“Erba alta un metro”, difficili taglio e raccolta. E il Comune cambia l’appalto del verde foto

Costretto a cambiare l’appalto in corso d’opera per la manutenzione delle aree verdi, perchè l’erba troppo alta non consente alla ditta aggiudicataria di lavorare in condizioni adeguate. In alcuni casi si è dovuto rinunciare anche allo smaltimento dei materiali tagliati.

E’ la scelta obbligata del Comune di Piacenza, a causa delle condizioni in cui si è trovata ad operare la cooperativa sociale “L’Orto Botanico” che si è aggiudicata nel maggio scorso uno dei lotti in cui è suddivisa la città per il taglio dell’erba.

Per correre ai ripari, l’amministrazione comunale è ricorsa a una determinazione dirigenziale datata 6 agosto, che fa seguito ad un’accurata perizia del direttore dei lavori. E se non c’è un aggravio dei costi – ammette la relazione – è solo perchè sono compensati dai mancati sfalci dell’erba dei mesi precedenti, quando l’appalto non era ancora stato assegnato.

Nel provvedimento si ammette che “all’avvio del servizio di taglio dell’erba (assegnato nel maggio scorso a L’Orto Botanico ndr) le aree verdi si sono presentate in una situazione abbastanza degradata, causata da mancati sfalci precedenti e da persistenti condizioni di maltempo” (nella foto sotto gli esempi forniti della perizia).

erba alta perizia comune

“Ciò ha impedito il corretto funzionamento dei macchinari – prosegue la relazione tecnica – muniti di aspiratore per raccolta del materiale di risulta e ha comportato la necessità di rinunciare all’asportazione e allo smaltimento in alcune aree, optando per la pratica del “mulcing”, con sminuzzamento e rilascio in sito degli stessi, omogeneamente distribuiti”.

“Si rende pertanto necessario procedere – precisa la determina – alla formulazione di nuovi prezzi, da una parte per decurtare la mancata esecuzione della raccolta della vegetazione nelle aree dove tale attività è obbligatoria, dall’altra per riconoscere all’appaltatore il maggior onere derivante dall’esecuzione dei primi sfalci della vegetazione con altezza oltre cm 50″.

Il direttore dell’esecuzione del contratto ha dovuto così “ordinare all’aggiudicatario l’esecuzione delle operazioni di sfalcio dei tappeti erbosi senza alcuna interruzione del servizio, che avrebbe causato – precisa il provvedimento dell’amministrazione comunale – l’aggravarsi delle criticità esplicitate per il continuo accrescimento della vegetazione e conseguente danno economico e di immagine per l’ente, peggiorando inoltre le condizioni di igiene pubblica, innescando un pericolo per la pubblica incolumità”.

Per questo motivo, “allo scopo di far fronte alle nuove contingenze verificatesi in corso d’opera per cause impreviste ed imprevedibili nella fase progettuale, inerenti la natura e la specificità del servizio in appalto, ha ritenuto opportuno iniziare le attività necessarie ad approntare una perizia di variante in corso d’opera, senza interruzione dei lavori”.

Nella perizia tecnica disposta dal Comune c’è scritto: “Le aree verdi su cui si sta intervenendo si presentano, in generale, in una situazione abbastanza degradata, causata da mancati sfalci precedenti; l’altezza della vegetazione è in tutti i casi maggiore di cm 50 superando, a volte, il metro”.

Il primo taglio dell’erba risulta quindi molto difficoltoso ed oneroso – viene ammesso – per l’appaltatore, costretto ad eseguire più passaggi con le macchine operatrici per il raggiungimento dell’obiettivo”.

I nuovi prezzi da applicare per il primo taglio dell’erba del lotto n. 1 si ottengono – viene specificato – pertanto detraendo ai prezzi di appalto il 22,22% per la mancata raccolta dell’erba per le aree dove è obbligatorio, aumentando il valore ottenuto del 152% per il maggiore onere derivante dal taglio dell’erba di altezza fino a cm 100 e del 243% nei casi in cui l’erba abbia superato i cm 100 di altezza ed applicando il ribasso d’asta offerto dall’appaltatore del 12,55%”.

“Le modifiche non comportano un aumento dell’importo dell’appalto – si precisa nella relazione – , in quanto i maggiori costi derivanti dal primo taglio dell’erba sono compensati dai mancati sfalci del periodo antecedente dal quale risulta un importo di perizia, per l’anno 2019, di 444mila euro e 193,50, pari all’importo di progetto”.

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