Piacenza, l’ozono è alle stelle: già 80 sforamenti della soglia massima

Torna l’estate da record in Emilia-Romagna: con picchi oltre i 40 gradi, a giugno si sono registrati massimi storici in tutti i capoluoghi di provincia.  Ondate di calore anomale sempre più frequenti che, oltre a ledere direttamente salute dei cittadini, favoriscono anche la concentrazione di ozono troposferico nell’aria generato come conseguenza delle attività antropiche come i trasporti, e dannoso per l’ambiente e la nostra salute.

E’ l’allarme lanciato da Legambiente Emilia Romagna, che in una nota ha messo in rilievo la situazione di disagio che durante quest’estate sta caratterizzando la nostra Regione.

Non è immune, ovviamente, da questo fenomeno nemmeno la provincia di Piacenza. Anzi, al 22 luglio, secondo quanto rileva Legambiente (dati Arpae), proprio alla stazione di monitoraggio cittadina situata al Parco del Montecucco si sono registrati, sia per intensità che per durata e frequenza, i picchi massimi di inquinamento da ozono in Emilia Romagna.

Per quanto concerne la frequenza, gli sforamenti riguardano sia il numero progressivo di superamenti del valore obiettivo (120 µg/m3) – pari a 42 – sia quello progressivo di superamenti della soglia di informazione (180 µg/m3), che è invece di 38. A livello di intensità e durata, sempre la centralina del Montecucco, il 27 giugno scorso (data scelta a titolo esemplificativo da Legambiente), ha fatto poi registrare valori da record per quanto riguarda la soglia di informazione: il picco è stato di 236 µg/m3 ed il superamento è durato per 9 ore consecutive.

CHE COS’E’ L’INQUINAMENTO DA OZONO? – Come spiega Legambiente, l’ozono troposferico, meno noto dell’inquinamento invernale da polveri sottili, rappresenta un inquinante secondario altrettanto pericoloso, che colpisce principalmente nei periodi di maggior intensità solare e di calore, facendo sfumare la speranza di una tregua per i nostri polmoni: causa problemi come irritazioni delle mucose dell’apparato respiratorio e degli occhi, ed aggrava specialmente gli individui più sensibili della popolazione quali anziani e bambini.

Poiché questo tipo di inquinamento si diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si possono rilevare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori (principalmente gli ossidi di azoto), in luoghi comunemente ritenuti immuni da inquinamento, come ad esempio le aree verdi urbane ed extraurbane e in montagna. Nella nostra regione sono già 23, sulle 34 presenti, le stazioni di monitoraggio che hanno oltrepassato i 25 giorni di superamento consentiti per legge del valore obiettivo di 120 µg/m3 di Ozono sulla media mobile delle 8 ore. Tutte le provincie, fatta eccezione per Rimini, sono quindi già in emergenza.

Non meno preoccupante è il superamento del livello di ozono oltre il valore di informazione (180 µg/m3): livello oltre il quale la popolazione deve essere informata dei rischi per la salute dovuti dall’eccessiva concentrazione di ozono nell’aria e quindi dovrà mettere in atto le opportune strategie per limitarne i danni.

A solo titolo esemplificativo, il 27 giugno, sono state ben 26 le centraline nella nostra regione che hanno registrato valori molto al di sopra dei 180 µg/m3. Il record, come detto, al ”Parco Montecucco” a Piacenza. Non meno preoccupante è stato il 1 luglio, con 16 stazioni di rilevamento oltre i 180 µg/m3 ed un picco di 208 µg/m3 nella stazione “Via Chiarini” di Bologna.

“Per contenere il problema dell’inquinamento dell’aria anche in estate – conclude Legambiente – è fondamentale non abbassare la guardia sulle limitazioni al traffico veicolare, sulle emissioni industriali e soprattutto sugli stili di vita: ridurre i consumi dovuti alla climatizzazione degli ambienti sia domestici che commerciali, facendo rispettare le norme contenute nel Piano Aria regionale che prevedono l’obbligo di chiusura delle porte dei negozi per evitare inutili dispersioni termiche, deve essere una priorità durante tutto l’anno e non solo nei mesi invernali”.

Di seguito la tabella riassuntiva delle stazioni di monitoraggio con il maggior numero di superamenti per singola provincia al 22/07/2019 (dati ARPAE)

silvi

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