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I “paperoni” del pianeta posseggono il 50% della ricchezza totale

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Secondo una ricerca realizzata dalla Boston Consulting Group, denominata, “Global Wealth 2019: Reigniting Radical Growth”, la ricchezza finanziaria privata nel mondo a fine 2018 ha raggiunto i 206 mila miliardi di dollari: 1,9 volte il PIL mondiale. Una somma enorme che, se cresce meno rispetto al passato, continua ad essere nelle mani di pochi: lo 0,3% della popolazione mondiale, infatti, detiene il 50% della ricchezza totale.

L’Italia si trova in nona posizione nella classifica generale, con 5 mila miliardi di dollari di ricchezza finanziaria personale (poco più del doppio del Pil attuale pari a circa 2.182 milioni di euro). Entro il 2023 le stime prevedono che la ricchezza finanziaria personale degli italiani possa toccare i 5,6mila miliardi di dollari mentre quella mondiale raggiungere i 272 mila miliardi di dollari (altre fonti ipotizzano oltre i 340 mila miliardi). Le nuove opportunità di business interesseranno in particolare i cosiddetti clienti “affluent” (quelli con ricchezze tra 1 milione e 10 milioni di dollari) che oggi sono circa 7,6 milioni di individui.

Nel 2018 i primi cinque Paesi per ricchezza totale, vede gli USA al primo posto con il 41%, la Cina, molto distaccata, al secondo posto con il 10%, seguita dal Giappone con l’8%, e da Regno Unito e Germania al quarto posto con il 4% della ricchezza globale.

Leggi l’articolo “La disuguaglianza tra ricchi e poveri alimenta la rabbia sociale” pubblicato il 13/2/2019

I mercati nei quali si prevede una maggiore crescita della ricchezza entro il 2023 sono: la Cina al primo posto con l’11% di crescita, seguita a ruota dall’India con il 10%, e quindi da Messico, Sud Corea e Hong Kong con il 7%. Sono in effetti i Paesi che stanno maggiormente investendo in innovazione tecnologica, nuovi prodotti e grandi opere pubbliche.

Sarà infatti la Cina che vedrà il più alto tasso di crescita dei cosiddetti Ultra High Net Worth Individual (i super ricchi) che con il 16% si posiziona al primo posto, seguita da India con il 10%, Usa con il 9% e Russia e Messico con l’8%. Invece i cosiddetti “clienti affluent” (i milionari) cresceranno soprattutto in USA, Cina, Regno Unito, Canada e Svizzera. Gli ultimi tre della classifica, rappresentano tra l’altro i luoghi del Pianeta dove si vive meglio (per servizi offerti, redditi generati, tasso di occupazione, sicurezza e benessere personale).

Da notare che gli USA sono quasi sempre presenti in qualunque classifica, rappresentando sempre e comunque l’ago della bilancia della finanza personale mondiale, che la vedrà sempre più contrapposta al colosso asiatico cinese che possiede le due più grandi banche mondiali e il 6,5% del debito pubblico americano.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

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