Quando lo spaccio è una questione di famiglia, 18 arresti della Guardia di Finanza

Spaccio di droga tra Cadeo e Caorso, 18 arresti della Guardia di Finanza di Piacenza e Fiorenzuola dal 2018 ad oggi nell’operazione coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini.

Proprio in questi giorni sono stati eseguiti gli ultimi 13 arresti, 9 dei quali in carcere e gli altri 4 ai domiciliari, quasi tutti riguardanti una famiglia di cittadini marocchini, regolarmente residenti da tempo in Italia nella zona di Milano. E’ l’esito dell’operazione “Sheitan”, ossia demonio in arabo, che ha consento di sgominare un’attività, quella dello spaccio, risultata essere in questo caso a conduzione familiare e molto ben strutturata sia nei termini di approvvigionamento e vendita, come ha messo in evidenza Centini.

Il loro campo di azione era particolarmente ampio, tra Caorso, Cadeo e Olgiate Olona nella provincia di Varese. “Durante l’attività di indagine, nell’arco di un mese e mezzo sono stati monitorati circa 600 cessioni di cocaina e eroina tra gli spacciatori e i “clienti”, circa un migliaio, di età compresa tra i 18 e i 50 anni – spiega il luogotenente Giorgio Botti, comandante delle Fiamme Gialle di Fiorenzuola -. Studenti, operai, professionisti, ragazze disposte anche a prostituirsi in un cascinale nella Bassa pur di avere una dose: difficile fare un ritratto omogeneo di chi si riforniva da questi soggetti che, dopo essere stati contattati telefonicamente, si facevano trovare nelle campagne di Cadeo e Caorso dove avveniva la cessione, in maniera rapidissima”.

Il tutto garantiva introiti non indifferenti alla “famiglia”: sempre nell’arco di un mese e mezzo è stata stimata la vendita di due chili e mezzo di droga, tra cocaina e eroina, consentendo un guadagno di oltre 50 mila euro. “Tolte le spese e i compensi da riconoscere agli spacciatori, il guadagno netto stimato è di circa 30mila euro al mese, che venivano presumibilmente inviati in Marocco per l’acquisto di terreni e auto – dice Centini -, concordati con i familiari residenti all’estero”.

Un sistema articolato che si basava anche su altre attività illecite, come il traffico di sim card per i cellulari e la clonazione di numeri di telefono. In questi mesi sono state eseguite 7 perquisizioni in negozi e call center tra Milano e Brescia, con 9 denunciati per sostituzione di persona.

“Devo davvero ringraziare i militari della Guardia di Finanza per l’impegno profuso di questa indagine, molto complessa e ramificata. Hanno garantito la massima disponibilità, buttando davvero il cuore oltre l’ostacolo in nome della legalità” sottolinea Centini.

VIDEO – INTERVISTA AL COLONNELLO DANIELE SANAPO

La nota stampa della Guardia di Finanza – I finanzieri del Comando Provinciale di Piacenza hanno condotto, nel massimo riserbo e sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, una complessa indagine di polizia giudiziaria diretta al contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti, che si è conclusa in questi giorni.

In particolare, nel corso del 2018, militari della dipendente Tenenza di Fiorenzuola d’Arda, hanno avviato un’operazione – denominata successivamente “SHEITAN” – nel corso della quale sono stati arrestati in flagranza di reato – in tempi diversi – cinque spacciatori, e denunciati a piede libero altri quattro soggetti per la detenzione di sostanze stupefacenti.

La suddetta operazione, che ha consentito di documentare il traffico e lo spaccio di circa 2 kg di eroina e cocaina, ha portato poi all’emissione di 13 misure restrittive, 9 in carcere e 4 agli arresti domiciliari da parte del G.I.P. di Piacenza. Del medesimo contesto operativo venivano interessate anche l’A.G. di Milano e Varese, ciascuna delle quali emetteva ulteriori 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei responsabili.

L’esecuzione delle citate misure, avvenuta nei giorni 28 agosto e 5 settembre scorso, effettuata in Piacenza, Milano e Monza, ha interessato, nel complesso 7 soggetti; gli altri 6 destinatari risultano, attualmente, irreperibili. La riservatezza con cui sono state condotte le operazioni di rintraccio e cattura, hanno consentito di proseguire nell’attività investigativa volta ad individuare ulteriori soggetti complici, legati al traffico degli stupefacenti.

Infatti la descritta operazione si è conclusa lo scorso 10 settembre, quando è stato eseguito un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica piacentina nei confronti di 7 imprese ubicate nelle province di Milano e Brescia, perché responsabili di aver commercializzato diverse utenze radiomobili intestate a persone inesistenti o non censite nelle banche dati italiane, utilizzate per la commissione dei reati oggetto delle ordinanze e per eludere l’attività investigativa della P.G.

In occasione degli interventi, che ha visto l’impiego di circa 50 uomini, eseguiti dai militari della Tenenza di Fiorenzuola d’Arda – con l’ausilio di Nucleo Polizia Economico Finanziaria e Gruppo Guardia di Finanza di Piacenza – le fiamme gialle hanno sequestrato, tra l’altro, un’autovettura Ford C-Max e oltre 4.000 euro in contanti.

In aggiunta, nel corso delle perquisizioni, si è proceduto anche al sequestro di numerosi computer, schede SIM, telefoni, chiavette USB e documenti d’identità in originale; tutto materiale probatorio che ha fornito, nell’immediatezza, ampi riscontri alle ipotesi di reato formulate e creato i presupposti per ulteriori approfondimenti investigativi.

Murelli e Pisani (Lega): “No all’economia criminale portata dai presunti migranti economici” – “Altro che migranti economici. Quel clan di marocchini aveva dato sì uno stimolo all’economia: a quella criminale, però, fatta di violenze e spaccio di ogni tipo di droga con guadagni elevati. Preoccupano, poi, i tanti giovanissimi clienti di questi venditori di morte. Il quadro portato alla luce dalla procura e dalla Guardia di finanza mostra che la lotta al crimine deve essere rafforzata. Altro che abolire i decreti sicurezza”.

I parlamentari piacentini della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani, si complimentano per l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza: “Un plauso va all’intuizione di investigatori e inquirenti che hanno preferito non fermarsi ai piccoli spacciatori, ma, seguendo i soldi, sono arrivati a uno spaccato inquietante, a una organizzazione criminale senza scrupoli che ora dovrà essere punita con la massima severità. Purtroppo, con la politica dei porti aperti molti altri delinquenti sbarcheranno in Italia e non certo con l’intenzione di trovarsi un lavoro onesto”.

Bernini (FI): “Orgogliosi del lavoro della Guardia di Finanza” – Siamo orgogliosi del lavoro svolto dalla “Guardia di Finanza di Piacenza e Fiorenzuola che ha consentito di fare piena luce su una enorme attività di spaccio “a conduzione familiare”, che proliferava soprattutto nelle “piazze” piacentine: il tutto per un giro di affari di milioni di euro poi reinvestiti in Marocco e che coinvolgeva centinaia di pusher”.

“Un’indagine meticolosa grazie alla quale è stata ricostruita l’intera “filiera” dello spaccio e che, purtroppo, dimostra quanto questo fenomeno abbia messo radici anche nella nostra regione e quanto sia fondamentale rendere prioritario il contrasto alla criminalità organizzata, non solo italiana ma anche straniera. E’ evidente inoltre la necessità di una politica di rimpatri efficace, che consenta di rispedire al proprio Paese, dopo aver scontato la pena che meritano, questi pericolosi malviventi”.

Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente Gruppo Forza Italia al Senato

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