Ladri di alveari anche a Piacenza: undici casi denunciati alla Forestale

Sono 25 gli operatori professionali di apicoltura controllati nell’anno in corso, dai militari delle Stazioni Carabinieri Forestale operanti nel Piacentino e sono state 3 le sanzioni amministrative comminate per un totale di 3666 euro, oltre a due “diffide”.

“Obiettivo primario degli accertamenti – spiegano i carabinieri forestali – è stato il rispetto delle normative nazionali e regionali che regolano il settore, con particolare riguardo alla affissione di corretta cartellonistica evidenziante la proprietà e conduzione delle arnie, la loro corretta tenuta e gestione, la comunicazione di attività di nomadismo, l’iscrizione alla Anagrafe Apistica Nazionale, la distanza tra gli apiari, il censimento effettuato della postazione e la sua corretta ubicazione.

Tra gli illeciti riscontrati si rileva “il mancato rispetto della Legge regionale in materia che disciplina la movimentazione degli apiari su suolo regionale” e la “corretta comunicazione dell’attività di nomadismo apicolo agli enti preposti”.

Rilevati anche “apiari privi di cartellonistica e in difformità da quanto previsto”. In un caso, nella bassa Val Nure, è stato rilevato un apiario “in evidente stato di abbandono tale da essere difforme a quanto previsto dalla Legge Regionale che tutela gli aspetti igienico sanitari in quanto, gli apiari trascurati e abbandonati, possono essere fonte di propagazione di patologie”. Di mille euro la sanzione comminata.

I controlli disposti e coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale Piacenza hanno altresì rilevato una “non conformità” ai disciplinari propri dell’Apicoltura Biologica in riferimento alla inadeguata o impossibile identificazione degli animali.

E’ poi da registrarsi, anche nel piacentino, – viene sottolineato – il fenomeno di furto alveari. Da due distinti operatori del settore delle Valli Luretta e Tidone, nell’anno in corso, sono stati asportati 11 interi alveari in un caso e solo i “telai” nell’altro. “Si invitano tutti gli apicoltori – l’appello dell’Arma – a denunciare sempre furti e danneggiamenti ai censiti apiari”.

Le attività di accertamento, controllo e monitoraggio dei Carabinieri Forestali sugli apiari e la corretta loro identificazione, hanno pertanto anche finalità preventiva andando rilevare fenomeni di ricettazione che vanno poi ad incentivare il “mercato nero” delle attrezzature per l’ Apicoltura ed i “reati predatori” ad esso direttamente proporzionalmente collegati: “La denuncia alle Autorità è, in questi casi, particolarmente importante, essendo, il furto di apiari, una fenomenologia criminale in crescita sul territorio nazionale e per questo costantemente monitorata. Non si tratta più di sporadici episodi i cui autori erano spesso residenti nella stessa provincia ma, le tipologie di furto, spesso rimandano a modus operandi tipici della criminalità organizzata”.

“Segnalare pertanto ogni veicolo e persona sospetta nei pressi degli apiari essendo, i consumati furti, sovente preceduti da sopralluoghi. Si stimano, sul territorio Italiano, circa 20.000 alveari rubati o danneggiati ad ogni stagione”.

E’ opportuno sottolineare che i controlli dei Carabinieri Forestali riguardo la corretta gestione dei prodotti Fitosanitari in Agricoltura vanno indirettamente anche a tutela delle popolazioni apistiche, come peraltro previsto anche dalle Legge Regionale.

A conferma della vicinanza dell’ Arma dei Carabinieri al settore Apistico vi è il Protocollo d’intesa che la FAI (Federazione Apicoltori Italiani) ha siglato con l’Arma dei Carabinieri dando luogo a sviluppi operativi tra cui il Progetto “ApinCittà”, frutto di un coordinamento tra Arma dei Carabinieri, FAI e Comune di Roma (altre Amministrazioni stanno aderendo all’iniziativa su tutto il territorio nazionale), che prevede di mettere a sistema i piccoli ma numerosi allevamenti di api che ci sono nella Capitale; creando fin da subito una rete di dieci postazioni per gran parte già presenti nel Centro Storico o di prossima installazione.

Un Apiario Urbano Sperimentale è stato installato proprio alla sede di Roma via Carducci del Comando CUFA (Unità Forestali ed Agroalimentari) dell’Arma dei Carabinieri con finalità di biomonitoraggio ambientale.

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