La smartphone e la socializzazione, fra opportunità e pericoli

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Gli smartphone sono stati in grado di mettere in connessione i cittadini del mondo come mai in qualsiasi altra epoca storica. Grazie a chiamate e videochiamate, a messaggi istantanei  social network si ha l’impressione di poter entrare o rimanere in contatto con chiunque, a prescindere dalla distanza che ci separa fisicamente dagli altri.

L’avvento degli smartphone potenti come computer ha rivoluzionato l’era moderna, cosa che aveva capito perfettamente il geniale Steve Jobs, celeberrimo fondatore di Apple ricordato per la sua perla di saggezza “Stay hungry, stay foolish”: aveva capito che un cellulare smart sarebbe andato ben oltre l’accesso alla conoscenza.

Il lato nascosto della medaglia, però, è ben più cupo e pericoloso di quanto si sia portati a immaginare. Se la socialità digitale ha ricevuto un incremento notevolissimo della diffusione degli smartphone, non si può negare che oggi sia più facile anche organizzare eventi reali attraverso un semplice telefono: fare pubblicità, diffondere fotografie, rispondere alle mail, creare chat di gruppo in cui diffondere le informazioni, condividere l’esatta posizione del luogo e tenere sotto controllo l’evoluzione del tempo atmosferico per non incappare in qualche brutta sorpresa: oggi si può grazie a uno smartphone dalle buone prestazioni e a un buon collegamento alla Rete.

Anche in ambito sentimentale gli smartphone hanno dimostrato di poter aiutare le persone a sconfiggere la solitudine: le applicazioni di incontri on line esistono da decenni, eppure la diffusione capillare degli smartphone ha moltiplicato in maniera esponenziale la loro incidenza sulla vita degli italiani, Paese in cui si rilevano più utenze cellulari attive che cittadini.

La più diffusa di esse, Tinder, è progettata in maniera da proteggere i propri utenti attraverso diversi sistemi di sicurezza: innanzitutto non è possibile inviare fotografie, si può segnalare il comportamento scorretto di un utente e bloccarlo in pochissimi secondi, evitando qualsiasi tipo di contatto futuro. 

Oltre a questo è la stessa applicazione a fornire una sorta di decalogo della sicurezza che invita le persone a incontrare sconosciuti per incontri brevi e in luoghi affollati, almeno in occasione dei primi appuntamenti, a informare gli amici sul luogo e l’ora dell’incontro e sul non fornire troppe informazioni personali.

Purtroppo la facilità con cui oggi si può entrare in contatto con perfetti sconosciuti aumenta in maniera considerevole i pericoli a cui si può andare incontro: i casi di stalking e di violenze ai danni delle donne nella nostra penisola, e inevitabilmente anche nella Regione Emilia Romagna, sono molti.

A dimostrazione, però, che la socializzazione attraverso la Rete può essere sicura e scevra di pericoli, arriva l’applicazione mobile CiciarApp sviluppata a Piacenza. La app è finalizzata a mettere in comunicazione i bambini con bisogni educativi speciali e gli anziani che trascorrono troppo tempo da soli.

Con questo progetto, che ha ottenuto anche il sostegno della Regione, si intende costruire un modello di socializzazione innovativo, inclusivo e sicuro di socializzazione attraverso gli smartphone. Sarà una strada percorribile su larga scala? Lo dirà solo il futuro, ma intanto Piacenza ha posto la prima pietra miliare lungo questo cammino.

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