che il nostro paese è naturalmente votato alla destra nella sua storia, la sinistra è sempre stata in rimonta, e non può vincere da sola. Non pensiamo di uscire da questa situazione senza mettere in moto energie larghe. Tirando una riga rispetto al passato, mettendo la barra diritta guardando alla sinistra che vince in Europa, come quella di Pedro Sanchez in Spagna, riprendendo la questione sociale. Serve allora una chiamata larga superando l’ostilità dell’elettorato dei 5 stelle per il centrosinistra”.

Paola De Micheli ha ripercorso le ragioni del distacco dal centrosinistra di una parte consistente del suo elettorato negli anni passati. “Ci sono le condizioni storiche che sono mutate in questi anni, come ha fatto notare Bersani, ma credo che uno degli errori più grandi commessi dal Pd, e che ha legittimato la peggiore destra europea in Italia, sia stato quello di non sedersi al tavolo di confronto con il movimento 5 Stelle, nonostante le tante differenze fra noi. Che non voleva dire fare un governo con loro, ma andare a vedere le carte”.

“Ho vissuto in prima persona – ha aggiunto – l’esperienza al governo e quello che non abbiamo colto in tante circostanze è la generale incertezza di prospettiva nelle persone. Non siamo riusciti a costruire un orizzonte di uscita dalla crisi, una prospettiva di miglioramento delle condizioni di vita. E siamo sembrati troppo spesso dalla parte dei vincenti in questi anni, in termini sociali ed economici”.

“Sono i comportamenti individuali – ha sottolineato la vice segretaria del Pd – che fanno la differenza e talvolta siamo stati percepiti come non coerenti con i valori che abbiamo professato. Siamo apparsi come esclusivi e lo siamo anche stati: le riforme proposte dal governo non sono state condivise con il nostro elettorato, ed esempio la buona scuola è stata una riforma non condivisa con i lavoratori, e questo lo abbiamo pagato in termini di consenso”.

De Micheli e Bersani a Cittàcomune

“Prima di tutto dobbiamo provare a costruire un modello di sviluppo nuovo, un’altra idea di crescita economica è possibile. Dentro un atteggiamento nuovo da parte del Pd, che prova a tenere unite le persone e l’esperienza della lista unitaria delle elezioni europee è stata un passaggio molto significativo, in parte sottovalutato. Anche questa ricerca di unità io credo che sia un modo di praticare i valori di sinistra”.

Massimo Mucchetti ha offerto il suo punto di vista di senatore della legislatura precedente: “Ho vissuto gli anni dei governi di centrosinistra come l’esaurimento del riformismo nella politica. La cultura del centrosinistra non può eleggere Marchionne a simbolo dell’impresa del futuro. La dimensione dell’impresa è qualcosa di più articolato e complesso, per questo – ha concluso – dobbiamo rinnovarci soprattutto sotto il profilo culturale, questa è questa la sfida più grande che ci attende”.

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