“Messaggio di Mulas a un calciatore della Lucchese”, Piace deferito. La società “Ci tuteleremo”

Un “messaggio vocale” a un calciatore della Lucchese prima della gara Entella – Lucchese dello scorso marzo (terminata 1-1), “allo scopo di trarre un vantaggio per il Piacenza”.

E’ quanto viene contestato a Giulio Mulas, all’epoca dei fatti calciatore del Piacenza, che è stato deferito dal Procuratore Federale, insieme alla stessa società biancorossa per responsabilità oggettiva, al Tribunale Federale Nazionale.

Ecco la comunicazione ufficiale della Figc: “La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica che il Procuratore Federale, esaminati gli atti e valutate le risultanze dell’istruttoria espletata, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare:

per violazione dell’art. 1bis, comma 1, del previgente C.G.S.:

– Il Sig. MULAS Giulio, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la società Piacenza Calcio 1919 S.R.L. per avere, prima della gara ENTELLA – LUCCHESE del 26/03/19, disatteso l’obbligo di comportarsi secondo i principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva, comunicando con il calciatore della Lucchese, Alessandro Provenzano, attraverso un messaggio vocale, allo scopo di trarre un vantaggio per il Piacenza;

Per violazione dell’art. 1bis, comma 1, del previgente C.G.S. e dell’art. 4, comma 2, del previgente C.G.S., in ordine agli addebiti contestati al proprio tesserato MULAS Giulio;

– la società Piacenza Calcio 1919 S.R.L. a titolo di responsabilità oggettiva per quanto ascritto al proprio tesserato Mulas Giulio”.

LA REPLICA DEL PIACENZA “ENORME STUPORE, TUTELEREMO LA NOSTRA IMMAGINE” – Non è tardata ad arrivare la replica del Piacenza Calcio, che in un comunicato afferma di aver appreso del deferimento “con enorme stupore”.

“La società – proseguono – ha già dato mandato ai propri legali affinché venga dimostrata la totale estraneità del club rispetto alle contestazioni mosse al proprio ex tesserato, dal quale prende le distanze in maniera netta ed inequivocabile. La società, sicura della bontà del proprio operato, sempre contraddistinto da lealtà, probità e correttezza sportiva, tutelerà la propria posizione ed immagine nelle opportune sedi in ogni stato e grado”.

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