Il “Rigoletto” a Palazzo Farnese fa il tutto esaurito con dedica ad Elisa

Grazie agli “Amici della Lirica” Palazzo Farnese ha ospitato un’opera lirica di grande popolarità come il Rigoletto di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, riscuotendo un caloroso successo di pubblico e di critica.

Rigoletto a Palazzo Farnese

Ancora una volta la tragica vicenda del ”gobbo” verdiano ha conquistato gli spettatori, trascinati da un fiume di romanze di eccezionali bellezza che hanno dato modo ai cantanti di esprimere la loro bravura.

“Sono molto soddisfatta – confessava al termine dello spettacolo la presidentessa dell’Associazione Giuliana Biagiotti in Bonacore – tutti i posti esauriti, un’ottima riuscita dello spettacolo e consensi unanimi. Non potevo aspettarmi di meglio. Per questo ringrazio tutti i miei collaboratori, dagli sponsor agli artisti che hanno dato dimostrazione della loro bravura. La lirica ha bisogno di recuperare questi spazi e mi auguro di trovarne altri oltre al Farnese”.

Legittima la soddisfazione della presidentessa, perché la rappresentazione, impeccabile nell’organizzazione, è stata di ottimo livello considerando le difficoltà dell’allestimento del palcoscenico, lo scarso spazio ed il numero ristretto degli orchestrali, oltre ad un’acustica che, seppur buona considerando l’ambiente particolare, è pur sempre all’aria aperta e quindi limitata nella percezione.

Un plauso particolare lo merita la regista Giuseppina Campolonghi che ha saputo ricreare atmosfere e scene dell’opera con effetti speciali e fantasiosi, in particolare l’ultimo atto con la locanda di Sparafucile e l’uccisione di Gilda, sempre con la preziosa collaborazione del maestro alle luci Marco Ogliosi.

Venendo ai cantanti, tutti sono stati bravi, ma con qualche riserva. Il baritono Federico Longhi è stato un convincente Rigoletto anche se la sua voce, a tratti, ha accenti tenorili. Gradevole e piacevolmente squillante il tenore spagnolo David Astorga nei panni del Duca di Mantova, apprezzabile quando può liberare il bel canto, meno nei momenti più impegnativi.

La debuttante giovanissima Federica Lisa è stata una Gilda musicalmente molto corretta ed aggraziata, seppur gracilina nella parte e vocalmente. Comunque ha superato bene la prova meritando applausi convinti. Il basso Roberto Muro, chiamato all’ultimo momento a sostituire l’infortunato Mattia Denti, ha sostenuto la parte di Sparafucile con dignità, mentre la sorella Maddalena ha avuto in Fiorentina Soare una convincente ed impeccabile interprete.

Sufficienza, infine, per tutti gli altri nobili di corte: da Min Ho Lee (Monterone), Giacomo Contro (Marullo), Michele Mele (Borsa), Carlo Nicolin (Ceprano) e Paola Lo Curto (contessa di Ceprano). Bene l’orchestrazione, piuttosto contenuta del maestro Jacopo Pavani; benissimo, invece, il coro Lirico Terre Verdiane.

La stonatura maggiore è venuta, invece, dalle decine e decine di multe inflitte alle vetture parcheggiate in Piazza Cittadella durante lo spettacolo. E’ un modo per far cassa per l’amministrazione Comunale che ha provocato commenti acidi nei suoi confronti. Che danno provocavano queste vetture parcheggiate per qualche ora negli spazi dei bus quando questi non circolano ed in occasione di un evento culturale?

Luigi Carini

IL RICORDO DI ELISA POMARELLI DA PARTE DELL’ASSESSORE JONATHAN PAPAMARENGHI – Prima dello spettacolo andato in scena a Palazzo Farnese, l’assessore alla Cultura di Piacenza Jonathan Papamarenghi ha riservato un pensiero ad Elisa Pomarelli, la 28enne rinvenuta morta nel pomeriggio di sabato in un bosco nei pressi di Sariano di Gropparello e per il cui omicidio è accusato il 45enne Massimo Sebastiani.

“Non posso e non voglio esimermi dal dedicare a nome di tutta la Comunità piacentina il dramma di Rigoletto alla giovane Elisa Pomarelli, ingiustamente strappata alla vita – le parole di Papamarenghi -: il ruolo della cultura è anche far sì che drammi del genere non trovino più terreno fertile. Ciao Elisa, non doveva finire così”.

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