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“Il mercato si tutela con la legalità. Il vero problema di oggi? Il lavoro povero”

Basta al “lavoro povero”, che sfrutta i lavoratori e droga di fatto il mercato. Lo dice chiaramente Confapindustria Piacenza, con il seminario “Esternalizzazione dei processi aziendali: Tutela del lavoro e del mercato” il seminario organizzato dall’associazione nella propria sede in via del Commercio.

Un appuntamento che ha visto tra i relatori l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, INAIL, AGCI – Confcooperative – Legacoop, Assolavoro e CGIL.

Ad aprire l’incontro, dopo i saluti del presidente di Confapi Cristian Camisa, il responsabile regionale relazioni industriali dell’associazione Federico Avanzi.

“Se prima la piaga era il lavoro nero, e se in futuro sarà l’assenza di occupazione, ciò di cui dobbiamo occuparci oggi è il “lavoro povero”, ossia quello pagato poco anche grazie alle esternalizzazioni (appalti, subforniture ecc… ndr) cui ricorrono alcune imprese” dice Avanzi.

Per abbattere i costi, infatti, alcune aziende “allungano” la filiera produttiva, affidando a terzi parte delle proprie attività. Una realtà in aumento, anche nell’isola felice dell’Emilia Romagna, dove è presente anche il fenomeno delle cosiddette cooperative spurie.

Ma conviene davvero? A questa domanda Avanzi risponde in maniera molto chiara.

“Se le esternalizzazioni sono fittizie, si crea una distorsione del mercato – afferma -. Gli strumenti cui questi soggetti terzi ricorrono possono essere di due tipi: l’applicazione del dumping contrattuale, ossia prevedere per i propri lavoratori condizioni economiche meno vantaggiose rispetto a quelle previste per il tipo di mansione svolta, oppure una volta ottenuta una commessa, non vengono onorati gli obblighi verso i dipendenti, non pagando stipendi o contributi, per poi chiudere l’attività e riaprirla nuovamente, cambiando nome”.

“Il tutto si traduce in vantaggi economici diretti per questi soggetti, penalizzando invece chi opera in maniera corretta, soprattutto verso i propri lavoratori. Si sostituisce di fatto la legalità con l’illegalità”.

In questa situazione il committente non si può chiamarsi fuori. Anzi, è la legge stessa che gli attribuisce un ruolo di garante, chiamandolo a rispondere in caso di violazioni.

“Questo convegno infatti è rivolto proprio alle aziende, per metterle in guardia: chi vuole esternalizzare parte dei processi produttivi , ovviamente può farlo, purché questo avvenga in una cornice di legalità, altrimenti ne sarà responsabile. Come tutelarsi? Verificare le credenziali dell’appaltatore, attraverso strumenti contrattuali: richiedere la verifica di buste paga, gli F24 dei pagamenti dei contributi ecc…”.

Tra gli ospiti del seminario anche la direttrice dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro Silvana Catalano, il coordinatore dell’area vigilanza dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro Luigi Maddaloni, così come Ruggiero Ricatti dell’Area vigilanza di Inail Piacenza, Alberto Araldi in rappresentanza di Agci, Confcooperative e Legacoop, la vicepresidente di Assolavoro Patrizia Fulgoni, Paride Amanti della Segreteria Regionale Cgil.

 

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