Sostegno a imprese di montagna, Callori (Fratelli d’Italia): “Pannicello caldo”

“Con una mano si dà, con l’altra si prende”. E’ critico il consigliere Fabio Callori, del gruppo Fratelli d’Italia in Regione, rispetto al trattamento riservato, in generale, dalla Giunta Bonaccini ai territori montani.

“Non abbiamo potuto fare a meno di approvare, in commissione regionale, il progetto di legge che sostiene le imprese che operano in montagna, ma lo abbiamo fatto turandoci il naso perché le criticità sono tante.

Abbiamo seguito la regola descritta dal proverbio popolare ‘piuttosto che niente è meglio piuttosto’, nel senso che si sarebbe potuto fare molto meglio, ma intanto non lasciamoci scappare il poco che è previsto in tema di agevolazioni. L’obiettivo è frenare l’emorragia di residenti di quelle aree, ma i contributi previsti dall’attuale Giunta sono briciole, addirittura dai 15 milioni si è passati a 12.

Non si comprendono poi i motivi per cui siano stati esclusi dai benefici previsti i comuni ‘parzialmente montani’, come lascia perplessi la previsione di minori fondi alle imprese nate dopo il 2017.

Se davvero si volesse aumentare l’appeal dei territori di alta collina e montagna bisognerebbe incentivare l’apertura di nuove attività, non penalizzarle. Ma c’è di più. E’ davvero poco lungimirante affrontare in modo parcellizzato la questione dello spopolamento della montagna, con tutti i problemi che comporta anche per la pianura.

Si possono anche riservare risorse alle imprese, pur scarse come ho denunciato, ma se poi si tagliano i servizi essenziali, in particolare sanitari e trasportistici, oltre che scolastici, ma potrei andare oltre, non si raggiungerà mai un risultato concreto. Anche la popolazione delle aree montane deve essere considerata di prima fascia.

Come già più volte ribadito in commissione il consigliere di Fratelli d’Italia sottolinea che a Piacenza servono anche infrastrutture importanti che permettano spostamenti veloci tra collina e pianura. L’appello che rivolge alla Giunta, alla maggioranza è questo: penso che l’attenzione vada soprattutto alle aree marginali. Piacenza è un’area marginale di confine: mi raccomando, mettiamoci l’attenzione che merita, se vogliamo uno sviluppo vero della nostra Regione”.

Per questo ritengo il progetto di legge in esame alla stregua di un ‘pannicello caldo’ figlio più della vicina stagione elettorale che di un preciso disegno a favore della montagna”.

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