Infiltrazioni mafiose, i consiglieri Pd: “Verificare gli atti a conoscenza di Caruso”

I consiglieri comunali del Partito Democratico interrogano l’amministrazione di Palazzo Mercanti sugli atti e le pratiche a conoscenza dell’ex presidente dell’assemblea comunale, Giuseppe Caruso.

L’ex esponente di Fratelli d’Italia è stato arrestato nei mesi scorsi con l’accusa di associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Grimilde” contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia Romagna, condotta dalla Procura di Bologna.

Con un’interrogazione rivolta al sindaco e alla giunta comunale i consiglieri Stefano Cugini, Giulia Piroli, Giorgia Buscarini e Christian Fiazza, chiedono “se è già stata fatta una verifica in ordine agli atti e alle pratiche a conoscenza dell’ex Presidente del Consiglio Comunale, specie in merito alla tutela e garanzia di legalità”.

“Nel caso, se non ancora fatta – prosegue il testo depositato nella giornata odierna – se si intende effettuare una verifica e un controllo e se, nel caso in cui a seguito della verifica (o di nuove comunicazioni delle autorità competenti), si dovesse riscontrare la presenza di atteggiamenti orientati a promuovere cultura mafiosa, intendono espungersi dal catalogo degli amministratori della città, a disposizione dei piacentini, dimettendosi per manifesta opportunità politica”.

Nell’interrogazione gli eletti dem ricordano come “in alcuni comuni, anche dell’Emilia Romagna (tra cui Piacenza), si è riscontrato che sono stati inseriti nei ranghi delle amministrazioni pubbliche numerosi affiliati a cosche mafiose, ‘ndrangheta in particolare”.

Inoltre viene sostenuto che “sfogliando le giustificazioni date da alcuni politici, presenti in certe amministrazioni pubbliche italiane, la percezione è che si voglia ridimensionare la gravità dei fatti occorsi e che si voglia diffondere un modello di creazione di anticorpi politico-istituzionale atipico”.

“Le amministrazioni comunali sono accessibili a tutti – sottolinea l’interrogazione – e al servizio di tutti e come tali, sia per correttezza politica sia per dovere istituzionale, non dovrebbero essere caratterizzate da forme di faziosità rispetto alla presa di coscienza in caso di possibili infiltrazioni mafiose”.

“A Piacenza era presente Giuseppe Caruso, – ricordano – iscritto a Fratelli d’Italia (ora revocato), attualmente in regime di 41 bis, al tempo dei fatti presidente del Consiglio comunale della città. Pur nell’imprescindibile opportunità di attendere i vari gradi di giudizio, si ritiene doveroso approntare una verifica al fine di evitare il ripetersi di circostanze come quelle sopra descritte”

“Oggi più che mai bisogna alzare il livello di allerta – sottolineano – contro questi attacchi quotidiani alla normalità dello sviluppo civico nel solco della legalità diffusa e occorre altissimo senso di responsabilità”.

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