Filiere del latte a Piacenza, Molinari e Tarasconi: “Non c’è più tempo, urgente rifinanziarle”

“Non c’è più molto tempo per trovare una soluzione concreta a sostegno delle filiere del latte”.

Lo affermano i consiglieri regionali piacentini Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi (Pd) che rilanciano: “Da mesi la Giunta sta cercando di concludere con il Governo l’accordo per la restituzione di risorse regionali che tardano a tornare per oscuri motivi contabili. Si parla di oltre 80 milioni di euro che dovrebbero essere in parte destinati a sostenere le filiere del latte, un indotto che complessivamente in Italia dà lavoro a 100mila persone, ma che con la crisi subita ha ridotto le oltre 200mila stalle a 40mila su tutto lo Stivale”.

“Il tempo di attesa sta volgendo a termine – esortano i consiglieri – perchè l’avvio di questi progetti deve essere necessariamente comunicato entro l’autunno, diversamente si metteranno a rischio aziende e impegni progettuali”.

A ciò si aggiunge un’altra opportunità derivante da economie del Programma di sviluppo rurale. “Abbiamo accolto con interesse gli importanti finanziamenti messi a disposizione dal Psr a beneficio degli invasi irrigui; una notizia uscita nei giorni scorsi che mette sul piatto milioni di euro anche per il territorio piacentino, tuttavia – spiegano i consiglieri – a questi finanziamenti si aggiunge la notizia della rinuncia del consorzio di Bonifica a tre progetti e sarebbe un peccato che quei 4milioni e mezzo di euro non rimanessero sul territorio piacentino”.

Da qui la proposta dei Dem: “Pur essendo consapevoli che il percorso amministrativo per l’utilizzo di questi fondi sia complesso e coinvolga non solo la Regione, ma anche la Commissione europea, ci stiamo impegnando affinchè quelle risorse già destinate al nostro territorio possano essere spostate per il settore del latte, da tempo in sofferenza”.

Secondo i consiglieri sarebbe un ultimo tentativo, teso a deviare quei finanziamenti a favore di progetti – già presentati e regolarmente in graduatoria – di caseifici e imprese agricole piacentine consorziate “perché permetterebbe agli imprenditori di fare investimenti a lungo rimandati su attrezzature, stalle, locali di conservazione del formaggio Grana. “Teniamo questa ultima ipotesi come extrema ratio, invitando comunque la Giunta a proseguire nel rivendicare i propri diritti e trovare una soluzione a questioni che risultano vitali in particolare per l’economia piacentina a vocazione rurale”.

I finanziamenti sarebbero destinati non solo a progetti di ammodernamento e innovazione degli allevamenti zootecnici, ma anche alla realizzazione di un nuovo centro di stoccaggio del Grana Padano a Cortemaggiore, proposto da Agri Piacenza Latte (prima esclusa in graduatoria). A seguire, il caseificio sociale Valtidone (secondo escluso) per l’innalzamento degli standard qualitativi dell’allevamento e della trasformazione del Grana Padano Dop. “E’ urgente – avvertono Molinari e Tarasconi – dare risposte agli agricoltori che in questi anni hanno dovuto affrontare grosse difficoltà su più fronti”.

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