“Non escludiamo il rapimento di Elisa” La difesa di Massimo presenterà una memoria

Il giorno dopo il sopralluogo dei Ris di Parma nell’abitazione di Massimo Sebastiani a Campogrande di Carpaneto, il legale che lo difende, Mauro Pontini, si dice convinto che da quella casa, dal pollaio e dall’auto del 45enne scomparso nel nulla non emergeranno elementi decisivi per le indagini.

“Molto difficile che si possa trovare qualcosa – afferma – a sostegno della tesi di un atto violento dell’uomo nei confronti di Elisa Pomarelli. Che all’interno della sua vettura ci siano tracce di lei non è per niente strano, visto che ci è salita più volte. E poi quella mattina avevano trasportato nel bagagliaio assi e legni, possibile che nello scaricarli abbiano lasciato alcune tracce anche di natura organica”.

L’avvocato si spinge più in là, fino a ipotizzare che la 28enne sia ancora viva. “Non ho elementi concreti naturalmente – sostiene -, ma non possiamo ancora escludere che lei sia viva e che Massimo abbia messo in atto un rapimento”. Con quale motivazione? “Potrebbe averla rapita per un motivo – risponde Pontini – che dal suo punto di vista potrebbe essere nobile. Forse per sottrarla al suo destino, a quella che agli occhi del 45enne potrebbe aver assunto i contorni di una deriva morale”.

Il riferimento è a un possibile rifiuto da parte della donna di instaurare una relazione sentimentale con lui. “Massimo non era una persona violenta – continua Pontini -, ma è cresciuto all’interno di un ambiente contadino, con alcuni principi morali molto rigidi. Alla base di un possibile sequestro ci potrebbe essere la contraddizione di questi valori”.

L’avvocato annuncia anche la presentazione nei prossimi giorni di una memoria scritta al Pubblico Ministero: “Sto raccogliendo alcuni elementi che potrebbero essere utili alle indagini e che potrebbero non ancora essere stati approfonditi a dovere, per questo depositerò un documento in Procura”.

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