Frecciargento al posto di Frecciabianca, critiche bipartisan a Trenitalia

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Le dichiarazioni di Paolo Attanasio, responsabile divisione passeggeri Long Haul di Trenitalia, ha compattato maggioranza e opposizione in consiglio Regionale.

Sia Katia Molinari che Gianluigi Molinari del Pd, insieme a Matteo Rancan (Lega) che Giancarlo Tagliaferri (FdI), hanno infatti contestato la decisione di procedere alla graduale sostituzione dei Frecciabianca con i Frecciaargento, un servizio ritenuto più oneroso per i pendolari. Non a caso il tema era stato sollevato nei giorni scorsi proprio dall’associazione pendolari Piacenza. Di seguito, tutte le prese di posizione dei consiglieri regionali.

Matteo Rancan “Così si toglie un servizio ai cittadini” – “Con la sostituzione dei Frecciabianca coi Frecciargento che corrono sull’Alta velocità, si profila un bel problema per tutti quei pendolari che oggi utilizzano, dalle stazioni più periferiche, i Frecciabianca nella tratta Milano-Bologna. I Frecciargento, infatti, oltre a non essere accessibili da tutte le stazioni regionali presentano un prezzo del biglietto sensibilmente più alto rispetto a quelli dei Fracciabianca”.

Il consigliere regionale piacentino della Lega, Matteo Rancan, investe la Regione dei pesanti disservizi che spetteranno ai pendolari dopo le dichiarazioni del direttore della Divisione Passeggeri “Long Haul” di Trenitalia, Paolo Attanasio, che ha ribadito come “i Frecciargento saranno il collegamento tra la dorsale adriatica e Milano, e gradualmente sostituiranno tutti i Frecciabianca ancora presenti”.

I treni Frecciabianca che saranno sostituiti oggi – spiega Rancan – servono infatti sia una larga fetta di utenza pendolare (avvantaggiata dalla convenzione mensile/annuale MiMuovo Emilia – Romagna e Carta Plus Lombardia), che quella definibile “business”, disposta cioè a pagare qualcosa in più per avere un collegamento più confortevole e veloce, da Modena e Piacenza sull’asse con Milano.

“Eliminare questa tipologia di treni, per quanto non siano regolati dal contratto regionale di trasporto, significa togliere un servizio ai cittadini. Un servizio, quello ferroviario, che indipendentemente che sia “all’interno del contratto regionale” oppure “a mercato”, resta un servizio pubblico. L’eliminazione dei treni Frecciabianca e Frecciargento della linea Bologna – Milano significherebbe stipare i pendolari esclusivamente su treni regionali” attacca il consigliere leghista”.

“Del resto, l’introduzione graduale dei treni Rock, in aggiunta a qualche convoglio Intercity, non potrà minimamente essere paragonata alla qualità di viaggio offerta da un Frecciabianca o un Frecciargento. Per quanto i treni Rock rappresentino un evidente miglioramento nelle linee regionali non possono soddisfare le esigenze di una parte di utenza che abitualmente lavora con il computer anche in treno (i treni Rock sono sprovvisti di tavolino di appoggio e hanno una presa di corrente ogni due posti). I treni Rock presentano, inoltre, i già più volte evidenziati problemi di capienza che rischierebbero di aggravarsi ulteriormente con l’eliminazione dei Frecciabianca/Frecciargento”.

“Ma c’è di più: nel 2020 Parma sarà la Capitale della Cultura, ed è prevedibile che la città emiliana richiamerà in zona decine di migliaia di utenti che arriveranno utilizzando il servizio ferroviario e un’eventuale eliminazione dei Frecciabianca abbasserebbe la qualità del trasporto in proporzione ai treni utilizzati” – aggiunge Rancan.

Pertanto l’esponente del Carroccio chiede alla Giunta regionale “se intenda attivarsi nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine di mantenere per un altro anno le convenzioni per l’anno 2020, anno di Parma capitale italiana della cultura”, “cosa intenda fare per evitare la sostituzione dei convogli Frecciabianca con quelli Frecciargento nelle tratte di competenza regionale” “e se sia a conoscenza di programmi di mantenimento dei treni Frecciabianca sul tratto regionale”.

Tarasconi e Molinari: “No a Piacenza fuori dalla tratta business su Milano” – “Condividiamo la preoccupazione dei pendolari piacentini all’indomani delle dichiarazioni del direttore Attanasio sui piani di Trenitalia e diciamo basta alla dittatura ferroviaria che mette sempre all’angolo Piacenza”.

“Non è infatti condivisibile – spiegano i consiglieri regionali Katia Tarasconi e Gian Luigi Molinari – che Piacenza resti fuori dalla tratta business su Milano. Nella risoluzione ad hoc in deposito si propone che la Regione intervenga per mantenere intatta la tratta attuale dei Frecciabianca che offrono un servizio indispensabile per i lavoratori pendolari su Milano. Non è un problema solo nostro – sottolineano – ma che riguarda tutti gli utenti emiliani”.

“Il nostro impegno – hanno sottolineato – è quindi quello di prorogare le convenzioni per coprire quantomeno il 2020, anno nel quale, lo ricordiamo, Parma sarà capitale italiana della cultura: sarebbe irragionevole togliere quella tratta di collegamento anche per i visitatori che i nostri territori ospiteranno”.

Condividendo la posizione dei pendolari, l’anno “cuscinetto” servirebbe a pensare a un piano alternativo, prevedendo che sulla rete oggi coperta dai FrecciaArgento e Frecciabianca possano essere introdotti treni di gamma superiore alla tipologia Rock oppure programmare che i Rock facciano solo fermate nei capoluoghi di provincia.

“A oggi, questa decisione condanna i pendolari piacentini, e non solo – dichiarano i dem – a viaggiare stipati sui treni regionali”. Come ha spiegato il presidente dell’associazione Braghieri, non è trascurabile il fatto che questi treni servano una larga fetta di utenza pendolare (con la convenzione mensile/annuale MiMuovo Emilia-Romagna e Carta Plus Lombardia), quella che può essere definita “business”, disposta cioè a pagare qualcosa in più per avere un collegamento più confortevole e veloce, con presa di corrente per il pc e tavolini, da Modena a Piacenza diretta a Milano, all’andata e al ritorno.

“Siamo sempre disponibili a fare squadra anche con gli altri consiglieri regionali – concludono Tarasconi e Molinari – perchè eliminare questa tipologia di treni, per quanto non siano regolati dal contratto regionale di trasporto, significa togliere un servizio pubblico agli utenti emiliani tutti, mettendo in particolare difficoltà i lavoratori che viaggiano quotidianamente su Milano”.

Tagliaferri (FdI) “Indebolimento dell’offerta per i pendolari” – Il consigliere piacentino Giancarlo Tagliaferri, come primo firmatario, ha protocollato una interrogazione chiedendo alla Giunta se “intenda intervenire nei confronti di Ferrovie dello Stato per ottenere che quantomeno per il 2020, anno di Parma capitale italiana della cultura, l’attuale servizio rimanga inalterato, prorogando al contempo le attuali convenzioni, inoltre, se intenda intervenire su Trenitalia affinché sia garantito, quantomeno nelle fasce pendolari, il passaggio da Piacenza di treni ad alta velocità sfruttando gli interscambi esistenti di San Rocco al Porto e Tavazzano, evitando così di marginalizzare l’Emilia”.

Infine “se ritenga di potenziare il servizio regionale prevedendo nuovi convogli sulle tracce oggi coperte dai treni Frecciargento/Frecciabianca con materiale rotabile di gamma superiore ai Rock o, alla peggio, con dei Rock che effettuino fermate nei soli capoluoghi di provincia. Infine, quali provvedimenti intenda assumere, anche tramite i rapporti con Trenitalia e Trenord, per invertire i dati negativi sulle performance dei treni pendolari, evidenziati dalle tabelle fornite dalla direzione regionale Emilia-Romagna di Trenitalia all’assessorato dei Trasporti”.

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