“Bitumificio” di Gossolengo, Callori (FdI) “Nuova valutazione di impatto ambientale”

A Gossolengo (Piacenza) è in arrivo un nuovo impianto di miscelazione del cemento presso la ditta Emiliana Conglomerati, che ha chiesto al Comune una nuova modifica all’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) del 2015.

Lo ha denunciato il comitato ‘No al bitume, Si al Parco del Trebbia’ che da anni si batte per la tutela ambientale.

Attualmente l’area interessata si presenterebbe come una semplice delocalizzazione del ‘Bitumificio’ da San Nicolò a Gossolengo e con la modifica all’AUA richiesta dalla ditta si cercherebbe di autorizzare un nuovo impianto per la miscelazione del cemento, oltre a un frantoio.

Il comitato sospetta che quindi successivamente l’azienda potrebbe chiedere il trattamento dei rifiuti, sottoposto a VIA (Valutazione di impatto ambientale). Sulla precedente richiesta di modifica dell’AUA sussiste un ricorso pendente al Consiglio di Stato presentato dallo stesso Comitato ambientalista e, per il 18 settembre è prevista la Conferenza dei servizi.

Già nel 2015 l’Onorevole Tommaso Foti (FDI), sull’argomento, presentò un atto ispettivo in Regione Emilia-Romagna dove sottolineava che in ragione dell’ubicazione dell’impianto, risulta applicabile l’articolo 10 della Legge Regionale 4 novembre 2009, n. 19, istitutiva del Parco Regionale Fluviale del Trebbia, che testualmente recita: “Non è ammesso l’insediamento di nuovi impianti fissi di trasformazione di inerti nell’ambito del parco e nelle Aree Contigue. Gli impianti previsti dal PIAE vigente alla data di entrata in vigore della presente legge, compresi gli impianti di produzione di conglomerati bituminosi e di calcestruzzi, sono ammessi in Area Contigua alle condizioni stabilite dal PIAE stesso…”

Ora il consigliere Fabio Callori chiede alla Giunta regionale se non valuti l’opportunità di procedere a una Valutazione di Impatto Ambientale, nel merito di eventuali nuovi impianti proprio particolarmente impattanti sull’ambiente naturalistico dell’area.

Il consigliere di Giorgia Meloni, nel rilevare che gli effetti delle forti precipitazioni verificatesi nello scorso mese di luglio in varie zone della provincia di Piacenza “non hanno risparmiato l’area sulla quale dovrebbe sorgere l’impianto (la zona risulta tutta allagata)”, chiede inoltre di avviare “una attenta e meditata valutazione”, visto che l’impianto è e rimane appunto classificato come “industria insalubre di prima classe”.

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