Ancarano, antenne, benzinai ed autorimesse. Il comitato non ci sta “Basta ecomostri”

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Antenne, benzinai e ed autorimesse: il comitato “Noi per Ancarano” dice basta e fa sentire la propria voce.

Come spiegano i membri del gruppo in una nota, il comitato “era stato formato da una trentina di persone lo scorso 25 marzo nella frazione di Ancarano di Rivergaro (Piacenza) – piccola comunità di 7mila abitanti – per esprimere il proprio dissenso in seguito alla pubblicazione sul sito del comune di Rivergaro di un avviso di procedimento di variante per la costruzione di un capannone industriale.

In un’area – fanno notare – dove attualmente giace una piccola rimessa di corriere in disuso, adiacente ad un terreno agricolo, che verrà trasformata in un piazzale di asfalto di 12mila metri quadri, con una rimessa di 22 autotreni, 2 cisterne per il rifornimento, un autolavaggio per autoarticolati: una vasca a cielo aperto della lunghezza di 110 mt adibita all’antincendio, il tutto coronato da un capannone industriale alto 11Mt lungo 110 Mt”.

Ancarano

Per fermare la costruzione di quello che viene definito dal comitato un vero e proprio “ecomostro”, sono state protocollate 263 firme raccolte tra gli abitanti del paese presso gli uffici del comune”. “Riteniamo – evidenziano da “Noi per Ancarano” – che una variante al piano regolatore debba avere la funzione di portare benefici alla collettività e al territorio e non del singolo individuo, quale “Repetti invest”, che si occupa di rimessaggio di camion per lo svolgimento di trasporti di merci su strada conto terzi, quale, committente delle opere. Ci chiediamo, a che titolo, si possa apportare uno stravolgimento del piano regolatore del comune, dimenticando la legge 24/2017 ER “preservazione del suolo”.

“Nel Paese Di Niviano – continuano -, 2 km dalla zona individuata dalla Repetti Invest, vi è una zona industriale preposta a queste tipologie di edifici ed attività, lontana da aree residenziali con accessi dalla Strada Statale 45 ben più consono al traffico di autotreni. Ad oggi ci risulta che né il comune, né la ditta committente, abbiano proposto alcuna alternativa valida per la riallocazione della struttura. Legambiente e AUSL si sono espressi entrambi in modo molto chiaro sulla decisa contrarietà del progetto”.

Ma non è tutto, dal comitato “Noi per Ancarano” monta la protesta anche per altre due interventi in corso d’opera: l’installazione di un’antenna appartenente alla compagnia telefonica Wind e la realizzazione di una stazione di rifornimento.

Cantiere antenna wind ad ancarano

“Lo scorso 5 luglio – raccontano – sono iniziati i lavori per l’antenna Wind. Anche per essa sono state raccolte le firme a tempo debito ma non è servito a nulla: sembra che le concessioni in questo comune siano un po’ troppo “frivole”. Si trovano altre antenne presenti nel comune installate recentemente – evidenzia il comitato-, agli occhi di tutti, sembra veramente scarsa l’attenzione al problema (vedi la recente super cella installata dietro al cimitero posizione). A tal riguardo gli intenti del Comune sembrano “buonisti” ma i risultati estremamente deludenti”.

“A dicembre – spiega ancora il comitato – sono iniziati invece i lavori per la costruzione di un benzinaio, 1 km più a sud, con un unico accesso da una via comunale a pochi metri dall’incrocio con la Strada Statale 45, il tutto giacente su una falda acquifera a 3 mt dal livello del distributore di carburanti (relazione del loro geologo), dove le cisterne distano una cinquantina di metri dalla prima abitazione”. “La cosa – fanno notare -, chiaramente, ha scatenato l’ira di tutti gli abitanti coinvolti. Le case di proprietà subiranno una considerevole svalutazione, l’inquinamento acustico e ambientale indubbiamente peggioreranno considerevolmente”.

“Quando ho comprato casa, nel 2016 – riflette poi uno dei rappresentanti di “Noi per Ancarano”, Jacopo Bonadè – la scelta è stata influenzata dalla posizione tranquilla, il panorama, la genuinità del posto e altre centinaia di motivi, che sono ben lontani dalla quotidianità cittadina e, ancor meno, di una zona industriale. Mai e poi mai avrei pensato di ritrovarmi nel giro di qualche anno, nel pieno di un area industriale, attorniato da antenne telefoniche, benzinai e una rimessa per camion con tanto di piazzale, autolavaggio e quant’altro”.

Lo stesso Bonadè invita infine a riflettere su due questioni relative ai diversi interventi. “Cosa non trascurabile – dice – è la possibilità che la ditta committente, nel tempo, destini la zona non edificata al deposito di inerti, materiali che vengono trasportati dai loro automezzi quotidianamente; in secondo luogo – si chiede -, ci sono falde acquifere e a che profondità? L’analisi geologica non menziona la presenza di falde cosa che potrebbe essere un ostacolo non trascurabile considerando che verranno interrate due cisterne di carburante da 30mila litri l’una”.

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