Il Po riserva Unesco, la valorizzazione parte da Piacenza “Puntiamo sulla sostenibilità ambientale” foto

Un primo fondamentale passo per la valorizzazione di un territorio ricco di storia e biodiversità.

Un “occasione da non perdere” per tre regioni, 8 province e 85 comuni, a un mese dal prestigioso riconoscimento a Parigi di Riserva MaB Unesco (Man and Biosphere), iniziativa nata con lo scopo di promuovere turismo e cultura, natura e piacere di vivere, grazie allo scambio di esperienze, sempre in un corretto rapporto con l’ambiente .

Si è svolto nella mattinata del 26 luglio – all’interno del Salone monumentale di Palazzo Gotico  a Piacenza –  l’insediamento dell’assemblea plenaria dei sindaci coinvolti nel progetto “Po Grande” a cui si è accompagnato un primo lungo convegno – diviso tra parte istituzionale, moderata dal giornalista Antonio Boschi, e sessione tecnica – per definire strategie e scelte di campo in questa opera di sviluppo e promozione a 360 gradi del Grande Fiume: un percorso lungo tre anni, promosso dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po, da Legambiente e Università degli Studi di Parma.

Mab Po Grande il convegno a palazzo Gotico

“Dopo la proclamazione Unesco, oggi inizia la fase operativa – ha commentato Meuccio Berselli, Segretario generale autorità distrettuale del fiume Po -. La parola d’ordine deve essere la sostenibilità del territorio: bisogna puntare a nuove coltivazioni che possano migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua di un territorio molto antropizzato, ma anche portare avanti una nuova visione di fiume, mettendo in rete tanti soggetti. Vogliamo unire gli 85 comuni e creare uno sviluppo di turismo slow, legato ai nostri paesaggi e alla nostra forte identità, al fine di migliorare la qualità di vita della nostra comunità”.

“Per far ciò – ha evidenziato – guardiamo certamente ai tanti modelli di valorizzazione che stanno avendo successo in Europa, siamo allo stesso tempo convinti però che non esiste da nessun’altra parte un territorio con un patrimonio storico e di personaggi così importante come ha questo fiume. Pensiamo ai pioppeti di Bertolucci, Guareschi, Don Camillo e Peppone: è una sfida importante ma vedo per la prima volta partner ed istituzioni molto convinti che si possa fare”.

Mab Po Grande il convegno a palazzo Gotico

Sulla necessità di potenziare coltivazioni sostenibili, Berselli ha poi messo in luce come, parlando dei pioppi,  “per il futuro sia necessario puntare sui cloni, in quanto garantiscono uno scambio di carbonio positivo ed hanno bisogno di meno acqua: con il passare del tempo avremo meno risorse disponibili ed andrà fatta una pianificazione in quella direzione”.

Guarda al futuro con positività anche il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri “Sono già in atto alcuni progetti di valorizzazioni del nostro fiume – ha detto -, percorsi importanti che vanno a concretizzare iniziative di sostenibilità ma fanno anche pianificazione strategica: c’è il tema del turismo, quella della mobilità dolce, delle imprese, delle infrastrutture. Il Po è una delle risorse più belle che abbiamo – ha aggiunto -, va salvaguardata e valorizzata: mettiamo al primo posto l’ambiente ma ci sono anche tante altre opportunità che con un’azione sinergica potremo sviluppare”.

In rappresentanza dei comuni promotori del progetto è intervenuto poi Ivano Pavesi, Assessore di Guastalla (Reggio Emilia) “Dopo il lungo percorso che ci ha portato qui oggi possiamo dire di avere una base solida. Siamo il Po Grande, abbiamo un identità unica: questo è un fattore spendibile sotto tutti i punti di vista, turistico, ambientale, storico – culturale”.

Mab Po Grande il convegno a palazzo Gotico

Da Pavesi un commento anche sulla governance futura del progetto “Quello che più ci preme è che il potere decisionale rimanga ai territori – ha evidenziato – grazie ad un’assemblea plenaria dei sindaci eviteremo di avere un ente superiore che ci coordini. Il cambiamento è possibile solo agendo di concerto e mettendo da parte interessi particolare, bisogna ragionare per il Grande Fiume, un fiume nazionale”.

Oltre ad Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette Legambiente – che ha messo in rilievo l’importanza di mettere al “centro il capitale naturale del Fiume Po” – e a Pierluigi Viaroli dell’Università di Parma – che ha già fatto sapere che nel progetto saranno coinvolti anche altre Atenei, “come la Cattolica di Piacenza ma anche il Politecnico” – durante il convegno ha preso parola anche Guido Guidesi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“La giornata di oggi è un punto di partenza – ha commentato – Tutte le persone che si occupano del grande fiume hanno sviluppato negli anni idee e progettualità sia dal punto di vista della tutela dell’ambiente, sia dal punto di vista turistico che dell’indotto economico. Noi dobbiamo rendere pragmatiche quelle idee, facendo squadra insieme ed andando ad offrire i servizi necessari per accontentare le nuove generazioni”. “Credo – ha proseguito – che oggi la potenzialità più grossa sia il fatto che negli ultimi anni non abbiamo combinato guai. Abbiamo una riserva naturale che non abbiamo assolutamente toccato e che accompagnandola e sviluppandola dal punto di vista dei servizi può offrirci un grande indotto. Abbiamo testa e potenzialità per fare tante cose”.

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