“Camminando si apre cammino” L’esperienza di Hanene al centro Tandem

Hanene Ben Romdhane è una studentessa dell’istituto “Romagnosi-Casali” di Piacenza che ha svolto il servizio civile presso il Centro Educativo Tandem di Piacenza.

Ecco il suo racconto:

Dove? – Dal 15 gennaio 2019 sono volontaria di Servizio Civile Nazionale per la Caritas Diocesana presso la Cooperativa Sociale Casa del Fanciullo. Io e altri ragazzi prestiamo servizio nel centro socio-educativo Tandem, una struttura che si trova nel centro di Piacenza, comprensiva di ampi spazi all’aperto e di un campo da basket, e alla sede centrale de Ivaccari, una località nella provincia di Piacenza che ospita una casa famiglia. Il servizio proposto dal Tandem è rivolto a ragazzi frequentanti le scuole medie inferiori e superiori. Il centro socio-educativo si avvale di un’equipe multidisciplinare, formata da 7 educatori professionali e un coordinatore, ed ospita un massimo di 40 tra ragazzi e ragazze. Vengono svolte attività di sostegno scolastico, socializzazione, ricreative, sportive, formative.

Perché? – I motivi che mi hanno spinta a scegliere questo progetto sono legati a una mia precedente esperienza di servizio civile, presso l’ufficio minori stranieri non accompagnati del Comune di Piacenza. Insegnavo italiano agli adolescenti stranieri appena arrivati in Italia senza genitori e ho apprezzato particolarmente l’esser un punto di riferimento per questi ragazzi ed aver potuto aiutarli ad inserirsi nel mondo del lavoro. Gli obiettivi che mi son ripromessa di raggiungere sono a grandi linee gli stessi dell’esperienza precedente, vale a dire esser un punto di riferimento per i minori di cui mi occupo e aiutarli ad un impatto meno traumatico con la vita quotidiana.

Come mi sono preparata? – Per prepararci a svolgere nella maniera più adeguata questa attività gli altri volontari ed io abbiamo dovuto frequentare 45 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica. Di questo periodo formativo distribuito nei primi sei mesi di servizio, le 45 ore di carattere generale avevano l’obiettivo di fornire ai volontari gli strumenti per vivere correttamente l’esperienza, sviluppare all’interno degli enti la cultura del servizio civile, assicurarne il carattere nazionale e promuovere i valori e i diritti universali dell’uomo. Le 12 ore di carattere specifico, invece, sono inerenti alla peculiarità del progetto e riguardano, pertanto, l’apprendimento di nozioni e di conoscenze teorico-pratiche relative al settore e all’ambito specifico in cui è impegnato il servizio civile. Queste 12 ore si svolgono all’interno dell’orario di servizio e aiutano il volontario ad approcciarsi alle mansioni da svolgere vere e proprie, una sorta di insegnamento sul campo.

Quanto tempo vi dedico? – L’orario di servizio è di 30 ore settimanali, indicativamente 5 ore al giorno dal lunedì fino al sabato. Noi volontari siamo distribuiti in coppie che si alternano rispettivamente al mattino e al pomeriggio, questo nei primi 5 mesi di servizio. Da giugno 2019 il servizio comprende l’organizzazione e la gestione di un centro estivo che richiede la permanenza nel centro anche tutta la giornata (dalle 9 alle 18). Ci dividiamo tra la struttura del Tandem e la sede centrale che si trova a I Vaccari, località in provincia di Piacenza.

Come mi sono inserita nel gruppo? – Son entrata a far parte di questo gruppo di lavoro dopo un colloquio tenutosi presso la Caritas diocesana. Ovviamente ho impiegato un po’ di tempo per creare un rapporto professionale con gli altri volontari, i responsabili e gli utenti di cui son tenuta a occuparmi durante il periodo di servizio civile. Le difficoltà incontrate son quelle di una normale ambientazione lavorativa, soprattutto dovute alle dinamiche di un centro socio educativo che si occupa di ragazzi e ragazze adolescenti con problematiche famigliari. La sintonia con i colleghi, creatasi nel tempo, è buona, riusciamo ad organizzare velocemente il lavoro e a coprirci in caso di difficoltà personali. I tutor son sempre presenti e disponibili ad intervenire in caso di problematiche che esulano dalle nostre competenze, oltre a sostenerci e guidarci nell’organizzazione degli orari e dei gruppi di lavoro, per distribuire le nostre competenze e attitudini personali nella maniera migliore.

Cosa faccio concretamente? – Inizialmente la mia mansione principale era seguire i ragazzi e le ragazze di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, frequentanti le scuole medie, che uscivano da scuola e passavano il pomeriggio al centro per esser aiutati nello studio. Io e i miei colleghi dividevamo il gruppo di ragazzi in coppie, per facilitare la gestione e poterci concentrare più approfonditamente sui compiti che i ragazzi dovevano svolgere. Finiti i compiti e lo studio, i giovani erano liberi di giocare fino alle 18.30, orario in cui erano tenuti ad aiutare con la preparazione della cena e della tavola. In alcuni giorni predefiniti, alternati durante l’anno, il gioco libero era sostituito da un laboratorio.

La distribuzione dei laboratori era la seguente: il martedì il laboratorio di cucina; il giovedì alternati il laboratorio artistico e il laboratorio di pallavolo; il venerdì la visione di un film. Durante il laboratorio di cucina i ragazzi hanno imparato a preparare un piatto, ad esempio gnocchi di patate, crostata di frutta, le frittelle per carnevale. I disegni e le opere prodotte durante il laboratorio artistico invece sono stati esposti all’interno del centro in modo che tutti gli ospiti potessero vederle e riconoscerle. Il film del venerdì invece era scelto dai ragazzi e non aveva specifici obiettivi educativi, se non quello di appassionarli al mondo del cinema. Il laboratorio di pallavolo invece ha, purtroppo, avuto vita breve per difficoltà organizzative.

Da giugno mi occupo anche del centro estivo, a cui partecipano non solo i ragazzi delle scuole medie e superiori che seguivamo durante l’anno, ma anche bambini di elementari e materna, da un’età minima di 3 anni, a un’età massima di 16. L’attività si divide nei giorni in cui stiamo al centro Tandem e nei giorni in cui partecipiamo ad uscite organizzate, che culminano con le due settimane di vacanza organizzata, una all’inizio di luglio in una località collinare, in provincia di Piacenza, e una ad agosto in una località marittima.

Nei giorni in cui stiamo al centro mi occupo prevalentemente dei ragazzini che stanno ultimando la terza media e stanno preparando l’esame scolastico. Per loro l’attività di studio è intervallata a brevi pause di gioco, per renderli più produttivi e concentrati verso l’obiettivo scolastico. I giorni in cui è prevista l’escursione all’esterno del centro, sono organizzati per visitare luoghi di balneazione (il lunedì), piscine comunali (un mercoledì) e il centro di divertimento acquatico piacentino (il venerdì). Le escursioni prevedono una partenza al mattino e un ritorno alla base in tardo pomeriggio, un orario che permette ai bambini/ragazzi di tornare per cena.

Quali obiettivi personali ho e quali competenze ho sviluppato? – Quando ho cominciato l’anno di servizio civile mi sono posta degli obiettivi personali e ho cercato di mettere in gioco competenze che avevo, pur desiderosa di apprenderne di nuove. I miei obiettivi personali, all’interno del contesto socio-educativo in cui mi son trovata a lavorare, erano sperimentare la profondità dei rapporti intergenerazionali con persone diverse, conoscere e abituarsi al donare sé stessi al prossimo gratuitamente, crescere personalmente non solo a livello professionale, ma a 360 gradi nell’approcciarmi alle altre persone, continuare a scoprire il mondo del lavoro, soprattutto il mondo del sociale che avevo iniziato a conoscere nella prima esperienza di servizio civile.

Le competenze che ho messo in pratica e ho cercato di migliorare sono state e son tutt’ora: saper lavorare in gruppo e collaborare con altre persone in contesti difficoltosi, saper insegnare a minori in difficoltà e guidarli nell’apprendimento, gestire un rapporto con questi minori, tutti di età, etnia, contesto socio-famigliare differente, non solo un rapporto singolo ma anche nella gestione di un gruppo di persone così differenti.
In sintesi…

Questa esperienza è bellissima. Ho iniziato a lavorare all’interno di questo contesto con l’idea che fossi io a spendermi per aiutare gli altri, io a dedicare tempo a loro per crescere. Tuttavia ho ricevuto e continuo a ricevere anche io tantissimo, sia dai ragazzi che seguo sia dalle persone con cui collaboro. È un’esperienza che consiglio caldamente, a tutti i giovani della mia età ma anche più grandi, per entrare in contatto con mondi che appartengono al nostro, ma che non conosciamo se non di sfuggita, e che non consideriamo più di tanto. Sto dedicando un anno alla ricerca di me stessa tramite gli altri e degli altri al di fuori di me stessa, un anno di scoperte, un anno di incontri con nuove culture, meravigliose e complesse persone.

Ho imparato che ogni ragazzo ha una situazione completamente unica seppur simile alle altre e che va studiata e approcciata singolarmente in maniera specifica. Ne ricavo e porto con me una crescita personale a tutto tondo, sia nel rapportarmi con gli altri, sia nella scoperta del mondo professionale, con le sue regole e i suoi meccanismi. Gli orari, la flessibilità, il sapersi adattare alle situazioni consapevole di doversi metter in secondo piano, perché sei lì per aiutare gli altri e metterti a disposizione.

Al mio secondo anno di servizio civile, in un contesto come quello del volontariato e che si prende cura di minori stranieri in difficoltà, posso dire che questa potrebbe essere una strada professionale che seguirò in futuro. Fare l’educatrice nelle cooperative che si occupano di aiutare i ragazzi e le ragazze straniere che vivono problematiche famigliari o semplicemente economico-sociali, è una professione che mi sento non solo in grado di portare avanti, ma nella quale mi sento portata, sia per le esperienze passate che per le competenze che ho imparato a sviluppare nei due anni di servizio civile.

Hanene Ben Romdhane
Studentessa multilingue dell’Istituto Tecnico Romagnosi

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