Smart working, i nuovi lavori da casa

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Finalmente anche l’Italia si adegua alle consorelle europee in relazione alle innovative forme di lavoro, già ampiamente sviluppate fuori dai nostri confini. Infatti, comincia a prendere piede lo Smart Working: circa il 50% delle grandi imprese e l’8% delle piccole/medie imprese se ne avvale, tanto è che nel 2018 si contavano 250.000 smart worker.

Ci aiuta a comprenderne la portata il testo della Legge sul Lavoro Agile (L. 81/2017), secondo qui lo smart working è una peculiare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, previo accordo tra le parti, diretta alla realizzazione di un preciso obiettivo, senza imposizione di orari, né di luoghi presso cui svolgere l’attività, con la conseguenza che essa potrà aver luogo presso la sede della azienda, così come all’esterno. Non a caso nel testo normativo si allude ad una “organizzazione per fasi, cicli e obiettivi […] con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici”, individuando nella flessibilità il punto forte del lavoro agile, in netta opposizione alle forme tradizionali di lavoro.

Come risulta da un’indagine condotta nello scorso anno, questa tipologia di attività lavorativa risponde ad una specifica e studiata strategia imprenditoriale, perché in primis consente la realizzazione di risultati efficaci ed efficienti, ma al contempo fa leva sulla soddisfazione personale ai lavoratori, che quindi rendono una prestazione qualitativamente proficua per il datore di lavoro .

Pare infatti che il 39% degli intervistati siano appagati dal proprio lavoro ed il 40% dal rapporto di colleganza (a fronte della minore percentuale del 18% e del 23% delle altre categorie di lavoratori su cui si è concentrato lo studio). Un modello di impresa innovativa è dato dalla Philips che ha recentemente aperto nel capoluogo lombardo una nuova sede, organizzata anche spazialmente a migliorare le prestazioni professionali dei propri dipendenti, con grandi aree meticolosamente arredate per facilitarne la concentrazione e la collaborazione. Il tutto anche a vantaggio della società. Sulla stessa scia di cambiamento, anche Mars Italia ed Ubi Banca.

Di fatto, gli smart workers sono posti nella condizione di trovare il proprio equilibrio tra vita privata e lavorativa, in perfetta aderenza con le proprie esigenze personali e familiari. Basti pensare che questa tipologia di organizzazione lavorativa, flessibile ed individualizzata, non inficia in alcun modo neppure sulla retribuzione: infatti, tanto a livello economico, quanto a livello di tutela giuridica sono posti sul medesimo piano degli altri colleghi lavoratori (approfondimento sulla lista dei lavori più redditizi da poter svolgere da casa: http://www.migliorcontocorrente.org/lavorare-casa.htm).

Lo stipendio, ad esempio, non è parametrato alle ore di lavoro, bensì al raggiungimento degli obiettivi prefissati in sede contrattuale e i dipendenti sono anche tutelati in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, come da Circolare dell’Inail n. 48 del 2017.

In conclusione, con lo smart working si è dato ad una grande quantità di soggetti la possibilità di prestare la propria attività lavorativa, perfettamente in regola e senza dover necessariamente sacrificare qualcosa.

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