Prima candelina per il servizio di elisoccorso notturno, dieci interventi nel piacentino

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Spegne la sua prima candelina il sistema di volo notturno in coincidenza con la ricorrenza dell’incidente di Charlie Alpha che, seppur in modo tragico, ha cambiato la cultura della sicurezza del soccorso aereo. Il ricordo delle vittime, a partire da quel terribile 18 agosto in cui si trovavano in missione per soccorrere un ferito sull’appennino reggiano, accende l’attenzione sugli standard di sicurezza dei trasporti dei pazienti in condizioni di emergenza-urgenza.

Dal 15 agosto 2018, infatti, il soccorso in elicottero utilizza una speciale tecnologia, chiamata NVG: Night Vision Goggles. Si tratta di particolari visori ad intensificatore di luce installati sui caschi dei piloti che permettono, di notte, modalità operative analoghe a quelle del pieno giorno. Si moltiplica in questo modo la possibilità di intervento, rendendo possibile anche in condizioni di oscurità salvare una vita o rendere meno negativa una prognosi.

10 nella nostra provincia le chiamate arrivate alla Centrale operativa 118 durante la notte che hanno ricevuto i soccorsi in elicottero, a cui si sommano le 11 richieste da Parma e le 22 da Reggio Emilia, per un totale di 43. L’equipaggio in aria consiste in un medico anestesista-rianimatore e due infermieri, uno dei quali addetto alla comunicazione con la centrale; un controllore del volo segue i continui spostamenti delle coordinate del mezzo da terra, anticipando tutte le informazioni necessarie per un viaggio sicuro e un efficace atterraggio, una ricerca rapida del malato, le prime cure e la ripresa del volo alla volta dell’ospedale più adatto per accoglierlo.

I numeri sono stati diffusi in occasione della commemorazione dei componenti dell’equipaggio Charlie Alfa, che persero la vita durante una missione di soccorso: il pilota Claudio Marchini, il medico anestesista Annamaria Giorgio, gli infermieri Corrado Dondi e Angelo Maffei. L’incidente avvenne alle 8.20 del 18 agosto 1990, quando l’elicottero EHCA Charlie Alpha precipitò sul monte Ventasso, a causa della nebbia fitta, dopo essersi alzato in volo dalla base dell’Ospedale Maggiore di Parma per soccorrere un ferito nell’Appennino reggiano.

L’ELISOCCORSOAttivo a Parma da oltre 30 anni, il servizio di elisoccorso, integrato su base regionale,  si avvale di quattro mezzi, di cui tre  dislocati presso gli eliporti delle Centrali operative 118 Emilia Ovest (Parma), Emilia Est (Bologna), Romagna (Ravenna). Il quarto, dotato di verricello per il soccorso alpino, è di stanza a Pavullo nel Frignano. L’elisoccorso della Centrale Emilia Ovest effettua servizio anche nelle zone di confine delle province di Mantova, Cremona, Lucca e Massa.

Nel caso dell’elisoccorso di Parma si registra un progressivo aumento degli interventi verso le zone di confine della bassa Lombardia, superando i limiti dei confini sulla scorta di un Protocollo d’intesa sottoscritto quasi tre anni fa con le Regioni di confine, nell’ottica che il paziente non ha confini e che le risorse devono essere impiegate attraverso l’integrazione operativa delle reti degli elisoccorsi regionali. Nei primi sette mesi del 2019 sono già 24 le missioni eseguite oltre confine regionale con un trend in ulteriore incremento.

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