In tanti per riscoprire la bellezza di Villa Alberoni a Veano fotogallery

Un fine settimana, al solstizio d’estate, per rivivere un autentico gioiello storico, architettonico e naturalistico, sulle colline tra le valli del Trebbia e del Nure: Villa Alberoni di Veano. In tanti hanno apprezzato la due giorni di sabato e domenica, tra storia e riscoperta del complesso di proprietà dell’Opera Pia Alberoni.

Sabato un convegno ha rievocato l’utilizzo della villa durante la Seconda Guerra Mondiale quando venne adibita a Campo di concetramento PG 29 e di prigionia. Studiosi e storici locali si sono dedicati a uno degli episodi più eclatanti della storia della Villa: il tentativo riuscito di evasione dal campo da parte di alcuni prigionieri che, scavando un cunicolo, guadagnarono la libertà, alla fine del mese di giugno 1943. Lo straordinario e poco noto episodio è stato ricostruito e presentato al pubblico, a partire dalle novità emerse dall’indagine condotta sul terreno della Villa, con sofisticate apparecchiature, dalla ditta Geoinvest che ha permesso di localizzare il tunnel scavato per la fuga.

A seguire, è stata inaugurata la mostra intitolata “Tra popolo e prigionieri“, esposizione documentaria a cura di Cristiano Maggi, Grac, Gruppo ricerca aerei caduti. Saranno presentati anche alcuni materiali provenienti dal Museo della Resistenza di Sperongia di Morfasso tra i quali la cucina da campo lanciata dagli alleati per i soldati impegnati sul territorio, alcune armi impiegate nel secondo conflitto mondiale nel territorio di Piacenza e alcune divise da soldati e da prigionieri.

Domenica dedicata al patrimonio naturalistico custodito nella villa, il parco e il viale dei tigli. Valentina Cerroni tree climber e Paolo Iacopini, agronomo, hanno guidato il pubblico, in una conversazione e passeggiata, alla scoperta delle meraviglie naturali degli straordinari spazi verdi di Veano. Alla visita guidata negli spazi della Villa – dove è stata allestita una mostra con le sculture di Paola Foppiani – è seguito il concerto di Maddalena Scagnelli e degli Enerbia nello splendido parco degli ippocastani e l’aperitivo.

Evento di chiusura molto partecipato che ha visto la presenza, tra gli altri, del presidente dell’Opera Pia Alberoni Giorgio Braghieri e l’assessore al Turismo del Comune di Vigolzone Giulio Borlenghi.

La bellezza di Villa Alberoni a Veano

Una Villa tra le valli del Nure e del Trebbia – La Villa Alberoni di Veano si trova sulle prime alture tra le valli del Trebbia e del Nure in luogo che nel XVII secolo era indicato come “Viano Casolo” poco a nord dell’attuale strada provinciale che collega Ponte dell’Olio con Rivergaro, in un ambiente paesaggistico estremamente interessante. Dal pianoro della villa la vista che si apre sulla pianura sottostante è ampia, mutevole e affascinante. Il verde e la freschezza della primavera lasciano gradualmente spazio alle foschie e all’oro dell’estate per riconsegnare, in autunno e inverno, orizzonti spazzati e nitidi conclusi in lontananza dalla grande barriera delle Alpi.

L’edificio si trova tra il parco, dove sopravvive la gran parte degli alberi e delle piante acquistate dal Collegio Alberoni per arricchire lo spazio di svago dei seminaristi, e il viale che ombreggia lo stradone privato lungo chilometri in linea retta a rimarcare il profilo della collina.

Gli ambienti interni e gli spazi adiacenti offrono al visitatore odierno i silenzi della campagna, le voci dei minuti abitatori delle siepi, dei rivi e dei boschi, vaghe memorie di giorni vissuti da sconosciuti e, in questa stagione, il superbo spettacolo di luci delle lucciole che danzano nel buio sotto le fronde odorose dei tigli. Sito ideale per una pausa di inizio estate accompagnati dalla musica, dal cibo e dal racconto di momenti significativi della storia della villa e della nostra storia.

La Storia: Villa Alberoni di Veano – L’edificio dall’aspetto severo e razionale che oggi conosciamo è il risultato di trasformazioni significative che ne hanno cambiato più volte l’aspetto e la destinazione d’uso. In passato centro del feudo di Veano per secoli proprietà della famiglia Zanardi Landi, viene citato come “palazzo” nei documenti riguardanti Giovanni Battista Zanardi Landi, conte di Veano, XVII secolo. Nel secolo successivo assume le caratteristiche e le amenità della villa con l’appendice dell’oratorio a servizio della famiglia padronale e degli abitanti del luogo. Nel 1820 diventa proprietà della contessa Anna Bianchi vedova del conte Giuseppe Costa, esponente della nobiltà piacentina.

La contessa lo arricchisce di suppellettili eleganti e ricercate e vi riceve anche la duchessa Maria Luigia. Il figlio, Giacomo Costa, lo vende nel 1869 al Collegio Alberoni che ne rileva anche gli arredi. Dopo un primo intervento per adattarlo alla comunità dei seminaristi che lo occupano per la villeggiatura, la trasformazione radicale avviene nel decennio 1937 – 1947. A quel periodo risale la costruzione del braccio est con la relativa eliminazione dell’antico oratorio, la sopraelevazione del corpo centrale e il riadattamento dell’ala ovest con l’aggiunta della chiesetta attuale.

E’ durante questo decennio, tra gli anni 1941 e 1943 che tutto il complesso viene utilizzato dall’Esercito Italiano come Campo di concentramento per prigionieri di guerra identificato con il n. 29. Dopo la fine della II guerra mondiale i lavori di ristrutturazione vengono terminati con la predisposizione di un alloggio per un piccolo gruppo di religiose, Figlie della Carità che assistono la comunità del Collegio nei soggiorni estivi. Si aggiungono anche gli affreschi di Luciano Ricchetti a completare la chiesa. Da quegli anni si sono susseguiti altri interventi dovuti al cambiamento della destinazione d’uso. Attualmente viene utilizzata dalla Fondazione Opera Pia Alberoni per fini istituzionali.

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