Nuovi giocatori e nuovo modulo, che Piace sarà? L’analisi

Sta per prendere il via il nuovo campionato di serie C che vede il Piacenza schierato in pole position per la corsa alla promozione sfuggita all’ultimo secondo. Per introdurci nella nuova stagione calcistica, che comincia domenica a Vicenza per i biancorossi (contro la neopromossa Arzignano), ci affidiamo alle riflessioni di Luigi Carini.

C’è chi sostiene che ad Arnaldo Franzini è stata affidata una Ferrari con cui vincere la corsa alla serie B. A parte il fatto che anche le Ferrari spesso e volentieri si fanno superare dalle Mercedes (e non solo), la veridicità dell’affermazione la darà, come sempre, solo ed esclusivamente il campo, le cui risposte si snodano in 38 episodi (o giornate).

LA CAMPAGNA ACQUISTI – In effetti è stata, e non è ancora finita, sontuosa ed indubbiamente degna di chi nutre ambite aspirazioni, ma, a nostro avviso, sarebbe opportuno mantenere una certa cautela nelle aspettative perché la squadra ha operato diversi cambiamenti sia nelle individualità che nel gioco. Franzini, a cui va tutta la nostra stima, ha operato varianti nel consueto modulo tattico. Specie a centrocampo la manovra è più elaborata a sostegno degli attaccanti (due con un trequartista) e i giocatori tecnicamente dotati non mancano. Questo dovrebbe consentire un rifornimento più consistente alle punte con conseguenti possibilità di andare alla conclusione.

Quando, poi, queste punte si chiamano Cacia, Paponi, Forte e Sylla, l’ottimismo è d’obbligo, anche se l’efficacia della manovra dipenderà dall’affiatamento fra i reparti e dalla condizione atletica: fattori entrambi bisognosi di tempo. In difesa, invece, al momento si accusa ancora la partenza di un giocatore di livello come Bertoncini, lacuna che certamente sarà colmata con l’arrivo di un difensore centrale da affiancare a Pergreffi.

Il precampionato, Coppa Italia compresa, ha evidenziato una certa difficoltà nella manovra, ancora lenta e prolissa, ma ampiamente giustificabile dalla condizione atletica ancora precaria e dalla ricerca dell’affiatamento; entrambi problemi destinati a risolversi. La rosa a disposizione di Franzini è notevolmente migliorata sul piano tecnico e ciò consentirà all’allenatore risorse tattiche diverse in funzione del momento e dell’avversario, quello che potrebbe preoccupare è l’età complessiva della squadra i cui due maggior esponenti, Cacia e Sestu, hanno 36 anni, mentre anche gli altri componenti dell’ossatura non sono certi giovanissimi (con sei giocatori oltre i 30 anni). Il fatto che per ricevere i contributi federali occorre schierare almeno 4 giovani potrebbe provocare problemi di formazione.

LE AVVERSARIE – Una nostra consuetudine estiva è quella di ritagliare le previsioni sul campionato di squadre e giocatori per la stagione entrante: rileggerle a fine stagione è vero divertimento per le cantonate che si prendono. Anche noi ci proviamo facendo una panoramica del girone B, dove quest’anno è stato messo il Piacenza.

Sicuramente la squadra biancorossa viene considerata tra le più accreditate per la promozione. Ne ha la facoltà. Questa, però, può risultare un’arma a doppio taglio. Diventa un vantaggio se può dare consapevolezza dei propri mezzi e quindi quella autorità che si definisce mentalità vincente; guai se portasse, invece, a quella presunzione secondo cui è sufficiente la superiorità tecnica per vincere le partite. Cuore, capacità di sacrificio ed umiltà sono gli ingredienti indispensabili per raggiungere qualunque obiettivo.

Nei pronostici dei tecnici un gradino sopra al Piacenza sta la Triestina. Quindi il blasone suggerisce Modena, Reggiana, Cesena, Vicenza e Padova le cui operazioni di mercato non hanno certo fatto scalpore perché, alcune di loro sono alle prese con problemi societari che potrebbero risolversi in tempi brevi e quindi cambiare volto alla squadra. Possibili sorprese potrebbero arrivare dalla giovane Feralpi Salò, da qualche anno sempre tra le migliori, dal Sud Tirol, squadra che gioca un calcio elegante su alti ritmi, dall’Imolese (che ha in rosa giovani dotati ed affiatati) e dalla Sambenedettese, storicamente nostra ostica rivale.

Quindi viene il gruppo delle così dette outsider, ovvero quelle che non godono i favori dei pronostici ma che potrebbero essere le sorprese; come ad esempio il Carpi, dal recente passato nelle massima serie, o il Ravenna. Non vediamo, invece, nel ruolo di protagoniste le marchigiane Vis Pesaro e Fano o l’umbra Gubbio o la terza squadra di Verona. Rimane la neo promossa Arzignano, di cui faremo la conoscenza domenica prossima.

Luigi Carini

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