L’appello di Stefano Torre per salvare il Museo della Poesia “Spero rimanga in vita”

Stefano Torre, eclettico personaggio noto per essersi candidato sindaco di Piacenza con proposte surreali e provocatorie, ha tenuto nella giornata di domenica 11 agosto a Cortemaggiore, nel chiostro del convento dei Frati, un comizio a favore del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, che sta rischiando la chiusura per mancanza di fondi.

Stefano Torre

Durante il suo intervento, Torre, in maniera provocatoria e chiaramente ironica, “ha parlato male della poesia, proponendo di bruciare nel vulcano, che vuole fare a Borgoforte, tutte le poesie del mondo”.

“L’unica cosa che conta è produrre denaro – ha tuonato dal palco – il resto sono solo baggianate”. Ed alla fine del comizio, maledicendo “la mostarda ed i poeti”, Torre ha strappato, pagina per pagina, un libro di poesie di Massimo Silvotti, direttore del piccolo museo della poesia di Piacenza.

A microfoni spenti, Torre, tornando serio, ha detto che “Massimo Silvotti, quello che nel comizio ho definito un demone ed un laido, in realtà è un uomo capace di catalizzare emozioni, un uomo che mi rende orgoglioso di essere un suo concittadino. Il mio auspicio è che davvero il Piccolo Museo della Poesia possa rimanere in vita, continuando a regalare alla nostra città, splendidi momenti di approfondimento e di analisi dell’opera poetica come intreccio tra discipline diverse”.

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