“Il benessere a monte crea benessere a valle” Il dibattito a Cerignale

Un piccolo borgo immerso nel paesaggio, suggestistivo e benifico, dell’Alta Valtrebbia. Cerignale (Piacenza) diventa grande protagonista del festival letterario “Transumanza-Libri e lettori in movimento”, nato dall’idea delle librerie piacentine “BookBank -libri d’altri tempi” e “Fahrenheit 451”. Un programma fervido di argomenti, con personaggi di rilievo del mondo giornalistico e letterario.

Ma soprattutto il grazioso borgo montano, uno dei più piccoli comuni piacentini – 123 abitanti -, si fa orgoglio e primato nazionale, con la nuova centralina idroelettrica a emissioni zero di carbonio. Grazie all’azione costante di un sindaco, Massimo Castelli, presidente dei piccoli comuni Anci, capace di promuovere, in sinergia con il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, raccordo virtuoso tra zone di margine e centro. Costruendo comunità, progettando servizi, valorizzando le persone che della comunità fanno parte: perchè il margine diventi centro e il vuoto si riempia di vita.

Non a caso, venerdì 9 agosto, giornata di anteprima del Festival (forse la più importante)-  successiva all’inaugurazione della mostra fotografica “Il coraggio delle donne” di venerdì 3 agosto – si è intitolata “Il margine si fa centro”. Con l’inaugurazione della nuova centralina comunale, Cerignale diventa infatti paradigma di un auspicabile, urgente cambiamento nazionale, modello all’avanguardia di quella che il sindaco Castelli definisce efficacemente “necessaria rivoluzione ideale”. Incentrata su tutela dell’ambiente e valorizzazione del territorio. Realizzate a partire da “politiche comunitarie”, risparmio energetico e “solidarietà sociale”; preziose eredità del passato. “Perchè – sottolinea Castelli – cambiamento climatico, dissesto idrogeologico sono problemi e responsabilità di tutti. Nessuno può sentirsene esonerato”.

Prima dell’inaugurazione della nuova centralina, un traguardo straordinario raggiunto grazie ai contributi regionali, quattro premi a quattro grandi “amici dei borghi”. Stessi amici e grandi personaggi che poi si sono confrontati in una stimolante tavola rotonda, al centro di una piazza di paese raccolta e partecipe. Di quelle che ci vorrebbero un po’ più spesso.

Una vecchia bilancia al giornalista e scrittore Michele Serra, “maestro della comunicazione equilibrata”, un antico attrezzo agricolo a Carlin Petrini, presidente di Sloow Food, un martello ad Ermete Realacci, firmatario di una legge a suo nome su tutela e valorizzazione dei piccoli comuni, che dopo 15 anni dalla sua nascita deve ancora vedere piena attuazione. Un’ascia poi al presidente della Regione Stefano Bonaccini, che con vari provvedimenti approvati e ancora da ratificare cerca concretamente di salvaguardare e rilanciare il nostro patrimonio appeninico.

Poi il dibattito in piazza. Tanti punti di vista, simili e a volte distanti tra loro moderati dall’editorialista delle Corriere della Sera Gian Giacomo Schiavi, sul futuro delle aree marginali, svantaggiate dalle natura e dal clima, ma ricche di risorse. Dalla molteplicità dei punti di vista emerge un importante concetto comune, trasversale: il benessere a monte crea benessere a valle. Permette di coniugare l’esigenza della velocità, con la riscoperta della lentezza, le Smart Cities con i piccoli borghi comunitari, pure moderni e conessi a Internet. Per attenuare una diffusa e pericolosa tendenza attuale: il rancore di molti contro il benessesere di pochi.

Un confronto quello nella piazza di Cerignale dove oltre a essere presenti i quattro premiati “amici dei borghi”, non sono mancati il presidente del Consorzio Aster Aldo Bonomi e Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica.

Ma non possiamo non ricordare tra i proganisti il fondatore di Slow Food Carlin Petrini, dirompente con il suo intervento. È ora di contrastastare – ha detto- “la tendenza per cui c’è gente ricca che mangia prodotti di qualità fatti da poveri, mentre c’è gente povera che consuma cibo scadente prodotto da ricchi. Per farlo servono comunità, comunità unite da legami affettivi. Proprio per questo le aree di montagna vanno valorizzate, con politiche fiscali, servizi, investimenti adeguati, per poter essere ripopolate dai giovani con il sorriso”.

“Ma perchè i ragazzi possano seriamente decidere di tornare alla terra, prima di tutto bisognerebbe pagare il giusto prezzo ai contadini -sottolinea -. E comunque – continua – non è facile promuovere comunità oggi, in un Paese come questo, che sembra non sapere più cos’è la compassione verso i meno fortunati”. Qui il il riferimento agli sventurati, tragicamente inghiottiti dal Mediterraneo o travolti dalla crisi climatica, si fa esplicito. Ma il fondatore di Sloow Food conclude con una nota positiva: l’annuncio di un nuovo presidio slow food. La “fagiolana di Cerignale”, unicum nel paese e nel piacentino.

Ma come la Regione Emilia Romagna valorizza concretamente i suoi borghi? Con le risorse destinate dal presidente Bonaccini a piccole imprese montane, per creare fiscalità di vantaggio con il dimezzamento dell’Irap. Con 3000 euro a una coppia che decida di venire a vivere in montagna acquistando casa. 18 milioni e mezzo di euro per abbattere le rette degli asili nido. Altri progetti ancora da compiere, tra cui quello dell’Università della Montagna, per tutelare luoghi essenziali all’equibrio del Pianeta.

A fine giornata, il taglio del nastro davanti alla centralina idroelettica comunale, con sindaco e presidente della Regione. Una potenza media dell’impianto pari a 16, 82 KW, tutta a carbonio zero. E l’Italia ce la farà?

Micaela Ghisoni

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