In un anno 270mila turisti nel piacentino, in aumento i visitatori stranieri

Più 6,8% di arrivi e +4,2% di presenze nel 2018. In crescita anche il turismo estero: +11,1 di arrivi e +7,2 di presenze. Sono i numeri presentati a Reggio Emilia da Destinazione Turistica Emilia: “Dati confortanti – viene sottolineato – per un grande futuro di arrivi di italiani e stranieri tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia”.

I dati relativi alla sola provincia di Piacenza dicono che nel 2018 sono arrivati 269mila e 902 turisti con un un più 8 per cento, che diventa più 11 se riferito a quelli stranieri. I pernottamenti totali sono stati 538mila e 838, con un più 10,9 per cento. A Piacenza e provincia sono presenti 79 alberghi per complessive 1763 camere, il 20,5 % del totale di strutture di Destinazione Emilia. Sono invece 304 le strutture extra-alberghiere per 1923 camere.

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“Molto positivo – sottolineano da Destinazione Turistica Emilia -, in particolare, l’andamento del turismo degli stranieri, un mercato che rappresenta il 32% degli arrivi e il 29% delle presenze totali e sul quale si investirà anche attraverso interventi sulla qualità dell’accoglienza e sull’offerta di nuove opportunità per gli ospiti di provenienza estera. La riduzione nella media degli ospiti singoli, che scende al 45,9% può essere interpretata come un indice di quanto una meta tradizionale del turismo business – categoria normalmente frequentata da singoli individui – stia subendo una virtuosa e propizia trasformazione, soprattutto nei territori di Parma e Piacenza, dove i segnali di diversificazione sono quantomeno incoraggianti”.

Infine, è significativo il dato sull’andamento stagionale: “I mesi nei quali gli arrivi superano le 100mila unità nell’alberghiero vanno da marzo a ottobre, con picchi verso fine anno. Questi numeri suggeriscono l’opportunità di ideare iniziative capaci di attrarre anche in altri periodi, da aggiungere alle azioni di promozione degli eventi natalizi e di Capodanno”.

“Il nostro lavoro è quello di creare visibilità per la Destinazione attraverso la costruzione di prodotti turistici che incontrino le aspirazioni dei turisti italiani e stranieri – precisa la Presidente di Destinazione Turistica Emilia, Natalia Maramotti – Se così è, non ci accontentiamo di rilevare anche per il 2018 risultati più che positivi, con un + 6,8% negli arrivi e un +4,2% nelle presenze. Grazie all’analisi dei dati, vediamo piuttosto quali sono le azioni da compiere in prospettiva”.

IDENTIKIT DI UN TURISTA – Ma qual è l’identikit di chi sceglie DTE – ovvero l’area tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia – per trascorrere un periodo di vacanza? Distinguendo tra chi viaggia solo, famiglie e gruppi, la rilevazione svela un’interessante riduzione nella media degli ospiti singoli, che scende al 45,9%. Il dato può essere interpretato come l’indice di un cambiamento in atto: una meta tradizionale del turismo business – che normalmente coinvolge appunto singoli individui – sta subendo una virtuosa e propizia trasformazione, soprattutto nei territori di Parma e Piacenza, dove i segnali di diversificazione sono quantomeno incoraggianti.

“Il nostro territorio non è solo la Food Valley – spiega Cristiano Casa, assessore al Turismo del Comune di Parma – ma un punto di riferimento culturale, artistico e paesaggistico unico. Rappresenta la meta ideale per coloro che vogliono evadere dalla routine quotidiana e desiderano perdersi in un territorio ancora autentico. Il viaggiatore può assaporare in pochi chilometri prodotti unici al mondo e una cucina di tradizione, le bellezze culturali e paesaggistiche dell’Appennino, della Bassa e può perdersi nei borghi delle nostre straordinarie città”.

Il sindaco di Piacenza Patrizia Barberi aggiunge: “Il 30% cento di arrivi e presenze di turisti stranieri e una crescente diversificazione della tipologia dell’ospite – dal single alla famiglia al gruppo – certificano la capacità di questo territorio, grazie alle sue eccellenze e sotto il coordinamento e nella sinergia instaurata all’interno di Destinazione Turistica Emilia, di essere sempre più attrattivo nei confronti di una platea vasta ed eterogenea. È la consapevolezza di una nuova dimensione raggiunta, che ha ulteriori margini di miglioramento, realizzabili attraverso un lavoro coordinato, in un proficuo scambio di esperienze e conoscenze, che permetterà di rispondere in modo sempre più attento e professionale alle attese del mercato turistico”.

ITALIA VERSO IL RESTO DEL MONDO – Stefano Michelini, dirigente del Servizio Statistica della Regione Emilia Romagna, riporta altre cifre altamente significative. “Testimoniato da un +11,1% alla voce arrivi, la crescita del turismo estero è confermata anche dall’aumento sul fronte delle presenze, dove le percentuali salgono del 7,2 rispetto al passato. È un mercato che rappresenta il 32% degli arrivi e il 29% delle presenze sul totale”.

La Presidente Maramotti interpreta tali dati come un segnale positivo rispetto alle intuizioni e alla direzione del lavoro svolto finora ma anche come uno spunto per portare avanti l’azione di potenziamento della qualità dell’accoglienza, attraverso la sempre più diffusa padronanza di lingue straniere e la crescente capacità di offrire esperienze che siano in grado di trattenere il turista in Destinazione: la permanenza media degli stranieri è in effetti ancora inferiore a quella degli italiani. In questo senso, la strada da seguire, secondo Annalisa Rabitti, assessora alla Cultura, Marketing territoriale e Pari Opportunità del Comune di Reggio Emilia, rientra in una strategia di più ampio interesse.

“L’Emilia è caratterizzata dalla presenza di tantissime eccellenze – educative, sociali, economiche, culturali, enogastronomiche – abitata da persone operose, intraprendenti e generose – sostiene l’assessore Rabitti – Siamo una “regione gentile” e dobbiamo esserne orgogliosi. Dobbiamo riconoscere maggiormente tutto questo, metterlo a valore, imparare a raccontarlo. E, anche in un’ottica di sviluppo della nostra capacità attrattiva, possiamo diventare il luogo che accoglie le differenze”.

“Occorre sviluppare un progetto specifico legato al tema del “turismo per tutti”, caratterizzato da un insieme di servizi e strutture in grado di permettere alle persone con esigenze speciali – famiglie con bambini, anziani, fragilità sociali – di arrivare e godersi un periodo di vacanza senza ostacoli e difficoltà. La possibilità di accedere e di utilizzare le strutture è il presupposto fondamentale per permettere alle soggettività con bisogni speciali di prendere in considerazione un’offerta turistica. Tutto questo ha un senso umano, culturale, sociale ed economico. Potrebbe sviluppare e valorizzare tante “nostre” potenzialità attrattive, facendoci così diventare la prima destinazione turistica italiana senza barriere”.

LA RIVINCITA DELLE MEZZE STAGIONI – Altro dato da non sottovalutare – e, anzi da tenere in grande considerazione – è quello dell’andamento stagionale del turismo in Destinazione Turistica Emilia. I mesi nei quali gli arrivi superano le 100.000 unità nell’alberghiero vanno da marzo a ottobre, con picchi nei diagrammi che corrispondono al periodo di fine anno. Numeri che intrinsecamente significano qualcosa di estremamente importante, perché giustificano l’idea di immaginare occasioni che possano garantire motivi di attrazione in periodi tradizionalmente più scarichi, da aggiungere alle azioni di promozione degli eventi natalizi e di Capodanno.

Andrea Corsini, Assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna, fa infine notare con soddisfazione come i dati relativi ai flussi turistici servano a dimostrare che la Destinazione Emilia sta vincendo la scommessa. “Nel 2018 sono cresciuti in modo significativo sia gli arrivi che le presenze in tutte e tre le province della Destinazione – ha sottolineato – Credo che sia il frutto di un ottimo lavoro di squadra che ha saputo coinvolgere amministrazioni pubbliche e operatori privati, valorizzando, per la prima volta in modo coordinato, le eccellenze e le potenzialità dell’Emilia occidentale”.

“L’obiettivo di tutti è quello di fare in modo che il 2020, anche grazie all’opportunità offerta da Parma Capitale italiana della Cultura, possa stimolare una crescita ulteriore dal punto di vista turistico e una ancora più forte collaborazione tra i territori di Parma, Reggio e Piacenza, nel segno di Emilia 2020”.

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