Elezioni regionali, Salvini a Caorso “Si può vincere, Emilia mal governata da anni”

“C’è una sinistra che rientra dalla finestra dopo che gli italiani la hanno buttata fuori dalla porta. Ci sono da liberare intere regioni italiane, come l’Emilia Romagna e l’Umbria, che da decenni sono mal governate. Ciascuno faccia un passo indietro dalla sue ambizioni personali e mettiamo avanti la squadra. Qui si può vincere finalmente, la candidata ha le idee chiare e quindi spero che gli alleati rimangano alleati”.

Così il segretario della lega Matteo Salvini ha parlato ai microfoni dei cronisti nella mattinata dell’8 settembre a Caorso (Piacenza). Quella nel piacentino è solo una delle diverse tappe che il leader del carroccio ha toccato nella due giorni – partita sabato – a sostegno di Lucia Borgonzoni, candidata leghista alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna.

Accompagnati dallo slogan “Tra la gente”, sono stati infatti organizzati in tutto il territorio emiliano-romagnolo i gazebo nei quali la Lega farà conoscere il proprio programma alla cittadinanza.

Matteo Salvini a Caorso

A Caorso, nonostante il maltempo, circa 400 sostenitori sono accorsi anche e soprattutto per sentire lui, Matteo Salvini, che si dichiara pronto, dopo aver perso il ruolo di ministro dell’Interno, a passare al contrattacco contro il nuovo governo.

A partire già da lunedì 9 settembre, in piazza a Montecitorio, in una manifestazione di protesta proprio quando Giuseppe Conte andrà al Parlamento per chiedere la fiducia sul nuovo esecutivo. “Ci sarò – ha fatto sapere Salvini -, sarà una piazza senza bandiere di partito e simboli ma solo di uomini e donne. Poi domenica prossima saremo a Pontida, e il 19 ottobre ci sarà il “fiume umano” a Roma. La nostra è una piazza pacifica, democratica e a volto scoperto, dove i poliziotti possono stare tranquilli. Non come quella dei centri sociali”.

“Noi facciamo il nostro lavoro in Parlamento, nei Comuni, nelle Regioni: rappresentiamo i milioni di italiani contro un governo che non sta né in cielo né in terra, con un Partito Democratico che negli ultimi due anni ha perso tutte le elezioni possibili ed adesso si ritrova al comando. Questo è il governo che nasce con la minor popolarità e minor fiducia nella storia degli ultimi anni: è una truffa, una manovra di palazzo, l’Italia vera fa bene a chiedere elezioni, sicurezza, taglio delle tasse, non la riapertura dei porti o una nuova legge Fornero”.

Interrogato a tal proposito, il leader leghista ha poi fatto sapere di non credere ad una possibile sfiducia in Senato sul Conte-bis: “Quando c’è profumo di poltrona quelli della sinistra arrivano da ovunque – ha commentato -, quindi non mi faccio illusioni. So per certo che in questi giorni sto incontrando una marea di persone fuori dai palazzi. Mi dicono di tenere duro perchè tanto prima o poi tocca a noi. Siamo alla fine dell’impero, la storia insegna: come quando Maria Antonietta dava le brioches al popolo che chiedeva il pane, questi regalano poltrone. Ma non durerà molto”.

Matteo Salvini a Caorso

Salvini è passato poi all’attacco dell’Europa “Stanno stappando spumante a Parigi, Bruxelles e Berlino: evidentemente pensano che l’Italia sia tornata un Paese servo o di “serie B” e quindi danno qualche “mancetta” o elemosina. Io però non voglio che i miei figli crescano in un Paese che dipenda dalle scelte di Parigi o di Berlino. Ci prepariamo a tornare a governare – ha sottolineato nuovamente -, possono stare attaccati alla poltrona qualche mese ma non all’infinito”.

“Mi sembra chiaro che ci fosse un progetto alla base di questo nuovo governo – ha poi detto – se i 5 stelle da “rivoluzionari” passano a Gentiloni, che è il ‘vecchio del vecchio del vecchio’ in Europa, non ci sono dubbi.  Detto questo guardiamo al futuro e non al passato per dare un governo serio e stabile a questo paese. Questi non hanno ancora iniziato ma hanno già cominciato a scannarsi: sulla tav, sulle Autostrade, sulla giustizia, sull’autonomia, sulle tasse, su quota 100, sui porti aperti”.

Matteo Salvini a Caorso

“E’ chiaro che è una manovra di palazzo, si tengano le poltrone per qualche mese. L’onore e la dignità valgono più di qualche poltrona: anche perchè nel frattempo si voterà in tante regioni. Il Pd non potrà rubarci le elezioni in Emilia Romagna, in Calabria, in Puglia, nelle Marche, in Toscana…”

Ma se l’alleanza Pd-5 Stelle dovesse continuare anche a livello regionale? “Per me non cambierebbe nulla – ha spiegato il segretario del Carroccio -, mi auguro che lo facciano, anzi: significherebbe che i 5 Stelle hanno finito la loro parabola come pezzettino della sinistra. Lo dicano chiaramente: in Umbria si vota perchè hanno arrestato un po’ di uomini del Pd, su denuncia dei 5 Stelle. Se dalle denunce si passa all’inciucio io rido e vinciamo lo stesso”.

Poi  Salvini è tornato sui rapporti con l’Europa, riprendendo le parole di ieri di Mattarella, che ha evidenziato la necessità di cambiare il patto di stabilità. “Meglio tardi che mai – ha commentato ironicamente -, noi sono anni che lo chiediamo. Evidentemente abbiamo convinto anche il presidente della Repubblica. Sicuramente difficilmente lo si fa col vecchio che avanza, come Gentiloni, però che l’Europa si debba cambiare è chiaro ed evidente a tutti”.

Infine quando gli è stato chiesto se cambierebbe qualche decisione presa nelle ultime settimane, Salvini ha risposto “No, i fatti stanno dimostrando che avrebbero voluto portarci avanti qualche mese, fare una manovra economica nulla, senza taglio delle tasse, per dire che  la Lega vuole stare attaccata alle poltrone senza mantenere le promesse. Noi abbiamo messo sette ministeri nelle mani del popolo italiano – ha aggiunto -, qualcuno ha avuto paura del voto, significa che non hanno la coscienza pulita. Andiamo avanti, non abbiamo paura di stare per qualche tempo all’opposizione: il nostro onore non vale 18 poltrone”.

Dopo le dichiarazioni a ruota libera del segretario Salvini, la candidata leghista alla Regione Emilia Romagna, Lucia Borgonzoni, ha quindi preso la parola sul palco allestito in piazza: “Tra le cose su cui crediamo c’è il rilancio delle zone appenniniche – ha spiegato -, poi il sostegno alle aziende di territorio; sanità da rivedere, troppi i tagli apportati dalla sinistra di Bonaccini: eravamo un’eccellenza e vogliamo ritornare ai livelli che vantavamo”.

Ha quindi proseguito sul tema delle case popolari, dicendo “prima gli italiani” e poi ancora: “Noi intendiamo scardinate quei meccanismi perversi che sono sfociati nei fatti di Bibbiano, andando a verificare come operano gli assistenti sociali”. A chiosa anche il tema dell’immigrazione e integrazione “Ci vogliono regole per i campi nomadi: li chiuderemo tutti”.

Sul palco, insieme a Borgonzoni e Salvini, anche diversi politici locali della Lega: il senatore Pietro Pisani, la deputata Elena Murelli, il consigliere regionale Matteo Rancan, la vicepresidente della Provincia, Valentina Stragliati, gli assessori del Comune di Piacenza Stefano Cavalli , Paolo Mancioppi e Luca Zandonella e il sindaco di Caorso Roberta Battaglia.

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