Sgominato il “racket dei calzini”, 12 arresti per minacce e estorsioni nelle aree di servizio

Avvicinavano clienti nelle stazioni di servizio di Somaglia, San Zenone e Fiorenzuola con la scusa di vendere calzini e collant e davanti al rifiuto rispondevano con aggressioni, minacce e estorsioni, arrivando addirittura a strappare i soldi di mano ai malcapitati.

Quella scoperta dalla Procura di Piacenza, insieme alla Polstrada di Guardamiglio e dal nucleo di polizia giudiziaria, è una vera e propria organizzazione criminale: il bilancio dell’operazione parla di 32 persone identificate, tutte originarie della Campania, e di 12 arresti, cui andrebbe aggiunto un ulteriore provvedimento emesso nei confronti di una persona deceduta nel frattempo.

Ad illustrare l’attività di indagine il sostituto procuratore Matteo Centini e Patrizia Villano, dirigente della polizia stradale di Lodi. I primi episodi segnalati risalgono al 2013, le modalità di azione sono più o meno le stesse: avvicinare un automobilista in sosta nelle aree di servizio, proponendo l’acquisto di calzini o collant a prezzi esorbitanti. Davanti al rifiuto, il malcapitato veniva accerchiato da 3 o 4 persone e “convinto” a cedere i soldi, dai 10 ai 50 euro, che in alcuni casi gli venivano strappati direttamente di mano con minacce di vario tipo, volte a intimorirlo. Si è arrivati anche ai danneggiamenti alle auto, con specchietti staccati, e alle violenze fisiche.

Centini Villano

Le intimidazioni non si fermavano ai soli clienti, ma arrivavano anche al personale delle stazioni di servizio, che – ha spiegato Centini – hanno visto in alcuni casi calare il volume di affari del 40% perché si era ormai diffusa la notizia della presenza costante di queste persone, con recensioni negative pubblicate su Tripadvisor.

“Agivano come un gruppo criminale organizzato – sottolinea il sostituto procuratore -, che sostava in alberghi e motel della zona, fingendosi operai e rifiutandosi di pagare dopo i pernottamenti. In un caso, nel Pavese, si sono trattenuti in quattro per una settimana a mezza pensione, rifiutandosi di pagare il conto con minacce al titolare, spaventato a tal punto da non voler neppure sporgere denuncia. Vista la tipologia di reato, abbiamo proceduto di ufficio”.

“Il fenomeno nasce nel 2013 – ha aggiunto la comandante Patrizia Villano -, con l’arrivo nella stazione di San Zenone di poche persone, per l’attività si è estesa su Lodi, Somaglia, Fiorenzuola d’Arda e Piacenza. Si tratta di pregiudicati campani che operano come una vera e propria associazione a delinquere, all’interno della quale ciascuno ha un proprio ruolo. Per lungo tempo hanno creato allarme e timori, anche nel personale delle aree di servizio, arrivando a minacciare il direttore di una di queste perché aveva imposto ai propri dipendenti di non scambiare i soldi a questi soggetti; in un altro caso hanno aggredito un cliente fratturandogli il setto nasale, una lesione con 30 giorni di prognosi. Erano convinti della propria impunità, ignorando le sanzioni per commercio abusivo e i fogli di via, perché era un’attività fiorente: abbiamo stimato che ciascuno di loro riuscisse a “guadagnare” dai 200 ai 300 euro al giorno e abbiamo sequestrato 7mila paia di calzini”.

Si è arrivati così all’arresto di 12 persone, con le ordinanze emesse dal Gip Stefania di Rienzo: tre di loro sono state fermate nei giorni scorsi nelle aree di sosta di San Zenone e di Fiorenzuola D’Arda. Alle prime ore del mattino avevano già racimolato oltre 500 euro.

Murelli e Pisani (Lega): “A Piacenza non c’è spazio per le bande di delinquenti” – “L’operazione della procura della Repubblica e della polizia stradale ha dimostrato ancora una volta che a Piacenza non c’è spazio per chi prevarica, minaccia, usa violenza. Ancora una volta una banda di delinquenti è stata spazzata via dalle strade”.

I parlamentari piacentini della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani, si complimentano con i magistrati e gli agenti di Polizia che hanno smantellato e arrestato una pericolosa gang, composta di 12 persone senza scrupoli che taglieggiavano i cittadini e i dipendenti delle aree di servizio in autostrada. A tutti è stata contestata l’associazione per delinquere.

“Una banda di predoni – affermano – che agiva con modalità ottocentesche aggredendo i viaggiatori. Con la recente approvazione del Decreto sicurezza bis abbiamo voluto dare più garanzie ai cittadini e più tutele alle Forze dell’ordine che ogni giorno in strada devono affrontare una criminalità spesso organizzata e sempre più agguerrita”.

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