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Tre consigli non richiesti per scegliere il nuovo presidente del Consiglio Comunale

In attesa delle (molto) auspicabili dimissioni di Giuseppe Caruso da presidente del consiglio comunale, ci permettiamo di fornire alcuni consigli non richiesti alla maggioranza e all’opposizione nell’assemblea di Palazzo Mercanti che rappresenta (e qui ci ripetiamo) il massimo consesso democraticamente eletto dai piacentini (tutti i piacentini):

1- La sostituzione del presidente dell’assemblea di Palazzo Mercanti non diventi un nuovo “mercato delle vacche”, magari per soddisfare qualche componente della maggioranza di centrodestra affetta da cronici o occasionali mal di pancia. E il partito di Fratelli d’Italia compia l’unico apprezzabile gesto di umiltà politica possibile dopo quanto accaduto, rinunciando a pretendere la carica già ricoperta in questi due anni da un proprio esponente che ora si trova in carcere.

2- Si individui in seno all’assemblea degli eletti una persona che sia in grado di svolgere un ruolo di garanzia per tutte le parti rappresentate. Che incarni quello scatto di dignità richiesto dopo lo sfregio inferto all’istituzione dall’arresto – con l’accusa di associazione mafiosa – del suo predecessore. Trovare questa persona tra le fila dell’opposizione (una prassi politica che purtroppo a Piacenza durò solo un mandato, da quando i sindaci sono eletti direttamente dai cittadini) sarebbe un segnale forte e importante di volontà comune di rilancio dell’istituzione infangata dall’inchiesta della Procura di Bologna.

Il terzo consiglio richiede una premessa: chi scrive è lontano anni luce dalla retorica “grillina” della politica a costo zero. Penso che fare politica sia un mestiere nobile, complicato, che richieda spirito di servizio e competenze, e pure una giusta remunerazione. Se non altro, per non introdurre barriere classiste e di reddito alla professione.

Detto questo, e visto che nelle trattative per l’assegnazione della poltrona di presidente del consiglio comunale in passato è entrato in gioco il fattore “lauto stipendio” (il presidente dell’aula viene ricompensato non a gettone, a differenza dei consiglieri, ma con un indennità mensile che si avvicina o è addirittura superiore a quella degli assessori), il terzo consiglio non richiesto è il seguente:

3- Il nuovo presidente del consiglio eletto dia un segnale non dovuto, ma che sarebbe molto apprezzato dopo tutto quello che è accaduto: si impegni a restituire almeno in parte la sua indennità mensile riconoscendosi soltanto un gettone di presenza, al pari di tutti gli altri eletti a Palazzo Mercanti.

Mauro Ferri

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