“Tutte le grandi scoperte scientifiche fatte senza che nessuno le potesse prevedere” fotogallery

Lectio magistralis agli Stati Generali delle Ricerca di Piacenza riservata a un grande scienziato.

La storia delle scoperte scientifiche della fisica degli ultimi decenni ripercorsa come un’avventura, una parabola di vita e di progresso che ha permesso all’umanità di arrivare a grandi conquiste tecnologiche. E la sfida del “terzo Big Bang“, ovvero il passaggio dalla ragione elementare a quella elevata.

Antonino Zichichi ha appassionato la platea di Palazzo Gotico con il suo racconto avvincente sulle origini della vita e sulle prospettive della scienza. “Tutte le grandi scoperte scientifiche – ha sostenuto lo scienziato – sono state fatte senza che nessuno le potesse prevedere. Nessuno oggi è in grado di rispondere alla domanda: quale sarà la prossima scoperta? Come mai? La risposta è semplice, basta ricordare Galilei: colui che ha fatto il mondo è più intelligente di noi. L’unica strada per riuscire allora a comprendere la logica che regge il mondo è continuare a farsi delle domande. Una cosa è sicura, se nei nostri laboratori smettessimo di fare scoperte la tecnologia dei nostri posteri sarà la stessa della nostra, perchè queste scoperte sono il motore del progresso”.

Gli Stati Generali della Ricerca - Seconda Giornata

“La cultura detta moderna – ha fatto notare Zichichi – non è tale, ma è prearistotelica perchè usa solo le scoperte tecnologiche senza capirne le origini. Per avere quella cosa chiamata vita e quella chiamata ragione c’è bisogno del Big Bang”.

“In un congresso mondiale di scienziati nel 1976 – ha ricordato – è successo il finimondo perchè io sostenni che se non fosse per il terzo Big Bang, non potremmo essere qui. Il secondo Big Bang l’ho proposto quando mi hanno accusato di criticare Darwin. Ma non sono il nemico di Darwin, oggi ci sono laboratori che studiano quello che sostenevo io sul secondo Big bang. Il terzo Big Bang è il passaggio dalla materia di vita al minimo livello di ragione, alla materia di vita con il massimo livello di ragione. Quella che consente all’uomo di praticare il linguaggio, la logica e la scienza, noi ne siamo gli unici depositari”.

Gli Stati Generali della Ricerca - Seconda Giornata

“Il primo Big Bang è quello che ha creato l’universo, – ha ricordato – è una transizione di fase della materia, come l’acqua cambia stato in ghiaccio. Nel caso dell’universo significa dal vuoto a quello che oggi c’è ovvero miliardi e miliardi di stelle, alla materia inerte. In questo grande universo nato dal Big Bang non c’è l’antimateria. Io mi sono ostinato a pensare invece che l’antimateria esistesse e nel 1965 ho dimostrato che noi siamo in grado di produrre l’antimateria. L’abbiamo scoperta perchè siamo riusciti a spingere la ricerca sperimentale dove non era mia arrivata prima ed oggi la sua esistenza è fuori discussione”.

“Tutto ciò che siamo riusciti a capire nella fisica si sintetizza nel cosiddetto ‘modello standard’, un modello dove ci sta anche l’antimateria. Ma non siamo ancora riusciti a capire perchè non c’è nell’universo. E’ stata la prima volta che nella storia del pensiero scientifico che abbiamo potuto affermare: abbiamo capito tutto sulla struttura portante che regge il mondo, ovvero l’universo fatto di stelle e galassie. Tutto ciò che è osservabile in modo logico e riproducibile pensiamo di averlo capito. Nella struttura del modello standard c’è anche l’esistenza del “supermondo””.

“La riproducibilità scientifica di un’esperimento è uno dei cardini della scienza” – ha sottolineato Zichichi, che nella sua lunga e articolata relazione ha raccontato alcune delle scoperte più importanti della storia della fisica, dalla quella dell’elettrone fino alle altre particelle nucleari più complesse, come la cosiddetta “particella di Dio”.

Da Thompson, scopritore dell’elettrone, passando per la particella di X (s0), per l’antimateria e il Bosone di Higgs attraverso il primo livello di credibilità scientifica ovvero la riproducibilità dell’esperimento, lo scienziato ha ripercorso la storia della fisica moderna. Dai tempi passati al Cern, all’ingresso nel team di Fisici del Professor Brachet, che lo portò a scoprire le particelle cosiddette “strane” (il cui nome deriva proprio dall’inaspettata scoperta) che, insieme alla colla nucleare e alla fisica virtuale, rappresentano una delle tre più grandi scoperte scientifiche recenti.

Una lectio magistralis che ha confermato contemporaneamente l’ovvio e l’inaspettato, le grandi scoperte sono ignote, arrivano dove e come non le aspetti.

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