Foti (FdI) “Basta spaccio di odio politico all’Infrangibile”

Nuova interrogazione al Ministro dell’Interno da parte del parlamentare piacentino Tommaso Foti per denunciare quella che definisce una “sistematica esaltazione dell’odio politico all’Infrangibile a Piacenza”.

L’esponente di Fratelli d’Italia ricorda che già nel mese di giugno aveva denunciato al Ministro dell’Interno ‎”la grave situazione di intolleranza politica nella zona, imputabile ad esponenti della sinistra extraparlamentare, autori tra l’altro, di una grave forma di intimidazione in occasione della prima riunione pubblica del Comitato Infrangibile Sicuro, nonché autori di minacciose scritte murali nei confronti del suo presidente”.

Secondo Foti la situazione è “progressivamente peggiorata rapidamente e nel mirino sono finiti alcuni abitanti della zona iscritti o simpatizzanti di Fratelli d’Italia. Anche la porta esterna della segretaria parlamentare dell’interrogante, in più occasioni, è stata lordata con scritte e affissione di volantini minacciosi”. ‎

Il parlamentare di Fratelli d’Italia denuncia “l’ennesima comparsa di scritte murali minacciose nei confronti di “fascisti, poliziotti e caramba”, oltre alla rituale “10,100, 1000 Ramelli”, vera e propria manifestazione di istigazione a delinquere, oltre che forma di esaltazione di uno dei più orrendi crimini politici perpetrato nel 1975 nei confronti di un inerme giovane militante del Movimento Sociale Italiano“.

In relazione a quanto denunciato, Foti chiede in primo luogo “se il Ministro dell’Interno intenda sollecitare approfondite e immediate indagini per scoprire gli autori di dette illecite scritte, la qual cosa non dovrebbe apparire neppure troppo difficile atteso che sulle pagine Facebook di molti esponenti della sinistra piacentina dette violente esibizioni vengono esaltate quando non rivendicate”.

Il parlamentare infine, anche con riferimento ai citati fatti dello scorso giugno, chiede al Ministro di conoscere “‎quali iniziative di competenza‎ siano state assunte per prevenire e contrastare dette forme di violenza, praticate in vario modo da parte di soggetti che, anche attraverso l’utilizzo dei social, pubblicamente esaltano il ricorso alla violenza come metodo di lotta politica”.

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