“Quello della Farnesiana è un quartiere di persone perbene” foto

“Quello della Farnesiana è un quartiere di persone perbene, c’è stato un episodio di violenza e per questo motivo vogliamo esprimere solidarietà alle forze di polizia. Le istituzioni possono fare tanto per la soluzione dei problemi”.

Parola di Roberto Lovattini, che ha voluto promuovere un incontro al Circolo ricreativo Quartiere 4 di via Di Vittorio con le forze di polizia intervenute alcuni giorni fa per arrestare un ubriaco che aveva aggredito una barista in via Marinai d’Italia. All’appuntamento per la legalità hanno partecipato l’assessore comunale Luca Zandonella, Michele Rana dirigente della questura e la capo di gabinetto della Prefettura Patrizia Savarese. Nel video alcuni momenti dell’incontro.

“Alcune sere fa questa zona è stata oggetto di un brutto episodio – ha spiegato Lovattini – ai danni di una barista e successivamente della pattuglia di polizia intervenuta. Qualcuno ha inteso questo episodio come il segnale che questo è un quartiere difficile. Persone che da tempo vivono e interpretano il sentire del quartiere hanno risposto che la Farnesiana è un quartiere come gli altri e non va demonizzato. Affermazione che condivido” – ha affermato Lovattini.

Il promotore dell’appello aggiunge: “Penso che nel quartiere vivano tante persone oneste che svolgono la loro vita normalmente, ma oggi non siamo in un momento dove questo è sufficiente. Personalmente credo che, nel momento in cui viviamo, le parole valgano poco e contino molto gli atti concreti. La democrazia, la convivenza, il futuro dei nostri figli hanno bisogno di noi. Di tutti e di tutte noi!”.

“Il mio appello è rivolto prima di tutto ai padri e alle madri, ai nonni e alle nonne, ai giovani, ai dirigenti di società sportive, culturali e ricreative, agli uomini e alle donne di chiesa o di altre confessioni religiose: diamo una mano alla legalità, che è quella che potrà far crescere i nostri figli in pace, nel rispetto reciproco e nella convivenza, pur nella diversità. Certo la nostra società conosce tante ingiustizie, ma sta a noi cercare di migliorare le cose”.

“Diamo un segnale concreto, di cui anche le altre zone della città avrebbero bisogno, – ha concluso – che qui ci sono uomini e donne che stanno dalla parte della legalità e sono riconoscenti alle forze dell’ordine che svolgono il loro lavoro per aiutarci. Diamo un segnale tangibile che qui vogliono tutelare l’ambiente e il bene pubblico. Il problema della legalità non è solo rappresentato da episodi di microdelinquenza, ma anche di solidarietà tra i vicini, per non trasformare alcune zone in un deposito di rifiuti”.

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