Incendio alle Novate, agenti intossicati “Carenza di organico problema non rinviabile”

Incendio al carcere delle Novate di Piacenza, alcuni agenti restano intossicati dal fumo.

A dare notizia di quanto accaduto nella serata di martedì 9 luglio è il sindacato Fp Cgil Polizia Penitenziaria Emilia Romagna, che insieme alla Fp Cgil di Piacenza “esprime solidarietà agli 8 poliziotti penitenziari rimasti vittime dei due episodi violenti compiuti da due detenuti”.

“Otto – fa sapere il coordinatore regionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria Santo Guercio – i poliziotti coinvolti nell’intervento, alcuni dei quali rimasti intossicati dal fumo causato da un incendio appiccato da un detenuto nella propria camera di pernottamento e sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Un altro detenuto ha cercato di aggredire anche il personale medico della locale infermeria. Grazie alla grande professionalità dei poliziotti penitenziari si è evitato il peggio: oltre a domare le fiamme i Poliziotti sono riusciti a salvaguardare l’incolumità del detenuto che ha appiccato l’incendio e degli altri detenuti della sezione”.

“Episodi come questo, in cui i poliziotti penitenziari hanno dimostrato grande capacità d’intervento, denotano quanto, per svolgere questa delicata professione, serva un’elevata professionalità e capacità di gestire eventi critici”.

“La Casa Circondariale di Piacenza – denuncia Guercio – soffre una grave carenza d’organico, soprattutto a causa del grande numero di distacchi o missioni di personale inviato a lavorare lontano da Piacenza. La nostra Casa Circondariale ha infatti la più alta percentuale di distacchi fuori sede dell’Emilia Romagna (circa 32 unità). Per questo chiediamo che il Ministro provveda a limitare il ricorso a questo istituto ai casi di gravi motivi familiari. Devono inoltre cessare le missioni di personale che da Piacenza viene inviato a lavorare in altri istituti”.

SINAPPE: “SITUAZIONE INSOSTENIBILE – “In un primo momento – ricostruisce l’accaduto Gianluca Giliberti, Segretario Regionale del Si.N.A.P.Pe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) – un detenuto straniero avrebbe tentato di aggredire il personale sanitario, a seguito di invio presso il reparto Infermeria. Lo stesso, poi, avrebbe aggredito anche un Poliziotto Penitenziario, intervenuto a calmarne l’intemperanza.  Nel frattempo, un altro detenuto, della stessa sezione del recluso di cui sopra, prendeva ad incendiare indumenti ed oggetti presenti nella propria camera di pernottamento”.

“Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio – continua il sindacalista – faceva quindi evacuare il reparto detentivo e defluire i reclusi presso i cortili passeggi, per evitare che gli stessi potessero essere intossicati dal fumo proveniente dalla cella in fiamme. Il detenuto autore dell’incendio, non contento del gesto già commesso, una volta fuori dalla camera di pernottamento, aggrediva il personale di Polizia Penitenziaria che, con non poca difficoltà, riusciva a contenerne l’agitazione”.

“Il bilancio di tale giornata di ordinaria follia sembra racconti di 5 o 6 Poliziotti finiti al pronto soccorso del nosocomio cittadino, di cui un paio con prognosi superiori ai 10 giorni, e un poliziotto tenuto sotto osservazione per l’intera notte a seguito di intossicazione da fumo”.

“Siamo dinanzi a situazioni insostenibili – conclude a gran voce Giliberti -, non possiamo più tollerare che i lavoratori debbano essere esposti a questi rischi. Quotidianamente siamo spettatori di situazioni allarmanti (negli ultimi giorni eventi critici si sono verificati a Parma, Ferrara, Bologna, ecc.); l’Amministrazione deve intervenire autorevolmente, prima che la situazione precipiti in maniera irrimediabile ed a tutela di tutta la collettività penitenziaria”.

Foti (Fratelli d’Italia) “Piena solidarietà agli agenti e pugno di ferro contro i violenti” – “Piena solidarietà agli agenti della Polizia Penitenziaria nuovamente aggrediti all’interno del carcere Le Novate”.

Così l’onorevole Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che annuncia al riguardo la presentazione di una dettagliata interrogazione parlamentare. “Non è più accettabile – afferma – che detenuti turbolenti provochino situazioni di grave pericolo sperando in future indulgenze. Con chi ricorre alla violenza occorre usare il pugno di ferro e il Ministro della Giustizia deve essere il primo ad esserne convinto”.

Murelli e Pisani (Lega) “Il carcere non può essere terra di nessuno, applicare le regole” – “Purtroppo queste aggressioni, tutt’altro che rare, mettono in luce la grande differenza culturale di alcuni stranieri. Il mancato rispetto delle regole, anche di quelle minime di convivenza civile, il pensare di poter fare ciò che vogliono appellandosi alle leggi italiane genera situazioni ormai non più sostenibili. Il carcere non può essere terra di nessuno”.

E’ il commento dei parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani, i quali portano la loro solidarietà agli agenti della Penitenziaria – “hanno agito in situazioni difficili con grande professionalità evitando guai peggiori. E già erano intervenuti in gennaio sempre per un altro incendio appiccato dai detenuti” – al personale sanitario e ai sindacati dopo la “vile aggressione di cui sono rimasti vittime alcuni lavoratori del carcere»”.

Anche in questo caso – affermano – si deve notare “che a essere aggressivi, mettendo a rischio l’incolumità di tante persone, sono ancora stranieri. D’altra parte, per chi pensa che italiani e immigrati delinquano allo stesso modo ci sono i dati: su 482 detenuti, ben 330 sono stranieri, cioè il 68%. Chi si comporta da criminale deve essere fermato, perché il comportamento di queste persone va a scapito di chi invece cerca un’altra strada, come coloro che partecipano al progetto Ex Novo per la coltivazione di fragole”.

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