Nel 2019 25 morti sul lavoro in Emilia Romagna, 4 a Piacenza. Ugl “Servono misure ad hoc”

“Dall’inizio dell’anno 455 morti sui luoghi di lavoro in tutta Italia, da Nord a Sud, una triste conta che include i morti sulle strade e in itinere ed anche le persone schiacciate da mezzi meccanici, come il trattore. Cifre pubblicate sul web dall’ Osservatorio Indipendente di Bologna, l’unico  in Italia a tenere in tempo reale  dal 1° gennaio 2008 questa dolorosa statistica”.

A riferirlo il sindacato Ugl: “Numeri agghiaccianti che non possono e non devono lasciare indifferenti” – afferma il segretario generale regionale Tullia Bevilacqua, che annuncia “iniziative per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni contro questa annosa piaga”.

In Emilia-Romagna, nel 2019, ben 25 “morti bianche”, il picco a Parma (6 decessi), poi Piacenza e Bologna (4 ciascuna), Reggio Emilia (3), Ferrara , Forlì – Cesena e Modena (a 2 l’uno) infine Rimini e Ravenna (1). Un calcolo – viene sottolineato – che non tiene conto dei decessi in itinere e sulle strade, tutti gli anni più del doppio in ogni provincia.

La tendenza del 2019 è di un aumento generale dei casi del 5,9%. Nel 2018 – anno record in negativo (+10%) – si sono contati 702 morti sui luoghi di lavoro, oltre 1450 se si includono anche i morti sulle strade e in itinere. Negli ultimi 11 anni sono morti quasi 15.000 lavoratori, come se fossero scomparsi nel nulla tutti gli abitanti di una cittadina emiliana come Sasso Marconi.

“Ma se contiamo anche gli infortuni sul lavoro – aggiunge Tullia Bevilacqua – abbiamo un quadro ancora più preoccupante: secondo dati Inail nei primi sei mesi del 2019 sono state 323.831 le denunce di infortunio presentate in tutta Italia e 32.575 i casi di malattia professionale accertata, in aumento nel Nord Est. Il rischio di morte coinvolge soprattutto uomini over 54 e si contano percentuali in crescita anche tra stranieri e giovani. E’ una piaga che si deve risolvere una volta e per tutte”.

Il tema è al centro dell’azione sindacale regionale e nazionale del sindacato confederale Ugl – che negli ultimi anni ha dedicato la ricorrenza del 1° maggio proprio ai caduti sul lavoro – che propone “incentivi e misure che accrescano la prevenzione degli infortuni”, la “creazione di un giusto equilibrio normativo del Testo Unico con la semplificazione degli oneri burocratici e formali a carico delle piccole e micro aziende, nel connubio con le garanzie di sicurezza nei luoghi di lavoro e la formazione continua dei dipendenti, all’interno di un quadro ispettivo e sanzionatorio certo e rafforzato da adeguate risorse statali”.

E in Emilia-Romagna il segretario generale regionale Bevilacqua chiede agli organismi competenti che si adottino “maggiori e più efficaci controlli” e ci si “adoperi nelle sedi preposte a promuovere con ogni mezzo la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro per arginare e possibilmente azzerare questa dolorosa piaga sociale e professionale”.

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