Vendemmia, Confagricoltura “Nonostante il maltempo buoni i primi risultati in cantina”

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La vendemmia nelle valli piacentine prenderà il via vero e proprio con la fine d’agosto, dopo che la scorsa settimana c’era stata la raccolta di parte delle uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante.

“Il dato di fatto è che le uve vinificate per produrre basi spiumante hanno dato ottimi risultati – commenta Chiara Azzali, presidente della Sezione di Prodotto Vitivinicola di Confagricoltura Piacenza, che con la madre conduce la Tenuta Pernice di Castelnovo Val Tidone, nota azienda con 40 ettari di vigneto e cantina -. Abbiamo ammostato le prime uve di Chardonnay e, come conferma anche l’enologo Stefano Testa, queste basi spumante presentano  un perfetto equilibrio tra grado zuccherino e acidità”.

“Del resto – sottolinea Azzali – avevamo visto anche in fase di raccolta che gli acini erano relativamente piccoli: già questo era un primo indicatore di qualità, poi confermato in cantina”. “In generale, le basse temperature di maggio hanno ritardato l’intera vendemmia di una decina di giorni – prosegue -. Detto questo, c’è poi stato il problema della grandine che ha colpito alcune zone a macchia di leopardo. La Valtidone sembra essere stata abbastanza risparmiata, ad altre vallate è andata meno bene”.

“La mia impressione è che, indipendentemente dalla variabile grandine, non avremo una vendemmia di quantità come lo scorso anno, ma la qualità sarà buona. Certo, vanno valutati una serie di fattori che possono ancora intervenire, in primis meteo e temperature di settembre”.

Concorde anche il parere del componente di Giunta di Confagricoltura Piacenza Eugenio Gandolfi, dell’azienda Vitivinicola La Pusterla di Castell’Arquato, che viene raggiunto telefonicamente proprio mentre sta compiendo un sopralluogo in vigneto con i periti per la stima dei danni da grandine. “La Val d’Arda è stata piuttosto duramente colpita dalle grandinate di luglio e inizio agosto ed in alcuni filari i danni sono seri, ma la vendemmia nel suo complesso non è compromessa – spiega Gandolfi -. E’ stata necessaria tutta la competenza e l’attenzione di chi si prende cura da sempre di una pianta così speciale come la vite per poter ottenere risultati che si attendono essere molto buoni, a partire da condizioni che non risultavano sicuramente ottimali”.

“Il posticipo della vendemmia era già annunciato in partenza, nel momento in cui si è verificato il ritardo in fioritura, la grandine in alcune zone ha poi ritardato di un’altra settimana. La qualità è buona. Si prefigura una vendemmia positiva, sicuramente per i bianchi e per i rossi frizzanti. Dovrebbe essere positiva anche per le riserve, ma bisognerà attendere l’andamento climatico di settembre per potersi esprimere”.

Una considerazione particolare arriva da Davide Valla, presidente dell’associazione Sette Colli di Ziano che evidenzia come spirito di squadra, tecnologia e competenza si siano rivelati fondamentali per avere una gestione ottimale in vigneto a sua volta presupposto per un buon risultato in cantina. “E’ è stato un anno difficile, dal punto di vista meteorologico – ricorda Valla – e nonostante questo le 16 aziende della nostra associazione hanno ridotto i trattamenti in vigneto del 15%. Se fosse stata un’annata senza particolari avversità saremmo potuti arrivare tranquillamente al 40% in meno. Questo è stato possibile grazie a un progetto realizzato con l’Università di Piacenza”.

“‘E stato un impegno importante abbiamo mappato 550 ettari (l’intero territorio di Ziano e le zone limitrofe di Borgonovo) installando 15 centraline dislocate nei vigneti delle aziende aderenti. Queste centraline rilevano tutti i principali dati atmosferici (temperatura, piovosità, irradiazione solare) che vengono spediti all’Università di Piacenza ed elaborati da Horta con il programma vite.net basato un logaritmo messo a punto dall’ateneo piacentino. L’output è un’indicazione precisa sulla probabilità d’infezione e il verificarsi delle patologie. Quindi le aziende possono effettuare i trattamenti non più seguendo il criterio di copertura, come in passato, ma sulla base dell’effettivo bisogno”.

“Grazie a questo progetto, primo in regione e con un solo omologo in Toscana sull’intero territorio nazionale, gli interventi in campagna vengono eseguiti con precisione e tempismo, che sono più importanti della quantità, ed abbiamo risultati migliori in vigneto, proteggendo l’ambiente e con un notevole risparmio economico”.

Nella fotografia Stefano Pizzamiglio de La Tosa di Vigolzone mentre effettua il primo prelievo di acini di Sauvignon per analizzarne e assaggiarne il mosto

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