“Venite a controllare i giardinetti di Gossolengo” Da una segnalazione l’operazione antidroga con 46 provvedimenti

“Venite a controllare i giardinetti di Gossolengo, spesso c’è una macchina sospetta che si ferma in zona”.

Da questa semplice segnalazione, fatta da un cittadino ai carabinieri di Rivergaro (Piacenza), è partita la complessa operazione “Giardino” che ha tenuto impegnati i militari per 8 mesi, da dicembre 2018 a luglio 2019, portando a 46 provvedimenti, tra arresti (di cui 17 in flagranza di reato), obbligo di dimora e di firma, denunce. Provvedimenti tutti legati allo spaccio di droga, con il sequestro di 3 chili di sostanze stupefacenti.

A fornire i dettagli dell’operazione, già anticipata nei giorni scorsi, il colonnello Marco Iannucci, alla guida del reparto operativo dell’Arma, il comandante della compagnia di Bobbio, capitano Gianluca Muscatello e il comandante della stazione di Rivergaro, luogotenente Roberto Guasco. “Il comando di Piacenza – sottolinea il colonnello Iannucci – ha eseguito un’operazione molto corposa, che ha portato nei giorni scorsi a 24 provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria, con 16 persone arrestate e altre 8 sottoposte a misure quali l’obbligo di dimora, la presentazione all’autorità giudiziaria e il divieto di allontanarsi di casa nelle ore notturne”.

Ma il bilancio di questa attività è ancora più ricco per quanto riguarda l’Arma, riuscita a sgominare un giro di spaccio di droga a più livelli, con lo stupefacente che da Milano giungeva a Piacenza, fino alla bassa Valtrebbia, per un totale di circa 600 clienti. “Lo spaccio di droga – ha detto il capitano Muscatello – avvelena soprattutto la nostra gioventù. Per questo motivo ci siamo concentrati soprattutto in luoghi di aggregazione, come la stazione dei bus e le fermate vicino alle scuole, locali e paninoteche frequentate da giovanissimi, dove gli spacciatori si presentavano per fornire ai ragazzi “qualcosa in più”.

Droga carabinieri

Tutta l’operazione, come detto, è partita da una segnalazione arrivata alla stazione di Rivegaro, in cui si invitavano i militari a prestare particolare attenzione ad una vettura sospetta avvistata vicino ai giardinetti di Gossolengo. “L’operazione è proseguita per 8 mesi e siamo riusciti ad arrestare 17 persone in flagranza di reato, denunciarne altre 7, a cui si sono aggiunte altre 5 misure di custodia cautelare. E’ un lavoro enorme – sottolinea Muscatello – per una stazione di 10 persone, frutto del lavoro certosino dei colleghi di Rivergaro. Un’operazione importante, che ha consentito di dare un duro colpo allo spaccio”.

“La nostra attività è partita da questa segnalazione, con i classici controlli, che hanno portato ad intercettare, proprio nella macchina sospetta, il primo “carico” a gennaio – continua il luogotenente Guasco -. Poi abbiamo arrestato un ragazzo minorenne, di origini marocchine e senza fissa dimora, che stava portando in treno a Piacenza mezzo chilo di hashish”. Da lì è stata dipanata la complessa rete di spaccio, al cui centro si trova un gruppo di gambiani, arrivati a Piacenza come richiedenti asilo e usciti dal programma di accoglienza, che aveva il compito di portare in città quantità consistenti di droga, dal mezzo chilo di hashish in su, per rifornire poi altri due gruppi di spacciatori, rispettivamente nordafricani e piacentini.

“I gambiani erano i venditori – spiega sempre Guasco -, avevano una complessa rete di vedette con le quali comunicavano lungo il trasporto della droga a Piacenza, per evitare di essere scoperti e decidere così se muoversi in treno, in pullman, in taxi piuttosto che con l’aiuto di persone compiacenti”. Da quanto emerso facevano base in una ex cascina vicino a Piacenza Expo, oggetto di un vero e proprio blitz con cani antidroga ed elicotteri, durante il quale è stata sequestrata droga e fermato un ex profugo.

Il gruppo di spacciatori piacentini invece è stato sgominato nel corso di una seconda fare dell’indagine: il presunto “capo” è stato fermato e arrestato al casello di Piacenza Sud: aveva con sè 200 grammi di hashish e 10 grammi di cocaina. La banda, che comprendeva soprattutto spacciatori nordafricani, in arrivo da Milano, a questo punto si è spostata in particolare nella zona di Borgonovo, dove nelle campagne della Bassa Valtidone arrivavano a rifornire dai 100 ai 150 clienti al giorno con cocaina, eroina e hashish. Durante questa attività di indagine i militari hanno arrestato due persone.

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