Il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Centro Islamico; immobile di via Mascaretti luogo non idoneo al culto

“Rimane pienamente in vigore l’ordinanza del Comune di Piacenza del maggio 2018 che inibisce l’utilizzo degli immobili di via Mascaretti 7 quale luogo di culto, in violazione sia della destinazione urbanistica che d’uso del locale. Dopo il non accoglimento della sospensiva dello scorso marzo da parte del TAR di Parma, il Consiglio di Stato ha respinto, nel corso dell’udienza tenutasi lo scorso 11 luglio, l’appello proposto dal Centro Culturale Islamico”.

A darne notizia con una nota il Comune di Piacenza. “E’ un’ulteriore conferma della liceità e della bontà della decisione assunta con l’ordinanza dello scorso anno, su cui in realtà non nutrivamo alcun dubbio – commentano il Sindaco Patrizia Barbieri e l’Assessore alla Sicurezza, Luca Zandonella -. L’immobile di Via Mascaretti, infatti, era utilizzato da anni in modo difforme dalla sua destinazione d’uso e, a fronte anche di una mancata disponibilità alla collaborazione, si è reso necessario intervenire, ingiungendo l’immediata cessazione quale luogo di culto e il ripristino della legalità e della correttezza, elementi imprescindibili per la civile convivenza in una comunità”.

Nell’ordinanza del Comune, datata 15 maggio 2018, veniva ripercorso l’iter che da anni aveva evidenziato, attraverso accertamenti amministrativi e segnalazioni, che l’edificio sito in Via Mascaretti 7, accatastato come “magazzino”, veniva utilizzato quale sede di culto da parte del Centro Culturale Islamico, a cui si addebitava altresì una “mancata collaborazione fattiva e concreta per la ricerca di una soluzione alternativa”.

Contro la decisione del Comune di imporre l’immediata cessazione dell’utilizzo dell’immobile quale luogo di culto, Mohame Shemis, a nome del Centro Culturale Islamico, aveva proposto ricorso al TAR di Parma, chiedendo una sospensiva dell’atto. “Nonostante il pronunciamento a favore del Comune di Piacenza, rappresentato dall’Avv. Elena Vezzulli – afferma l’amministrazione comunale – il Centro Islamico proseguiva l’utilizzo improprio dell’immobile e proponeva ricorso al Consiglio di Stato, che ha oggi confermato la decisione favorevole al Comune di Piacenza, riaffermando l’inibizione a svolgere attività di preghiera”.

Una decisione, come ricordato anche in corso di dibattimento, che ricalca quella assunta pochi giorni fa dal Consiglio di Stato anche nei confronti del Centro Islamico di Casalpusterlengo.

SODDISFAZIONE DI FRATELLI D’ITALIA – Il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia manifesta la sua soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato che respinge definitivamente il ricorso del Centro Islamico di Via Mascaretti: “Questa sentenza segna una grande vittoria targata Fratelli d’Italia. Da sempre, infatti, il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, con i suoi ex consiglieri Foti e Opizzi, si è battuto affinché fosse ripristinata la legalità nei locali di Via Mascaretti, utilizzati abusivamente come luogo di culto dalla Comunità islamica”.

“Tante, negli anni, – sottolineano – sono state le interrogazioni di Fratelli d’Italia che hanno condotto a controlli ed ai provvedimenti impugnati invano avanti l’autorità giudiziaria. Oggi, grazie all’Assessore Opizzi ed all’Amministrazione Barbieri, siamo riusciti a rispettare una promessa fatta ai tanti Piacentini che negli anni si sono rivolti a noi per avere tutela. Possiamo dire di aver vinto la nostra battaglia di legalità per Piacenza. E in questa scia, la nostra azione continuerà”.

OPIZZI “RIPRISTINATA SITUAZIONE DI LEGALITA'” – “E’ una battaglia di legalità che come gruppo consigliare di Fratelli d’Italia e come consigliere di minoranza ho portato avanti già da molti anni. Oggi, grazie all’impegno della Giunta Barbieri e all’importante lavoro degli uffici, è stata ripristinata una situazione di legalità che era attesa da tanti anni”.

Questo il commento dell’assessore all’Urbanistica, Demanio e Patrimonio, Erika Opizzi alla sentenza del Consiglio di Stato. “Ritengo – conclude l’assessore Opizzi – che la legalità, la correttezza e il rispetto delle norme siano il presupposto e il fondamento per la convivenza civile della nostra comunità”.

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