“Compensare il consumo di suolo del nuovo ospedale” La richiesta di Fridays for Future

Che fine hanno fatto gli ambientalisti piacentini? Hanno qualche osservazione o proposta rispetto alla soluzione prospettata per il nuovo ospedale di Piacenza? E’ la domanda che ci siamo fatti in questi giorni e alla quale stiamo ancora cercando una risposta.

L’amministrazione comunale di Piacenza sta per procedere alla scelta dell’area dove costruire il nuovo ospedale. Una decisione che di fatto farebbe “sparire” 160mila metri quadrati di suolo agricolo collocato all’esterno della tangenziale sud nella zona Farnesiana. Le ripercussioni di carattere ambientale sono evidenti, ma finora solo un apicoltore ha sollevato la questione.

Abbiamo pensato così di interpellare il movimento “Fridays for Future” che nei mesi scorsi anche nella nostra città è diventato protagonista di importanti rivendicazioni ambientaliste, coinvolgendo tanti giovani. Luca Casana, portavoce del movimento a Piacenza, ha risposto così alle nostra richiesta di un parere sulla collocazione del nuovo ospedale, avanzando una proposta concreta al Comune: “Si compensi il consumo di suolo”. Ecco la loro posizione:

“Noi chiediamo che il nuovo ospedale sia fatto in linea con i principi di sostenibilità ambientale, che il consumo di suolo sia compensato da un adeguato intervento per l’ambiente, come piantare alberi nei futuri parcheggi che verranno realizzati lì attorno, che le nuove strutture siano il più possibile efficienti dal punto di vista energetico e idrico e che la struttura dell’attuale ospedale invece venga rivalorizzata in un progetto finalizzato al beneficio e alla tutela dell’ambiente e del territorio”.

Se altri ambientalisti piacentini vogliono assumere una posizione sul tema, siamo pronti ad ospitarli.

Al nostro appello hanno risposto i Verdi di Piacenza con la seguente nota:

Partecipazione dove sei? I cittadini emarginati dalle decisioni importanti della propria città

La Giunta di Piacenza ha scelto l’area sulla quale si dovrà costruire il nuovo ospedale di Piacenza. Si tratta di un’area collocata oltre la tangenziale, grosso modo tra il carcere e via Farnesiana.
Siamo decisamente contrari a questa decisione per diversi motivi.

Primo fra tutti il consistente consumo di suolo agricolo. Piacenza è una città, lo si può osservare chiaramente guardando su piattaforme digitali come google maps, fortemente antropizzata. Una città, che nel corso degli anni ha subito una grossa trasformazione da parte delle amministrazioni che si sono succedute. Trasformazioni che hanno piegato ed utilizzato il territorio della città senza tenere conto degli impatti ambientali che ne conseguivano e le conseguenze sulla salute dei cittadini.

Inoltre la nostra è una città collocata nel territorio più inquinato non solo d’Italia o d’Europa ma dell’intero globo terrestre e non siamo noi ora a dirlo ma è cosa risaputa.
Gli interventi urbani hanno permesso che si creassero le condizioni per un cambiamento, in peggio, del nostro territorio. Un cambiamento che ha favorito anche l’insorgere di una serie di patologie con incidenze anche mortali su noi cittadini che a Piacenza abitiamo.
Riuscire a progettare interventi che preservino il territorio porterebbe invece alla prevenzione e ad una maggiore vivibilità della nostra città.
Avremmo ritenuto più opportuno investire su servizi e personale, anziché in un nuovo ospedale, aggiungendo la valorizzazione dei parcheggi gratuiti esistenti (via Monte Carevolo e via Anguissola).

Dato però che ormai il dato è tratto, è’davvero un controsenso costruire un ospedale, luogo destinato alla cura delle persone, in un luogo che previene, per sua stessa natura, l’insorgenza di patologie. Attuando ancora una volta decisioni che vanno nella direzione di distruggere un ambiente che invece si dovrebbe tutelare.
Abbiamo un terreno (Podere Cascine) all’interno della cintura della tangenziale che poi è un “limite” da non oltrepassare per quanto riguarda il consumo di suolo agricolo. Un terreno peraltro già edificabile. E cosa facciamo nella città campione di sforamenti di limiti di polveri sottili ed ora anche di ozono? Andiamo ad espropriare un campo già coltivato per cementificarlo. Una scelta folle, senza alcuna logica.

Per non parlare che nella zona scelta da questa Giunta, sono pure presenti tre “casse di espansione” per la riduzione del rischio idraulico in caso di allagamenti (siamo vicino al Rio Rello e nell’esondazione 2010 fu colpita proprio l’area dove dovrebbe sorgere l’ospedale)
Infine riteniamo che un’amministrazione abbia il dovere di coinvolgere la popolazione nel dibattito attorno ad un intervento così importante per la nostra città e non far cadere dall’alto le sue scelte. Scelte che sembrano dettate dal caso e dall’improvvisazione senza avere alle spalle una vera e propria progettazione.

Auspichiamo che in Consiglio Comunale, dove la pratica verrà portata questa settimana, si possa trovare la modalità per procrastinare questa decisione in modo che questa amministrazione instauri un percorso partecipato che coinvolga veramente tutta la città in questo delicato percorso. La partecipazione è fondamentale in una democrazia, a maggior ragione in un ambito locale. Una grande opera come un nuovo ospedale non può non passare in un percorso partecipativo.

COORDINAMENTO VERDI PIACENZA

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.