“La Cina offre grandi opportunità, ma l’Italia deve abbandonare pregiudizi e ritrovare umiltà” foto

“La Cina offre grandi opportunità, ma l’Italia deve abbandonare pregiudizi e ritrovare umiltà nell’approcciarsi a una realtà in grande crescita”.

E’ questo il consiglio di Irene Pivetti, presidente di Only Italia, piattaforma commerciale che supporta piccole e medie aziende intenzionate a esportare i propri prodotti in Cina. Introdotta da Corrado Sforza Fogliani, presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza, Pivetti è stata protagonista del workshop “Le vie della Seta”, organizzato in collaborazione con la Banca stessa in occasione della fiera Coloré dedicata all’edilizia leggera, in programma in questi giorni a Piacenza Expo.

L’onorevole Pivetti ha preso parte in mattinata all’inaugurazione della manifestazione e ha avuto modo di confrontarsi con alcune aziende, rispetto alle loro politiche aziendale in merito all’export. In un settore in difficoltà da anni, come quello dell’edilizia, Pivetti ha riscontrato “lo sforzo di buona volontà” di questi imprenditori, che si “concentrano sulla metà piena del bicchiere”.

Dal mercato cinese, aggiunge Pivetti, possono arrivare opportunità concrete di business, da implementare con le adeguate infrastrutture di supporto. Valutazioni, queste, osserva, maturate all’interno dell’esperienza di Only Italia, realtà fondata nel 2011 con “l’idea ambiziosa di fornire servizi di supporto a piccole medie imprese intenzionate a entrare nel mercato cinese. Abbiamo iniziato come agevolatori di esportazioni, ora ci concentriamo su un’ampia serie di servizi”.

“Quello che il potenziale esportatore deve aver presente – sottolinea Pivetti – è che la Cina è una realtà cosmopolita, soddisfatta di se stessa, e che applica a sua volta una strategia di mercato coloniale. Pensare che i loro prodotti siano come la paccottiglia che troviamo qui in Italia è un errore. In realtà nei loro negozi si può trovare merce merce di buona se non ottima qualità, prodotta in Cina, magari utilizzando un nome che può sembrare occidentale, per renderlo più appetibile” .

Considerazione, questa, che non deve però portare al solito cliché dei cinesi “copioni”, perché questo, osserva pragmaticamente Pivetti, non aiuta in termini di business. “E’ un tema, questo, che non aiuta perché va affrontato in altre sedi, ad esempio dalla commissione europea per la concorrenza. Le relazioni commerciali si muovono su un altro piano. Non è neppure utile dire che nulla sia più bello o buono di ciò che viene prodotto in Italia, occorre recuperare umiltà e riconoscere che ci si sta muovendo in un mercato diverso, con regole diverse. Ad esempio le certificazioni alimentari che vengono richieste in Italia e in Europa non valgono in Cina, dove la regolamentazione è completamente diversa”.

L’attività svolta da Only Italia va proprio in questo senso, nell’offrire un supporto concreto alle aziende all’interno di una filiera commerciale, con supporto logistico, di trasporto e assistenza anche burocratica, forte del legame stretto con le istituzioni locali. “Lavoriamo su loro mandato – spiega Pivetti – e questo è stato fondamentale. Il ruolo svolto dalle loro Camere di Commercio infatti è  completamente diverso: sono il braccio operativo del Governo”.

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