I paesaggi fragili al centro dell’International Summer School: studenti da tutto il mondo a Piacenza

Workshop progettuale, ciclo di conferenze, mostre. OC Open City International Summer School – il workshop di architettura e disegno urbano, organizzato al Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano – celebra la sua decima edizione con un programma ancora più ricco e intenso.

Si inizia martedì 27 agosto 2019; da lì, per 15 giorni fino al 12 settembre (quando è programmata la chiusura dell’evento), il Campus Arata e la Caserma della Neve – le due sedi piacentine del Politecnico – diventeranno il cuore pulsante della cultura architettonica internazionale richiamando studenti, docenti e studiosi da tutto il mondo.

Rispetto alle edizioni precedenti, quella del decennale conferma il format che ha reso l’iniziativa uno dei laboratori intensivi di progettazione architettonica più apprezzati e riconosciuti a livello internazionale. E contemporaneamente propone eventi ed appuntamenti che alzano ulteriormente il livello qualitativo dell’offerta didattica e culturale. Tra questi si distingue la mostra OCiam, un confronto di idee e posizioni su una tematica attualissima, in Italia e non solo, come quella delle fragilità territoriali: si tratta di un evento unico e inedito, a cui partecipano – con manifesti e visioni – grandi nomi dell’architettura e del paesaggio a livello internazionale.

Gli studenti, oltre 100, sono divisi in gruppi e lavorano in stretta sinergia con docenti e giovani architetti, in tutto circa 30; ognuna delle 3 settimane si conclude con un momento di revisione collettiva e di discussione sulle proposte presentate, nell’ottica di un’ampia condivisione del percorso stesso. Circa il 90% degli studenti frequentanti la Summer School è straniero, 10 sono le nazionalità rappresentate. Molti di loro provengono dall’Asia, come i 2 giovani architetti che frequenteranno le aule del Campus di Piacenza del Politecnico nell’ambito di una collaborazione pluriennale con il Khazanah Nasional Berhad, una fondazione governativa malese.

Anche il panel dei relatori parla internazionale con ben 9 lecturers su 14 stranieri. Oltre ai paesi europei, è ben rappresentato il Sudamerica con Carlos Campos (docente argentino) e Alfredo Brillembourg (architetto e professore di origini venezuelane). Stranieri anche i due co-direttori – voluti dalla fondatrice di Open City Guya Bertelli -, lo svizzero Pierre-Alain Croset (professore al Politecnico) e lo spagnolo Carlos Garcia Vazquez (che invece insegna a Siviglia).

Ancora una volta, Piacenza e il suo territorio diventeranno oggetto e caso-studio delle sperimentazioni progettuali. In particolare i gruppi di lavoro saranno chiamati a confrontarsi e a proporre soluzioni per una serie di aree critiche, caratterizzate da emergenze ambientali, sociali ed infrastrutturali. Luoghi cioè dove l’architettura è chiamata ad innescare processi virtuosi di recupero, riuso e riciclo. Durante i giorni della Summer School i progetti saranno visibili in un bel percorso espositivo allestito all’interno del Padiglione Bacciocchi del Campus Arata.

Il tema di quest’anno “Fragile Landscapes” (i paesaggi fragili) affronta una discussione assolutamente contemporanea a livello internazionale. I paesaggi fragili sono i paesaggi delle crisi sociali, delle emergenze ambientali, delle nuove forme produttive; lo sguardo che la Summer School rivolge a Piacenza è uno sguardo ampio e curioso, che traduce in progetti locali fenomeni e questioni generali. In questo senso il workshop è parte integrante del programma Dipartimento di Eccellenza, che il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano dedica nel quinquennio 2018-2022 alle Fragilità Territoriali con un’intensa attività di ricerca.

In particolare, nel workshop di quest’anno, i gruppi di lavoro saranno chiamati a proporre soluzioni architettoniche e paesaggistiche per una serie di aree critiche del territorio piacentino, che la direzione della Summer School ha selezionato attraverso 3 categorie: nuove periferie, luoghi delle emergenze, spazi condivisi e nuovi cicli di vita.

I numeri dell’edizione 2019 di Oc Open City parlano di 120 ore di workshop nei 15 giorni di attività, 8 conferenze di architettura, 2 presentazioni di pubblicazioni (il numero 168 della rivista Lotus e il libro di ricerca “Paesaggi Fragili”), 3 discussioni generali sui progetti, l’inaugurazione ufficiale delle mostre con l’intervento degli autori, il dialogo aperto a concludere la giornata di giovedì 12 settembre. Circa 80 i docenti e gli studiosi che interverranno durante le giornate.

L’obiettivo della direzione è il “massimo coinvolgimento della città di Piacenza, nelle sue molteplici realtà”. Tutti gli enti locali, così come molte forze economiche ed associative, sono ormai partner consolidati della Summer School. Tutti gli appuntamenti sono aperti ai cittadini e sono accreditati come momenti di formazione professionale da parte dell’Ordine degli Architetti di Piacenza. Quest’anno le mostre allestite nei Padiglioni del Campus Arata sono un ulteriore strumento che l’appuntamento ha sviluppato proprio nell’ottica di realizzare una stretta sinergia tra le attività di didattica e di ricerca che vengono svolte all’interno dell’università con la città, proponendo numerose forme di collaborazione possibili.

Sito web: www.intschool.polimi.it

IL CALENDARIO CON IL PROGRAMMA

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