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A San Rocco nasce la prima tartufaia accessibile ai disabili foto

Fiocco rosa per la prima tartufaia coltivata piacentina accessibile alle persone disabili, situata presso l’Azienda Agricola Isolone di San Rocco al Porto, a pochissimi chilometri da Piacenza.

Qui sono stati messi a dimora 70 alberi micorizzati sotto i quali nascono i tartufi. L’Associazione Nazionale Tartufai Italiani – Emilia Romagna la inaugura con un evento sociale, invitando l’associazione “La Fabbrica” che si occupa di ragazzi disabili. Carpini, frassini, noccioli e farnia. Sono gli alberi che compongono la prima tartufaia “piacentina” dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani- Emilia Romagna, che è stata inaugurata il 15 giugno.

A concedere l’uso della tartufaia è stato Luigi Gruppi, titolare dell’azienda agricola e agriturismo l’Isolone. «Siamo felici – ha affermato Giuseppe Crescente, presidente della sezione emiliano romagnola di Assotartufai – perché dopo tanto lavoro ne vediamo i frutti. Ora abbiamo un luogo dedicato in cui potremo addestrare i cani, svolgere attività sociali e dove i nostri soci potranno addestrare i propri cani alla ricerca dei tartufi».

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All’inaugurazione, era presente anche il presidente nazionale Riccardo Germani, che ha voluto con i tartufai anche i ragazzi e gli educatori volontari dell’associazione milanese “La Fabbrica”, che organizza attività di tempo libero per i giovani disabili. Germani ha ringraziato Gruppi, che ha reso possibile la nascita della tartufaia, poi insieme con gli altri soci ha dato il via a una dimostrazione di ricerca di tartufi.

“Qui ci sono solo tartufai esperti e corretti ma purtroppo non sempre è così” – ha detto Germani – “Spesso, infatti, i terreni vengono vandalizzati da mani inesperte, a caccia solo di tartufi e raccogliendone più del consentito. Il vero tartufaio ha dentro di sé un senso di rispetto dell’ambiente e della natura e mai danneggerebbe il terreno o le radici degli alberi solo per estrarre un tartufo.”

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E la giornata è stata propizia, perché i cani – bracchi, lagotti, border collie, tra gli altri – hanno subito trovato diversi tartufi, tra le circa 70 piante. Una giornata nella natura, nella splendida pianura lombarda appena oltre il ponte sul Po, che ha visto il fiocco rosa della tartufaia piacentina e che, assicurano gli organizzatori, sarà la piattaforma per nuove iniziative. Una di queste – ancora top secret – è in via di definizione e vedrà protagonista Piacenza nel prossimo autunno.

L’Associazione Nazionale Tartufai Italiani-Emilia Romagna non è nuova a iniziative che coniughino la passione dei propri membri per la preziosa “pallina profumata” con eventi a sfondo sociale. A Natale per esempio donarono diversi chili di tartufo per una cena natalizia presso una struttura per anziani nella città di Piacenza, dono molto gradito dagli ospiti residenti e dai loro parenti. (nota stampa)

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