Elisa sepolta soltanto venerdì. E Sebastiani aveva scritto una lettera per scagionarsi

Elisa Pomarelli sarebbe stata sepolta da Massimo Sebastiani in fondo a un rivo nel bosco, a poche centinaia di metri dalla casa di Silvio Perazzi a Costa di Sariano, soltanto nella giornata di venerdì 6 settembre, il giorno precedente alla fine della sua fuga. Prima l’avrebbe nascosta e vegliata in un altro luogo non distante.

Lo avrebbe riferito lo stesso 45enne, durante gli interrogatori con i carabinieri e la Pm Ornella Chicca. Se i fatti si siano svolti proprio in questo modo, sarà chiarito soltanto dopo l’esame autoptico sul corpo della giovane, che si terrà mercoledì a Pavia.

Sempre gli inquirenti non escludono che il corpo di Elisa Pomarelli – prima della sepoltura nel bosco – potrebbe essere stato nascosto in uno dei piccoli capanni (nella foto) nei pressi della casa di Perazzi, ma anche questo dettaglio potrà trovare conferma dagli accertamenti ancora in corso.

E lo stesso Sebastiani avrebbe tentato goffamente di sviare le indagini su di lui, scrivendo una lettera che ha poi recapitato nella cassetta della casa di Costa di Sariano dell’amico Silvio Perazzi, arrestato per favoreggiamento, martedì scorso.

Nella missiva, composta da cinque fogli strappati da un’agenda, Sebastiani avrebbe tentato di scagionarsi, scrivendo che Elisa si sarebbe allontanata volontariamente dopo il litigio a casa sua, a Campogrande di Carpaneto, domenica 25 agosto.

Sono le novità emerse dalle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Piacenza sul delitto di Elisa Pomarelli. In particolare la lettera di Sebastiani si sarebbe rivelata un elemento importante per stringere il cerchio intorno alla proprietà di Silvio Perazzi, la casa di Costa di Sariano, che si sta rivelando sempre più il vero epicentro della vicenda nei giorni che hanno seguito il femminicidio.

Perazzi avrebbe quindi consegnato i fogli scritti a mano ai carabinieri del Nucleo Investigativo, i quali hanno cercato di risalire subito all’agenda dalla quale sono stati strappati: si tratterebbe della stessa agenda ritrovata nella casa di proprietà di Perazzi a Costa di Sariano. Dove presumibilmente il 45enne è stato più volte nei giorni della fuga.

Massimo Sebastiani potrà chiarire questi ed altri dettagli nel corso dell’interrogatorio di garanzia nel carcere delle Novate, a cui sarà sottoposto nella mattinata di martedì 10 settembre.

Il suo legale Mauro Pontini conferma che il suo assistito è pentito dell’omicidio, ma sul movente di quel gesto efferato preferisce non sbilanciarsi: “E’ ancora oggetto di indagine”.

“Sebastiani ai carabinieri ha detto che avrebbe voluto essere al posto di Elisa – riferisce Pontini – e che si voleva ammazzare”.

Quanto alla posizione di Silvio Perazzi, accusato dalla Procura di aver aiutato Sebastiani a nascondersi, il suo avvocato Paolo Fiori sostiene con forza l’estraneità del suo assistito: “Non c’entra nulla”.

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