Al setaccio i dintorni della casa di Sebastiani: le ricerche riprese dalla pianura foto

Proseguiranno fino a giovedì le ricerche dei due scomparsi che anche nella giornata di martedì non hanno sortito alcun risultato di rilievo.

Le squadre miste composte da volontari e forze dell’ordine e coordinate dai carabinieri, 50 persone al mattino e altrettante al pomeriggio, hanno battuto soprattutto l’area circostante la casa di Sebastiani a Campogrande di Carpaneto: ispezionati i canali e i tombini alla caccia soprattutto di indizi ed eventualmente di un corpo.

Da mercoledì con ogni probabilità ci si sposterà di nuovo a monte nella zona di Sariano di Gropparello, per tornare a cercare Massimo Sebastiani. A supporto dei volontari, ci saranno anche le unità cinofile della Guardia di Finanza.

Sono attesi anche rinforzi dei carabinieri provenienti da Bologna.

LE RICERCHE – Sono riprese dalla pianura le ricerche di Elisa Pomarelli e Massimo Sebastiani, scomparsi da ormai otto giorni. Alla ricerca non tanto dell’uomo, quanto di indizi e tracce, ed eventualmente di un corpo.

Dopo la svolta giudiziaria, con la formulazione da parte della Procura della Repubblica di Piacenza dell’ipotesi di omicidio e occultamento di cadavere, e due giorni di pausa, le ricognizioni del territorio sono riprese nella prima mattina di martedì 3 settembre. Il campo base è stato di nuovo insediato nel piazzale del cimitero di Sariano di Gropparello, con impegnati i vigili del fuoco e circa una settantina di volontari “scortati” dai carabinieri e dalla polizia locale.

Il coordinamento delle operazioni è infatti passato all’Arma con una ventina di militari che – insieme a dieci agenti della polizia locale dell’Unione Valnure Valchero – si muovono sul campo per accompagnare le squadre di civili.

Sono state formate sei squadre (nelle foto) miste che stanno battendo la zona circostante l’abitazione di Massimo Sebastiani a Campogrande di Carpaneto. Le perlustrazioni sono dunque ripartite dalla pianura e si sposteranno gradualmente verso le colline. Si stanno ispezionando anche i canali e i tutti i tombini e i pozzi dell’area, alla ricerca di un corpo.

Al termine del vertice di lunedì in Prefettura, il colonnello Michele Piras, comandante provinciale dell’Arma, ha spiegato le nuove modalità con cui si svolgeranno le battute sul terreno in maniera più mirata: “Per ogni squadra di civili ci sarà una pattuglia dei carabinieri (o della polizia locale, ndr) per agire in totale sicurezza”.

“Abbiamo rimodulato la tecnica, faremo ricerche in aree più ristrette – ha precisato – e le approfondiremo di più, operando con un numero inferiore di persone. Ci saranno i vigili del fuoco, il soccorso alpino, la Croce Rossa, le Pubbliche dell’Anpas, le unità cinofile e i carabinieri coordineranno le ricerche e per questa settimana andremo avanti così”.

Piras sulla personalità di Massimo Sebastiani è stato molto chiaro: “Per quello che abbiamo acquisito noi dalle testimonianze di persone che conoscono l’individuo, dalla seria attività svolta, non è emerso un profilo criminale”. Per il momento non ci sarà l’utilizzo di reparti speciali sul terreno: “Non ho ritenuto necessario questo tipo di apporto” – ha puntualizzato il colonnello.

Nella giornata di lunedì i carabinieri dei Ris di Parma hanno eseguito un approfondito sopralluogo all’interno e all’esterno della casa di Sebastiani, alla caccia di elementi utili e tracce di dna.

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